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Invasione da parte dell’Africa, ovvero di masse d’aria dal Sahara, nell’Europa del Sud e in Italia, accompagnata da caos climatico globale, ci lascia con poco da fare. Il clima estivo sta raggiungendo livelli insopportabili, con picchi di temperatura di 46 gradi Celsius al Sud Italia, secondo l’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO). La situazione sembra destinata a peggiorare ulteriormente, segnando nuovi record di temperatura lungo la strada. Ieri, 17 luglio, due stazioni meteo in Sardegna hanno raggiunto valori inaccettabili: 45°C circa a Ballao (Cagliari) e 46°C a Villaverde, in provincia di Oristano. I 45 gradi in Sicilia a Borgo Pietro Lupo (Catania).
Il fenomeno del surriscaldamento climatico
Ondata di calore con pochi precedenti
L’ondata di calore che ci assale, alimentata dal Sahara e posizionata sul Mediterraneo, sta trattando l’Europa come se fosse una provincia dell’Africa. Questa situazione non solo provoca un calore insopportabile, ma è anche causa di incendi, come quello verificatosi alle porte di Atene, con temperature che hanno raggiunto i 44 gradi Celsius. Altri incendi sono scoppiati a La Palma (Canarie) e in Canada, dove 10 milioni di ettari sono stati devastati dall’inizio dell’estate.
Contrasto climatico in Asia
In Asia, il clima si presenta sotto forma di tifoni, come Talim, il più forte dell’anno. A causa di Talim, i bambini di Hong Kong sono costretti a restare a casa, mentre centinaia di migliaia di persone nei villaggi più esposti lungo la costa della Cina meridionale e in Vietnam sono state evacuate verso le città.
Il ruolo della termodinamica nel caos climatico
Comprendere la connessione tra afa e tempeste
L’afa e le tempeste, accompagnate rispettivamente da incendi e alluvioni, sono le due facce della stessa medaglia. Sono entrambe il risultato di una semplice termodinamica: la quantità di vapore acqueo che l’aria può contenere aumenta con l’aumento della temperatura. Quando un’atmosfera estremamente ricca di umidità incontra un’instabilità in alta quota, si possono scatenare violenti temporali.
Cambiamenti di paradigma climatico
Stiamo assistendo a un cambiamento di paradigma legato al riscaldamento del clima. Una generazione cresciuta con l’anticiclone delle Azzorre, sinonimo di caldo mite e ventilato, si sta confrontando con l’anticiclone africano. Il cambiamento climatico sta provocando l’espansione dell’aria del deserto nei var continenti: dal Sahara, dal Messico, del Gobi e dalla penisola arabica, verso il nord.
Ricerca e studi sul clima
Studi recenti e proiezioni future
Uno studio pubblicato sulla rivista Plos nel 2019 prevedeva che il clima di Marrakesh si sarebbe presto trasferito a Madrid. Oggi, l’Africa è arrivata. Le nostre estati in futuro saranno probabilmente così, al netto di qualche variazione annuale. Paragoni simili sono diffusissimi in Francia, dove le vicende del cambiamento climatico sono recepite da mass media e quindi popolazione, molto più che in Italia.
Poi abbiamo l’inverno mite che non raffredda i mari, e così l’Oceano ha misurato temperature record ad inizio della stagione. Stiamo vivendo ancora una volta una di quelle estati, con temperature che si mantengono sopra ai 20 gradi anche di notte, rendendo l’afa ancora più fastidiosa e impedendoci di dormire se sprovvisti di aria condizionata, e questa situazione peggiora soprattutto in alcune aree, specie poi laddove vive gran parte della popolazione: le città, afflitte dall’isola di calore urbano. (METEOGIORNALE.IT)
