El Niño torna prepotentemente in scena e preoccupa scatenando paura e dibattiti su entrambi i lati dell’Atlantico. Questo fenomeno meteorologico, che ha già fatto registrare drammatici eventi in passato, suscita domande sul prossimo inverno: sarà glaciale o temperato?
Contrapposizione Atlantica
L’attenzione dell’Italia e dell’Europa si concentra sui modelli matematici proposti da organismi come l’ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecast) e istituzioni come la NASA/NOAA. Sebbene ci sia un’inclinazione generale a prevedere un inverno temperato, negli Stati Uniti, all’ombra del ricordo del potente El Niño del ’97-’98, cresce la preoccupazione per un inverno estremamente freddo. Questo perché El Niño ha un impatto diretto sul clima del continente americano e ha mostrato nel passato di poter influenzare drasticamente l’andamento meteo-climatico anche in Europa, specalmente con un evento forte come quello previsto.
Ricordi del ’97-’98
Il passato ci ha insegnato quanto possa essere devastante El Niño. L’inverno tra il 1997 e il 1998 è ancora vivo nella memoria di molti: California sommersa dalle piogge, tornado e inondazioni nel sud-est degli Stati Uniti, temperature polari nello stato di New York e nel Massachusetts. Oltre ai disastri naturali, gli effetti di quel fenomeno climatico hanno toccato anche l’umanità, con organizzazioni come l’Unicef e l’ONU che hanno lanciato allarmi sulla fame, le malattie e la mancanza di acqua in Africa Orientale e Meridionale a causa delle conseguenze meteo-climatiche di El Niño.
In Italia ebbe delle conseguenze che abbiamo descritto qui: L’Influenza meteo di El Niño sulla Stagione Invernale 1997-1998 in Italia.
Il fenomeno El Niño
Il “modello El Niño” ha mostrato nel 1997-98 di poter influenzare due terzi degli Stati Uniti. Quest’anno, osservando i dati, si nota una tendenza simile, se non più preoccupante. La genesi di questo fenomeno avviene nel Pacifico, al largo delle coste dell’Ecuador e del Perù, quando le temperature dell’acqua sulla superficie dell’oceano aumentano e gli alisei iniziano ad indebolirsi. Se questi venti, fondamentali per l’equilibrio termico tra mare e terra, smettono di “lavorare”, il rischio è quello di un grave squilibrio climatico su vasta scala.
E in Italia? Si possono avere marginali influenze, non di certo gravi come la California o altri Paesi dell’Oceano Pacifico. Nel nostro Paese cìè un mix di altri fattori climatici di comportamento che poi modellano il meteo del quotidiano, tra questi la NAO, il Vortice Polare.
Il ruolo chiave degli Alisei
La funzione degli alisei non è da sottovalutare. Questi venti, che soffiano in direzioni costanti e sono determinanti nella meteorologia globale, hanno un impatto cruciale sull’equilibrio delle temperature oceaniche. La loro assenza o riduzione d’intensità potrebbe causare gravi alterazioni del clima, influenzando non solo il nostro inverno ma l’andamento meteorologico di vaste porzioni del pianeta.
In conclusione, mentre il dibattito sul prossimo inverno continua, è essenziale tenere d’occhio il fenomeno El Niño e comprendere le sue possibili ripercussioni sul clima mondiale. Solo con un’analisi approfondita e una collaborazione internazionale potremo prepararci adeguatamente agli imminenti cambiamenti climatici, e ad un meteo estremo.