Gli ultimi sussulti della perturbazione, arrivata lo scorso venerdì, stanno ora interessando il sud, ma tra poche ore saranno già un lontano ricordo, a causa della spinta dell’anticiclone che spazzerà via ogni sorta di instabilità dalla nostra penisola. Difatti, già questo mercoledì sarà nettamente più stabile su tutta Italia, per un San Valentino con condizioni meteo soleggiate e anticicloniche da nord a sud.
Ritorno dell’anticiclone
Insomma, ritorna sempre lui, il solito anticiclone, che continuerà a farci compagnia probabilmente per tutta la settimana, garantendo non solo tempo stabile, ma anche temperature parecchio superiori alle tipiche medie del periodo. Secondo gli ultimi aggiornamenti dei centri di calcolo, pare proprio che la colonnina di mercurio possa superare le medie tipiche della stagione almeno di 8-10 °C al Nord Italia, come se ci trovassimo praticamente in piena primavera. È chiaro che queste anomalie saranno maggiormente percepibili in montagna, dove lo zero termico inevitabilmente schizzerà al di sopra dei 2500 m di altitudine.
Scenari interessanti d’Inverno
L’alta pressione, con ogni probabilità, ci farà compagnia almeno fino a domenica, dopodiché si aprono scenari un po’ più perturbati e un po’ più freddi, grazie al ritorno delle perturbazioni di stampo Atlantico. Per il vero freddo, quello proveniente dall’Artico, occorrerà attendere ancora un bel po’, probabilmente il periodo tra il 21 e il 25 Febbraio. Proprio in questo periodo potrebbero nuovamente inserirsi correnti più fredde polari sull’Europa e anche sull’Italia, in grado di apportare un calo delle temperature e quindi, quantomeno, condizioni meteo un po’ più invernali al Nord della nostra penisola.
Altri giorni di sofferenza per i monti
Dunque, almeno un’altra settimana di sofferenza per le nostre montagne, che vedranno nuovamente fondersi la neve caduta nei giorni scorsi, a causa di queste pesanti anomalie termiche in arrivo. Si spera che con la perturbazione attesa nella terza decade di Febbraio, la neve possa nuovamente scendere in grandi quantità in montagna, soprattutto a quote più invernali rispetto a quanto fatto lo scorso weekend, quando la neve praticamente non è mai scesa al di sotto dei 1500 m di altitudine.