(METEOGIORNALE.IT) L’anticiclone africano riporta in primo piano l’anomalia meteo che stiamo vivendo da settimane, con l’Estate 2022 iniziata molto precocemente già nel mese di Maggio. La quarta ondata forte di calore è già in atto, con le temperature che stanno salendo su livelli altissimi.

A proposito d’anomalie, vale certamente la pena approfondire un dato direttamente riconducibile alla forza dell’anticiclone africano e all’aria rovente presente in quota. Il livello dello zero termico si è portato localmente al di sopra dei 5000 metri di quota su parte dell’Italia, compresa una porzione dell’Arco Alpino.
Si tratta di un livello davvero eccezionale. Ciò significa che al di sotto dei 5000 metri le temperature sono sempre positive sopra lo zero. Tutto ciò è un riflesso del caldo eccezionalmente anomalo che riguarda anche le aree montuose. Questa è una pessima notizia per lo stato dei ghiacciai alpini, già ridotti malissimo.
Lo zero termico in media si è impennato nelle ultime Estati sempre più calde
Quando si parla di zero termico si fa riferimento all’altitudine alla quale si registra una temperatura pari a 0°C nella libera atmosfera. Al di sopra di tale livello, ciò significa che le temperature sono sempre sottozero, considerando che la temperatura normalmente decresce salendo in quota.
Basti pensare che prima del 2003 accadeva molto di raro che la quota dello zero termico superasse i 4000 metri di quota anche in piena Estate. D’altronde sappiamo bene che nelle estati di qualche decennio orsono l’anticiclone africano rappresentava un’eccezione e non la regola come ormai è in questi anni.

Adesso, con l’ennesima ondata di calore innescata dall’anticiclone africano, lo zero termico sale come nulla fosse a quote stellari, fin al di sopra dei 5000 metri. Non è tra l’altro un evento breve e temporaneo, visto che questa situazione persisterà per più giorni, senza cedere minimamente.
Duro colpo per i ghiacciai
Il caldo eccezionale e persistente mettono infatti in crisi i ghiacciai, provati peraltro dalla siccità e dalla scarsità delle precipitazioni nevose nel corso dello scorso inverno. La tragedia della Marmolada sta lì a testimoniare le temperature troppo elevate di quest’estate e più in generale il cambiamento climatico.
Inevitabilmente, c’è preoccupazione anche fra gli esperti di possibili eventi anomali simili con ulteriori crolli o cedimenti del ghiaccio in alta quota. Lo scenario di quest’anno è d’altronde eccezionale e con pochi precedenti in assoluto, pensando al mix contemporaneo di caldo assieme alla siccità che si protrae da tanti mesi.
Tra l’altro accade sempre più spesso di avere a che fare con ondate di caldo anomalo in quota anche in inverno. La neve e i ghiacciai non possono che subire l’impatto di questo clima apparentemente impazzito, ma che sembra essere la nuova realtà con cui dover fare i conti.
In conclusione, l’anticiclone africano è una delle conseguenze delle Estati sempre più calde e della sofferenza dei ghiacciai, che arretrano sempre più rapidamente. La ripetuta frequenza di estati roventi, con ondate di calore estremo anche in quota, sta diventando la normalità del clima attuale mediterraneo. (METEOGIORNALE.IT)
