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gelo 1985

 

Cronaca del 1° gennaio 1985

Il primo gennaio la maggior parte dei modelli meteo di previsione confermava la possibile evoluzione fredda in Europa e in Italia.

Le mappe del modello meteorologico tedesco del centro di calcolo di Offenbach (DWD), mostravano correnti perturbate dalla Scandinavia verso i Balcani, in grado di coinvolgere anche l’Italia.

L’esame delle temperature europee non mostra, per il momento, particolari anomalie: il freddo è presente sulle zone orientali europee, residuo degli afflussi di aria gelida russa verificatisi durante gli ultimi giorni del 1984. L’isoterma di -10°C alla quota di pressione di 850 hPa (circa 1400 metri) ingloba, infatti, quasi tutta l’Europa Orientale.

Situazione a 850 hPa del 1° gennaio 1985 ore 00 UTC

In Italia l’inverno non è latitante: nel milanese la neve è presente al suolo, pochi centimetri di manto gelato, che hanno reso incantevole il paesaggio del nuovo anno appena entrato.

Il caos, invece, regna ancora sulla Basilicata, dopo i tremendi nubifragi dei giorni 28 e 29 dicembre. L’area più colpita è quella compresa tra i Comuni di Scanzano, Pisticci e Bernalda, ove il fiume Basento ricopre ancora, a distanza di giorni, decine di ettari di terreno.

Nei territori di questi tre comuni del metapontino sono ben seimila gli ettari di territorio alluvionato e ricoperto di melma e detriti. Degli agrumeti e frutteti presenti nella zona, si osservano solamente le cime delle piante che emergono dal mare di fango, alto un metro e più. Numerose sono le strade la cui transitabilità è resa precaria a causa di frane e smottamenti. Sono straripati anche i fiumi Agri, Bradano e Cavone.

In Algeria è presente un blocco di aria fredda in quota, con temperature di circa -28°C a 5400 metri di altezza. Tale minimo depressionario determina forti bufere di neve sulle montagne algerine fino a quote relativamente basse, tanto da bloccare completamente i passi montani.

Presto anche l’Italia andrà incontro alle prime bufere di neve.

 

 

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