(METEOGIORNALE.IT) Copernicus è il programma dell’Unione Europea per il monitoraggio dello stato del pianeta e tra i suoi servizi include una sezione dedicata al monitoraggio meteo e un’altra all’analisi dei cambiamenti climatici.
Annualmente, Copernicus pubblica un report sull’analisi dell’andamento degli indicatori climatici dell’anno precedente, con particolare riguardo all’Europa. Da pochi giorni è uscita la pubblicazione del report sull’anno 2022, in cui, oltre a una dettagliata analisi sul clima europeo, è contenuta una sintesi dell’andamento climatico a livello globale.
Prima di addentrarci nell’analisi climatica in Europa, iniziamo dunque a vedere qual è lo stato climatico a livello globale.

Temperature
A livello globale, gli ultimi otto anni sono stati i più caldi mai registrati, e il 2022 si pone al quinto o sesto posto, a seconda del set di dati utilizzato. In gran parte dell’Europa occidentale e dell’Africa nord-occidentale, nel Corno d’Africa, in parte dell’Asia centrale e della Cina e in gran parte del Pacifico meridionale è stato l’anno più caldo mai registrato.
Temperature ben al di sotto della media si sono registrate in buona parte dell’Australia, del Canada centrale e del Sud America. A causa della Niña, temperature molto al di sotto della media si sono registrate sull’Oceano Pacifico tropicale orientale.
Temperature superficiali marine
Il 2022 è stato il terzo anno in condizioni di Niña, vale a dire in un periodo in cui le temperature nell’Oceano Pacifico tropicale orientale rimangono molto al di sotto della media. Nonostante ciò, la temperatura media globale della superficie marina è stata la 6° più calda mai registrata dall’inizio del monitoraggio satellitare.
Dal 1850 la temperatura della superficie marina si è scaldata in media di 0,9°C, ma con differenze significative a livello regionale. Mari chiusi come il Mar Nero e il Mar Baltico, o l’Oceano Artico e parte dell’Oceano Pacifico extra-tropicale, si stanno riscaldando a ritmi più elevati.
A causa del riscaldamento delle acque marine e dello scioglimento dei ghiacci terrestri, il livello del mare continua ad alzarsi e nei primi 6 mesi del 2022 ha raggiunto un nuovo record.
Ghiacci marini
L’estensione del ghiaccio marino nell’Artico è rimasta leggermente al di sotto della media nel corso di tutto l’anno. Mediamente, a livello annuale, l’estensione dei ghiacci artici si pone all’11° posto tra le più basse a partire dall’inizio delle rilevazioni satellitari nel 1979.
Nella regione antartica l’estensione del ghiaccio marino ha raggiunto il suo minimo assoluto mai registrato nel mese di febbraio, e in altri cinque mesi è stata molto vicina al record minimo.
Ghiacciai
Nel 2022, i ghiacciai hanno continuato a perdere massa a tassi elevati, sia a livello globale che nelle Alpi europee. I ghiacciai di riferimento osservati hanno subito una perdita media di ghiaccio superiore a 1 m di spessore.
Otto dei dieci anni con perdita di massa maggiore, a partire dal 1962, si sono registrati negli ultimi dodici anni.
Oltre che sulle Alpi, bilanci di massa molto negativi si sono registrati in Alaska, nelle Ande, sulle montagne dell’Asia e in Nuova Zelanda. Al contrario, un bilancio positivo ha interessato la Scandinavia sud-occidentale.
Le stime globali della perdita di massa totale dei ghiacciai indicano un contributo di oltre 1 mm all’innalzamento medio del livello del mare ogni anno.
Il 2022 è stato un anno molto negativo anche per le calotte glaciali della Groenlandia e dell’Antartide, ma i dati definitivi, a causa della complessità dei metodi utilizzati per il calcolo della massa glaciale delle calotte polari, non sono ancora disponibili.
Concentrazione di Gas Serra
Le concentrazioni medie annuali globali di CO2 (anidride carbonica) e CH4 (metano), misurate dai satelliti, sono state superiori rispetto al 2021 e sono in continuo aumento.
La CO2 media annuale globale è stata di 416,7 parti per milione (ppm), mentre il CH4 ha raggiunto 1894 parti per miliardo (ppb). Si tratta dei livelli di concentrazione più alti mai misurati dal satellite.
Sulla base di ulteriori fonti di dati, sono anche i più alti in almeno centinaia di migliaia di anni.
Durante l’anno, le concentrazioni di CO2 sono aumentate di circa 2 ppm e le concentrazioni di CH4 di quasi 12 ppb.
Per la CO2 tale incremento è stato paragonabile alla crescita degli anni precedenti; per CH4, è stato significativamente superiore alla media degli ultimi dieci anni, ma non così alto come i livelli record visti nel 2020 e nel 2021.
Vista la sintesi del 2022 a livello globale, dal prossimo articolo ci occuperemo dello Stato del clima europeo. (METEOGIORNALE.IT)
