(METEOGIORNALE.IT) La canicola africana avvolge l’Italia e andiamo verso una fase meteo eccezionale. Quando il caldo raggiunge livelli notevoli, sono utilizzati sempre fin troppi aggettivi per descrivere l’intensità della calura. C’è un uso improprio e si continua a fare sovente confusione fra il caldo torrido e il caldo afoso.

Spesso i mass media abusano dei termini associati al caldo, definendo torrido quello che fa patire maggiormente. In realtà le cose stanno diversamente, come vedremo. Bisogna dire che il caldo che il nostro corpo percepisce non varia solo in funzione della temperatura, ma è strettamente connesso all’umidità.
Quando si crea il mix di alte temperature e di elevati tassi di umidità, il calore avvertito sarà molto più alto (specie nelle grandi città ed in assenza di vento). Quando il caldo raggiunge livelli elevati, nel linguaggio che ci viene propinato dai media è peraltro assai diffuso il concetto di temperatura percepita.
Cosa s’intende per temperatura percepita?
Spesso questi valori di temperatura percepita vengono diffusi al grande pubblico come se fossero stati misurati dai termometri. La temperatura percepita non esiste e non è altro che il risultato del fattore combinato di temperatura reale sommata all’alta umidità.
È giusto diffondere le temperature percepite al posto di quelle realmente misurate dagli strumenti? A nostro avviso no, se l’informazione non viene compresa in modo corretto e si genera grande confusione. Come diciamo spesso, in Italia la cultura meteo è purtroppo molto marginale.
Ma veniamo alla differenza tra caldo torrido e afoso. Caldo torrido non è il superlativo assoluto di caldo, ma è semplicemente la definizione di caldo secco. È bene evidenziare che il caldo torrido è quindi accompagnato da bassi tassi d’umidità, mentre quello afoso è accompagnato da elevati tassi d’umidità.
Solo quest’ultimo e quindi il caldo afoso può divenire insopportabile con temperature percepite ben più alte di quelle reali. La sensazione di afa è dovuta ad una serie di fattori, tra cui la temperatura dell’aria e l’umidità relativa.
Gli indici di calore
In queste condizioni, siccome viene ostacolata l’evaporazione del sudore, la temperatura del corpo umano tende a salire con possibili colpi di calore, nel caso vengano superati valori estremi. Sono stati creati vari metodi differenti per evidenziare la temperatura percepita dal corpo, in base all’umidità e altri fattori.
I tre più diffusi indici sono l’Heat Index / Apparent Temperature (Steadman, 1979), Summer Simmer Index (Pepi, 1987) e l’Humidex (introdotto originariamente in Canada, 1965). Il più famoso ed ancora utilizzato è l’indice di calore (Heat Index). Qui trovate la formula messa a disposizione dal NOAA. (METEOGIORNALE.IT)
