
(METEOGIORNALE.IT) Scoperto il più antico ammasso di galassie: originatosi albi albori dell’Universo. Parliamo di circa 650 milioni di anni dopo il Big Bang, che è un’inezia in confronto ai 15 miliardi di anni che ha adesso. Ma ecco i dettagli di questa notizia.
L’avvistamento: c’è stato già tempo fa
Il primo ad avvistarlo è stato il telescopio spaziale Hubble nel 2022 e a confermare la scoperta è adesso il James Webb. I nuovi dati, diffusi sulla prestigiosa rivista “The Astrophysical Journal Letters” e citati anche dall’agenzia di stampa ANSA, sono il risultato di una ricerca internazionale. Anche il nostro Paese ha partecipato, in modo minore.
La scoperta attuale: le parole del ricercatore
Takahiro Morishita, del California Institute of Technology, professore ordinario e Primo Autore dello studio, ai microfoni internazionali ha detto questo. “Ciò che abbiamo visto è un sito molto speciale e unico in cui le galassie evolvono in maniera accelerata. Il super telescopio Webb ci ha dato la possibilità senza precedenti di misurare le velocità di queste sette galassie e di confermare con sicurezza che sono legate insieme in un protoammasso“.
Inoltre ha aggiunto che: “Secondo noi una struttura come questa finirà per inglobare migliaia di altre galassie, in una crescita simile a quella dei corsi d’acqua: torrenti che nascono da montagne diverse possono poi confluire in fiumi più grandi e via discorrendo. Così galassie inizialmente lontane con il passare del tempo si agglomerano in uno stesso spazio“.
Le conseguenze di tale scoperta
Ma quali sono le conseguenze? Innanzitutto scientifiche e di cultura astrofisica. Poi tecnologiche: le ricadute di questo tipo possono essere usate tutti i giorni in futuro. E infine metafisica. Sapere cosa c’era ai primordi dell’Universo può suscitare scalpore e interesse.
Magari a molti non interessa, ma le scoperte scientifiche hanno ripercussioni sulle tecnologie di tutti i giorni. Molte cose che usiamo derivano proprio da…queste scoperte. (METEOGIORNALE.IT)
