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Meteo: inverno furioso col 2024, prospettive da sogno

Roberto Giordano di Roberto Giordano
25 Dic 2023 - 12:00
in Ad Premiere, Meteo News
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Il meteo invernale e le sue sorprese

(METEOGIORNALE.IT) Con l’avvicinarsi di Gennaio, molti si sono rassegnati all’idea di un clima non propriamente invernale per le festività natalizie. Tuttavia, ci sono segnali sempre più evidenti che fanno riflettere su un possibile cambio di rotta per l’Inverno di quest’anno, rispetto a quanto osservato negli ultimi tempi.

 

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Le prossime settimane saranno decisive. L’Italia ha finora vissuto solo brevi parentesi invernali, con freddo e neve a quote basse. Dicembre ha iniziato con buone premesse, alimentando la speranza di un inverno diverso dal solito. Ma ora siamo tornati alla solita situazione, con un anticiclone dominante e temperature insolitamente miti durante le vacanze di Natale.

 

Nonostante ciò, permangono le possibilità che quest’inverno possa riportarci le rigide temperature continentali tipiche degli inverni di un tempo. Le ondate di freddo più intense provengono dalla Siberia, dove attualmente si registrano temperature ancora molto basse, nonostante la mitezza prevalente in gran parte dell’Europa.

 

È rilevante notare che il gelo si è spostato più ad est rispetto a qualche settimana fa, a causa dell’influenza della circolazione atlantica. Questo inizio di inverno ha sorpreso molti esperti, contraddicendo in parte le previsioni stagionali che non sembravano prevedere un grande ritorno dell’Inverno. Le possibilità di un ritorno significativo dell’inverno sono elevate, forse anche prima del previsto.

 

Vortice Polare, vediamo di che si tratta

Il futuro dell’Inverno dipenderà dal Vortice Polare, una vasta area ciclonica che si trova sopra il Polo Nord. L’Inverno è direttamente influenzato dalle manovre di questo enorme Vortice. Ma cosa è il Vortice Polare? Si tratta di una massa di aria molto fredda che ruota in senso antiorario sopra l’Artico, che cresce e si restringe con il cambiare delle stagioni, conosciuto come Vortice Polare stratosferico.

 

Quando questo vortice scende verso sud, porta con sé raffiche di aria gelida. L’Europa è meno vulnerabile di Asia e Nord America alle sue oscillazioni, poiché le tempeste non raggiungono la stessa intensità se non a latitudini molto settentrionali.

 

Il Vortice Polare è un sistema che influisce sul clima da tempo immemore, ma alcuni scienziati sostengono che il cambiamento climatico potrebbe renderlo molto instabile, con conseguenze potenzialmente gravi. Questo è un argomento di lungo dibattito.

 

Come funziona il Vortice Polare?

Il vortice ruota ininterrottamente in senso antiorario attorno al Polo Nord, è presente anche nei mesi estivi nell’emisfero settentrionale, quando però il bordo del vortice si trova ad una latitudine elevata, mentre nei mesi invernali si sposta verso sud ed è maggiormente instabile.

 

Il bordo meridionale del vortice ospita il fronte polare o corrente a getto polare. La corrente a getto polare si sposta da ovest a est, motivo per cui le parti nord-orientali del Nord America sono spesso le più colpite dalle variazioni del Vortice Polare.

 

In Europa la corrente a getto polare trasporta masse d’aria marittime, che seppur fredde, non transitano come succede nel Nord America in territori gelidi come il Canada, per altro con territori innevati e mari gelidi, se non ghiacciati, come succede nel cuore dell’inverno.

 

Tale corrente è decisamente molto meno gelida in Europa, ma quando la corrente a getto del Vortice Polare viene deviata verso nord da un anticiclone in Atlantico settentrionale, questa può anche spostarsi verso la Groenlandia, e aria gelida discende nel Vecchio Continente dal Polo Nord e provoca tempeste di neve su ampie aree del Continente, ma può trasportarle anche in Italia.

 

Crollo del Vortice Polare, tutto partirà dalla stratosfera

Si prevede un indebolimento del Vortice Polare nelle prossime settimane, secondo le previsioni a lungo termine dei principali centri meteorologici. Di conseguenza, potrebbe esserci una maggiore probabilità che l’aria fredda raggiunga le nostre latitudini. Attenzione non stiamo dicendo che ci aspettano gelo e neve persistenti, ma solo lo spazio per qualche discesa gelida di grosse proporzioni.

 

In questo scenario, un fattore che potrebbe incidere notevolmente sull’arrivo di temperature estremamente basse è proprio la dinamica della stratosfera. I previsti riscaldamenti stratosferici potrebbero indebolire il Vortice Polare a questo livello, causando un calo dei venti zonali e, in alcune aree, anche la loro inversione, creando una circolazione da est verso ovest a livello polare.

 

Il fenomeno dello Stratwarming, se confermato, avrà un ruolo determinante nel modificare le condizioni meteorologiche del nostro continente nei mesi a venire. La mancanza di Stratwarming in passato, combinata con un Vortice Polare particolarmente forte, ha contribuito alle condizioni invernali sfavorevoli degli ultimi anni.

 

Cosa avviene con lo stratwarming e come incide sull’Inverno

Uno Stratwarming è un riscaldamento stratosferico improvviso e significativo che può spostare o indebolire il Vortice Polare, dividerlo in due parti distinte e ridurre o invertire la circolazione dei venti occidentali di tipo zonale. Questo evento può permettere all’aria fredda artica di fluire verso latitudini inferiori, influenzando così anche il clima in Italia e nel Mediterraneo.

 

Per provocare un impatto sostanziale, capace di causare cambiamenti rilevanti anche nella troposfera, è necessario uno stratwarming di tipo major. Eventi di minore entità non sono abbastanza potenti da modificare significativamente e in modo duraturo la velocità dei venti zonali nella stratosfera.

 

Alla luce di queste considerazioni si profila un quadro invernale particolarmente intrigante. Quest’anno, sembra che i principali indicatori climatici si stiano orientando verso condizioni favorevoli al freddo, in un contesto segnato da un intenso El Niño, notoriamente associato all’incremento recente del riscaldamento globale.

 

Occhi puntati all’inizio del 2024

Di conseguenza, potremmo vivere una seconda parte d’inverno scoppiettante e per certi versi più fredda, il che non contrasterebbe con la tendenza globale al riscaldamento su una scala più ampia. Questo rappresenterebbe un evento isolato, uno tra i vari che si verificano in specifiche aree del mondo, in un contesto globalmente più caldo del normale.

 

Tra gennaio e febbraio potrebbe verificarsi un fenomeno un tempo comune nei mesi invernali: l’arrivo del gelo siberiano, spinto dall’anticiclone termico russo. Nonostante la sua rarità negli ultimi anni, quest’anno potrebbe riemergere. E sarebbe anche giunta l’ora! (METEOGIORNALE.IT)

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