
(METEOGIORNALE.IT) L’attività solare, in questo momento, a causa di varie e ripetute tempeste, sembra essere superiore rispetto all’asfittico ciclo 24.
In particolare la termosfera, ovverosia la parte più alta e meno densa della nostra atmosfera, risulta essere in deciso riscaldamento.
Tra i 95 ed i 500 chilometri di altezza dal suolo le temperature sono più alte rispetto al massimo raggiunto durante il ciclo 24, che fu, appunto, debole.
La previsione dei cicli solari viene effettuata attraverso lo studio dei campi magnetici solari, con alcuni fenomeni predittori dell’intensità del futuro ciclo.
In realtà le previsioni di un ciclo solare sono molto complesse, e non sempre rispecchiano la realtà.
I cicli 23 e 24 dovevano essere molto forti, probabilmente da valori da record di attività, ed invece sono stati deboli, in particolare l’ultimo ciclo.
Il nuovo ciclo 25 pareva essere molto debole, ed invece è partito alla grande, con tempeste magnetiche di intensità superiore al ciclo precedente, ed un netto riscaldamento della parte alta dell’atmosfera terrestre (la termosfera).
In realtà l’influenza dell’attività solare sul clima terrestre è dubbia e dibattuta.
Attualmente questa fase di forte attività non ha alcuna influenza sul clima, però la termosfera più calda e meno densa può provocare l’abbassamento dell’orbita dei satelliti artificiali.
Sul lungo termine invece qualche influenza la potrebbe avere.
Una lunga serie di cicli deboli è stata considerata responsabile di periodi di raffreddamento globale, in particolare il minimo che si è verificato tra la fine del Settecento ed i primi decenni dell’Ottocento.
Del resto, il famoso “minimo di Maunder”, verificatosi tra la metà del Seicento ed il 1715, fu caratterizzato da una serie di Inverni rigidissimi sull’Europa Occidentale, e da stagioni estive piuttosto blande, tanto che si raggiunsero dei massimi di estensione dei ghiacciai alpini.
Al contrario, un’attività solare molto alta per un lungo periodo di tempo sembra essere associata ad un riscaldamento della temperatura terrestre.
Nell’ultimo Secolo almeno una parte del riscaldamento climatico potrebbe essere attribuita all’attività solare che è stata su valori altissimi dopo il 1920, ma anche nel corso del Medioevo l’alta attività solare, con Aurore Boreali che si vedevano fino a latitudini mediterranee, potrebbe aver contribuito a determinare un sensibile aumento delle temperature.
Attualmente la fase è interlocutoria, i cicli si sono indeboliti rispetto ai massimi misurati negli anni Cinquanta, ma non sono più tornati ai livelli di debolezza misurati ai primi dell’Ottocento, o addirittura al famoso Minimo di Maunder.
Alcuni scienziati, soprattutto russi, sospettano che andremo incontro ad un minimo di attività di lungo periodo, con possibile ritorno del freddo tra il 2030 ed il 2040, ma non vi sono certezze a tal proposito, si tratta solamente di ipotesi. (METEOGIORNALE.IT)
