(METEOGIORNALE.IT) Lo scorso 27 Settembre in poco tempo sarebbero fuoriuscite circa 80 mila tonnellate di gas dalle falle del gasdotto Nord Stream. Questa fuga di metano ha generato una nube di gas sopra i cieli scandinavi. Immediatamente è scattato l’allarme dalla comunità internazionale sui rischi per la salute e l’ambiente.

Le correnti in quota hanno trasportato questa nube ad alta concentrazione in altre parti d’Europa. I calcoli di ICOS (Integrated Carbon Observation System) avevano fatto ipotizzare l’arrivo del gas anche sull’Italia del Nord, ma va detto che almeno al momento non è mai stata rilevata alcuna concentrazione anomala sul nostro territorio.
Sembra probabile che la nube di gas si sia in gran parte diluita durante il tragitto o comunque la traiettoria non ha direttamente coinvolto il nostro Paese. Le osservazioni di alcune stazioni meteo montane in alta quota non hanno infatti intercettato la nube di metano, visto che non sono stati rilevati scostamenti.
A prescindere da ciò, anche fosse arrivata la nube, i pericoli concreti per l’uomo non ci sono, perlomeno in ambienti chiusi. Discorso diverso per il clima, visto che il metano fuoriuscito corrisponde almeno alle emissioni d’un anno intero in una metropoli come Parigi o in un’intera nazione come la Danimarca.
Conseguenze sul clima e timore esplosioni
Tra l’altro è difficile fare le stime del gas fuoriuscito, ma indubbiamente è un disastro climatico rilevante. Il metano è un potente gas serra climalterante che ha la capacità di intrappolare il calore 25 volte superiore a quello dell’anidride carbonica. Quest’ultima tende però a mantenersi più a lungo in atmosfera.
Le conseguenze climatiche di un eventuale marcato aumento del metano in atmosfera si potrebbero avere sul medio e lungo periodo, con un ulteriore aumento del riscaldamento globale. Ne deriverebbe un potenziale aumento degli eventi meteo estremi collegati.
Il metano è inoltre un gas inodore, viene addizionato apposta nelle tubature del gas che usiamo nelle nostre case con un composto, il tetraidrotiofene, che lo fa odorare per farci accorgere se c’è una fuga di gas. Altrimenti non si percepirebbe alcun odore.
Non si devono nemmeno temere eventuali improvvise esplosioni in atmosfera, collegate all’uscita del metano. La nube non è abbastanza concentrata ed eventuali incendi o esplosioni si potrebbero avere soltanto in teoria nel punto di fuoriuscita. (METEOGIORNALE.IT)
