
(METEOGIORNALE.IT) Le probabilità sul ritorno del caldo (o sarebbe meglio dire sull’inizio) aumentano sempre più. L’Estate potrebbe finalmente decollare a partire dalla terza decade di Giugno, un momento cruciale in cui si deciderà il futuro dell’anticiclone africano. Al momento questa figura barica è dormiente, ben poco propensa ad espandersi sul Mediterraneo a causa delle insistenti correnti fresche atlantiche o nord europee che spesso e volentieri invadono lo Stivale. Ecco spiegate le condizioni meteo frequentemente instabili che ormai commentiamo da settimane.
Prima della terza decade avremo ben altro di cui preoccuparci. Vi ricordiamo che a metà Giugno, precisamente tra 14 e 16 del mese, l’Italia dovrà fare i conti con un deciso guasto del tempo ad opera di una perturbazione atlantica calamitata da un nucleo molto fresco proveniente dall’est Europa, il quale andrà a posizionarsi tra l’Europa centrale e il nord Italia. Insomma, il raro connubio “est-ovest” si realizzerà proprio nel pieno di Giugno.
Quando tutti si aspettavano l’arrivo del caldo, delle belle giornate e del mare, ecco che dovremo nuovamente rimettere mano all”ombrello. Come se non bastasse l’atmosfera si manterrà fortemente instabile anche nei giorni successivi, almeno fino al 20 Giugno. Per il momento, dunque, l’anticiclone non si vedrà e con esso anche il caldo. Da un lato non è certamente un problema: le temperature sono attorno alle medie del periodo, per cui non soffriremo il caldo. Dall’altro lato, però, le piogge e i temporali stanno creando parecchi grattacapi al comparto agricolo e alle strutture ricettive.
Ma dunque, quando arriverà il caldo e soprattutto il bel tempo? Le probabilità sul rinforzo dell’alta pressione in terza decade aumentano sempre più. Tutti i centri di calcolo propongono l’espansione dell’anticiclone africano dopo il 20 Giugno sull’Italia, specie al sud e sulle isole maggiori. In tal caso la colonnina di mercurio potrà superare agevolmente i 30°C per diversi giorni consecutivi. Anche le giornate saranno molto più stabili, ma sarà necessario valutare con accuratezza quanto l’anticiclone potrà effettivamente resistere sul “mare nostrum”. (METEOGIORNALE.IT)
