(METEOGIORNALE.IT) Il settore dell’aviazione contribuisce a oltre il 2% delle emissioni globali di carbonio. Abbatterle potrebbe sembrare semplice, ma così non è perché il settore è in ritardo negli sforzi di decarbonizzazione. Una combinazione tra tecnologia e cambiamento di sensibilità sociale potrebbe fornire un percorso verso la riduzione delle emissioni inquinanti e clima-alteranti.

Traffico aereo di nuovo in ascesa dopo il crollo per il COVID
A livello individuale, volare può essere il contributo maggiore che viene dato all’impronta di carbonio, grazie ai rapidi aumenti nella disponibilità e accessibilità ai voli che hanno portato, fino a che il COVID-19 non ha interrotto i viaggi, a un aumento della domanda di passeggeri anno dopo anno. Il 2020 ha visto una drastica riduzione dei viaggi aerei per l’applicazione delle misure di quarantena in tutto il mondo, ma già il 2022 ha visto il traffico di nuovo in netto aumento, ma senza ancora tornare ai livelli pre-pandemia: i livelli di passeggeri del 2022 sono stati circa il 28% in meno rispetto a quelli del 2019. Ma, nei prossimi due decenni, si prevede che sia il traffico aereo passeggeri che quello merci aumenteranno di oltre il doppio.
Chi rinuncia a volare e chi vola troppo
Nel mondo c’è un crescente movimento di individui sensibile al problema dell’inquinamento aereo e che vogliono ridurre i loro viaggi aerei o non volare affatto, ma nel complesso la sensibilità sociale al problema è ancora basso. Le emissioni medie globali dei voli nel 2018 sono state di 103 kg di CO2 per nazione, ma vi sono grandi disparità tra i singoli paesi. In cima alla classifica delle emissioni dei voli nazionali ci sono gli Stati Uniti con circa 326 kg di CO2 all’anno; se si considerano i voli nazionali e internazionali, gli Emirati Arabi Uniti, con 1950 kg di CO2 a persona, sono i primi per emissioni.
Dalle scelte individuali a un cambiamento di sistema
La scelta individuale di modificare il proprio comportamento riguardo al volo è una cosa, ma poco è stato fatto per cambiare il sistema. Un esempio di cambiamento di sistema ci viene offerto dala Francia, dove si sta introducendo un divieto sui voli nazionali a corto raggio in cui il viaggio in treno equivalente può essere completato in meno di due ore e mezza. Questo divieto, approvato dalla Commissione europea, si applicherà inizialmente a tre rotte: da Parigi Orly a Bordeaux, Lione e Nantes. Tuttavia, i miglioramenti ai servizi ferroviari potrebbero portare al divieto di ulteriori rotte. La ferrovia ad alta velocità insieme a reti ferroviarie migliorate possono rendere i viaggi via terra più attraenti e competitivi rispetto ai viaggi aerei.
Nuovi carburanti a basse emissioni di carbonio
Vietare i viaggi aerei per alcune rotte potrebbe non essere l’unico ambito di intervento per mitigare l’impatto dei voli sulle emissioni globali. Le compagnie aeree membri dell’International Air Transport Association (IATA) si sono impegnate nell’ottobre 2021 a raggiungere l’obiettivo delle zero emissioni entro il 2050. Gran parte della strategia che si intende adottare riguarda il carburante per aviazione sostenibile (SAF). I carburanti per aviazione a basse emissioni di carbonio, o SAF, in parte realizzati con oli da cucina riciclati, sono stati propagandati, insieme a motori più efficienti, come possibili modi per l’aviazione di mitigare le emissioni. Ma il SAF è costituito da materie prime che necessitano di terreno per essere prodotte ed è sostanzialmente più costoso dei combustibili fossili. Questa non sembra essere un’opzione praticabile a breve o lungo termine.
Nuove tecnologie: il ruolo dell’idrogeno
Per raggiungere l’obiettivo delle zero emissioni bisogna puntare anche sul progresso tecnologico. Nel gennaio 2023 un piccolo velivolo bimotore alimentato a idrogeno ed elettricità (celle a combustibile) ha completato un volo di prova di 10 minuti. Questo volo, della compagnia ZeroAvia, è solo il primo passo del lungo percorso verso un uso commerciale. ZeroAvia non è l’unica compagnia che lavora su aeromobili a emissioni zero: un altro esempio è Airbus, che ha annunciato pubblicamente la propria ambizione di sviluppare un aereo commerciale a emissioni zero entro il 2035. Soprannominato l’aereo ZEROe, avrà anch’esso un’alimentazione ibrida a idrogeno e elettrica a celle a combustibile.
Anche se l’aviazione non è il settore che contribuisce maggiormente alle emissioni inquinanti e clima-alteranti, è un settore che può migliorare attraverso scelte individuali e cambiamenti del sistema a breve termine, mentre il progresso tecnologico potrà produrre risultati più a lungo termine.
Fonte: adattamento da un articolo pubblicato su nature.com. (METEOGIORNALE.IT)