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L’evoluzione del mese di ottobre può essere soggetta a variazioni repentine, specialmente quando inizia con temperature elevate, e in particolare nella seconda metà del mese.
Al momento, un regime anticiclonico interessa l’Italia come è stato ampiamente evidenziato dai nostri meteorologi. Questo regime si estende anche alla Penisola Iberica, la Francia, parte dell’Europa centrale, inclusi la Germania e il sud dell’Inghilterra.
L’alta pressione crea un effetto “dome” a causa di notevoli valori di pressione atmosferica in quota. La caratteristica dell’alta pressione, insieme alla compressione dell’aria nei bassi strati atmosferici, provoca un fenomeno adiabatico che eleva notevolmente la temperatura. Di conseguenza, si prevedono valori termici record per il mese di ottobre in vari Paesi europei, compresa la Germania, dove le condizioni meteorologiche si sono fatte estive in un periodo in cui, in anni precedenti, i termosifoni erano già in funzione.
Tuttavia, mentre il persistere del clima estivo può essere piacevole nelle zone di pianura e al mare, rappresenta una sfida per chi lavora nel settore agricolo, dato che stiamo attraversando un’ulteriore fase di anomalie climatiche. In molte zone d’Italia, già dalla piena estate, si osserva un ingiallimento precoce delle foglie a causa delle alte temperature, segno evidente del malessere delle piante. Questa è una testimonianza preoccupante del cambiamento climatico in atto. L’agricoltura, in particolare, subisce danni significativi, un settore che spesso tendiamo a sottovalutare nei Paesi occidentali.
Concentriamoci ora sul potenziale rischio di improvvise ondate di freddo. Tali fenomeni possono manifestarsi a causa dell’estremizzazione climatica, argomento ampiamente discusso in molte pubblicazioni. In particolare, dopo il 20 ottobre, il mese diventa propenso a tali eventi. Sappiamo che in passato ci sono stati ottobri caratterizzati da ondate di freddo e addirittura da abbondanti nevicate in pianura, come quella storica avvenuta a Torino.
Il 27 ottobre 1979 a Torino si registrarono 10 cm di neve, mentre al Bric della Croce ne caddero fino a 23 cm. Nel lontano 1748, il 22 ottobre, caddero circa 10 centimetri di neve che rimasero al suolo per diversi giorni. Il 26 ottobre 1810, invece, vi fu una nevicata leggera, mista a pioggia, senza formare accumuli significativi.
Il 24 ottobre 1890 Torino vide una breve nevicata, e il 31 ottobre 1920, nonostante nevicasse per l’intera giornata, si accumularono solo 2 cm di neve. L’ultima volta che i fiocchi di neve furono avvistati fu il 28 ottobre 1997, sempre nella stessa città.
Per quanto riguarda Milano, le nevicate in ottobre sono meno comuni e solitamente non portano a notevoli accumuli. La temperatura più bassa mai registrata in questo mese risale al 30 ottobre 1869, con -2,8°C all’Osservatorio di Milano Brera.
Tuttavia, mentre in passato questi eventi erano episodici, anche all’interno di un contesto di riscaldamento globale, potremmo ora trovarci di fronte a persistenti e improvvise anomalie fredde. Ad esempio, nella prima decade di ottobre, il Nord America, già flagellato da uragani, tempeste tropicali e alluvioni, potrebbe sperimentare un anticipo di condizioni invernali con un drastico calo delle temperature, registrando nevicate anche a quote basse in Canada. Entro pochi giorni, aria moto fredda calerà verso la Russia europea, Ucraina e regioni del Mar Nero. Insomma, la stagione nonostante il caldo anomalo, avanza.
In Italia, al momento, non ci sono previsioni attendibili che indichino un’imminente inversione verso il freddo, ma stiamo notando improvvise incursioni di masse d’aria polare, un dettaglio da non sottovalutare.
In conclusione, potremmo assistere a un repentino passaggio da un caldo anomalo a un freddo anticipato anche se per ora non previsto dai modelli matematici, essendo questa la natura climatica di ottobre. Tuttavia, questo non implica necessariamente un ottobre gelido o una serie di stagioni particolarmente fredde. Si tratta di fenomeni meteorologici che evidenziano la variabilità del clima piuttosto che definire l’andamento di una stagione intera. (METEOGIORNALE.IT)
