(METEOGIORNALE.IT)
Le proiezioni avanzate dal Centro Meteo Europeo sulle precipitazioni previste in ottobre sono poco rassicuranti. Tale previsione è inaspettata, specialmente perché, in base a precedenti analisi, si prevedeva un indice NAO (Oscillazione del Nord Atlantico) negativo. Questo avrebbe implicato alte pressioni principalmente nel Nord Europa e basse pressioni nel Mediterraneo, e di conseguenza, in Italia. Ci saremmo aspettati, pertanto, piogge abbondanti. Tuttavia, è bene affrontare le proiezioni climatiche a medio termine con prudenza, poiché potrebbero subire variazioni.
Nonostante ciò, le recenti previsioni indicano una possibile situazione di siccità fino alla metà di novembre (anche se per novembre, la tendenza sarebbe verso la media del periodo, forse). Se tale scenario dovesse confermarsi, ci troveremmo di fronte a un altro autunno asciutto anche nel 2023. Questo potrebbe portare a un deficit di precipitazioni, con la conseguenza di una siccità durante l’inverno, specialmente nel Nord Italia. Sottolineiamo questa regione in particolare poiché, durante l’inverno, vi si registra il minimo annuale di precipitazioni. In autunno, al contrario, si ha un picco che supera persino quello primaverile. Se non dovesse piovere adeguatamente in autunno, la disponibilità di acqua potrebbe nuovamente diminuire.
La previsione per le temperature dei prossimi 45 giorni indica valori superiori alla media, generalmente di oltre 1 °C. Basandoci su proiezioni climatiche passate, la realtà potrebbe rivelarsi anche peggiore rispetto a quanto predetto dal modello matematico.
Si prevedono, dunque, precipitazioni inferiori alla media, in particolare sull’Italia occidentale. Ciò riguarda non solo il Nord, ma anche le regioni tirreniche. L’analisi della pressione atmosferica per un periodo di 45 giorni mostra un’alta incidenza di anticicloni, in particolare a una quota di 500 hPa, suggerendo anomalie positive. Una potenziale diminuzione dell’anticiclone è prevista per novembre, ma rimane una semplice ipotesi.
Anche a livello del suolo, le previsioni per i primi 30 giorni indicano anomalie di pressione, suggerendo la presenza di anticicloni sia al suolo che in quota. Ciò potrebbe portare a un prolungato periodo di siccità o a un deficit nelle precipitazioni.
Tuttavia, c’è una variabile da considerare. Con le attuali temperature elevate, l’energia disponibile durante il passaggio di possibili occasionali perturbazioni o cgocced’aria fredda in quota sarà considerevole. Questo potrebbe generare fenomeni meteorologici violenti, portando a piogge intensissime ma concentrate in brevi periodi. Tale scenario non è positivo per l’ambiente e potrebbe causare notevoli danni a causa delle forti piogge.
A novembre la situazione potrebbe invertirsi. In tale contesto, l’indice NAO potrebbe mostrarsi in valori negativi, portando a piogge consistenti. Nei rilievi, in particolare nelle zone alpine, potrebbe iniziare a nevicare.
Orbene, questa analisi è stata costruita sulla base di proiezioni del modello matematico ECMWF con validità sino a 46 giorni. Tutto quanto descritto potrebbe essere rimodellato, persino ribaltato da previsioni del medesimo modello matematico a più breve termine.



