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In giro si leggono, giustamente, considerazioni meteo climatiche inerenti l’attuale evoluzione invernale. Detto che i bilanci non potrebbero non essere che provvisori, fino a questo momento possiamo tranquillamente affermare che l’Inverno 2023-2024 non ha nulla a che vedere con l’Inverno 2022-2023.
Chi ha buona memoria ricorderà la possente irruzione artica del gennaio 2023, irruzione che colpì pesantemente le nostre regioni dispensando un bel po’ di neve a bassa o bassissima quota. Or bene, fu un episodio sicuramente importante, ma fu talmente isolato che non tutti lo rammentano.
Prendere un singolo episodio, perché fu soltanto uno, per dire che quell’Inverno fu simile all’attuale per cortesia no, non facciamo questo errore.
Chi conosce in profondità la materia potrebbe asserire che anche l’anno scorso vi furono dinamiche atmosferiche simili alle attuali. Che vuol dire? Semplice, che anche l’anno scorso il Vortice Polare fu costretto a difendersi dagli assalti delle onde di calore e di pressione provenienti dalla troposfera.
C’è però una differenza sostanziale: l’anno scorso riuscì a difendersi alla grande, mentre quest’anno quegli stessi attacchi stanno producendo effetti che rischiano di ripercuotersi nelle prossime settimane. Ripercussioni, ovviamente, fortemente invernali. Sarà perché quest’anno abbiamo a che fare con El Nino mentre un anno fa eravamo ancora un regime opposto? Ovvero in compagnia della Nina?
Può darsi, fatto sta che le due stagioni sono imparagonabili, poi magari il risultato è lo stesso ma a nostro avviso quanto osservato finora è già molto diverso da quanto registrato un anno fa. Quindi niente paragoni per favore, quest’Inverno ha detto cose diverse e molto probabilmente ne dirà altre tra la seconda metà di gennaio e tutto febbraio.
Mettiamoci anche marzo, che fino a prova contraria è un mese capace di innescare dinamiche invernali niente male. Dopodiché si potranno stilare bilanci ed eventualmente fare paragoni. (METEOGIORNALE.IT)
