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L’Etna un vulcano molto cattivo. La sua lava potrebbe raggiungere persino Catania

Antonio Lombardi di Antonio Lombardi
08 Mag 2022 - 10:30
in Magazine
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(METEOGIORNALE.IT) L’apparato dell’Etna è il più grande non solo dei vulcani italiani, ma di quelli europei. Alto circa 3.200 metri, la sua base si estende con un diametro di circa 40 km; la sommità è decentrata rispetto all’intero apparato i cui fianchi hanno un dolce pendio fino a circa 1.800 m di quota (che si fa poi più acclive).

 

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Questa sua forma ha portato a definire l’Etna un vulcanostrato anche se i suoi prodotti piroclastici sono, nel complesso, insignificanti rispetto a quelli lavici. L’apparato è inciso nel settore NE della Valle del Bove, interpretata come una caldera, e i suoi fianchi sono disseminati di centinaia di coni avventizi.

 

La prima eruzione dell’Etna, non nota con esattezza, è posta tra 700.000 e 500.000 anni fa, e fu certamente sottomarina nell’ampio golfo che allora occupava questo settore della Sicilia orientale. Il vulcano ebbe una crescita piuttosto rapida per cui l’apparato da subacqueo divenne subaereo con centro d’emissione e relativo edificio vulcanico che si spostò nel tempo e al quale sono stati dati nomi particolari, come, ad esempio, il Trifoglietto e il Mongibello.

 

Il primo iniziò probabilmente la sua vita 100.000 anni or sono dando luogo alla formazione di un esteso vulcanostrato che fu particolarmente attivo da 80.000 a 30.000 anni fa con numerosi centri eruttivi secondari.

 

A partire da 30.000 anni prende a svilupparsi l’apparato del Mongibello che si fa particolarmente esplosivo nel periodo compreso tra 8.000 e 3.000 anni, fa quando è accompagnato da frequenti collassi, come quello riferito a 2.000 anni fa che diede origine alla Caldera del Piano, riempita in seguito dai prodotti emessi dall’attuale cratere centrale.

 

Le eruzioni di cui si hanno notizie storiche risalgono al 693 a.C., quando le lave raggiunsero il mare all’altezza di Catania, come anche nell’eruzione del 252-253 d.C.

 

Ogni secolo ha visto in pratica il vulcano più o meno in attività. Meritano tuttavia di essere ricordate le seguenti eruzioni: quella del 1329 con l’emissione di 187,5 milioni di metri cubi di lava; quella del 1446 che portò alla formazione dei monti Pinocchio e Lepre. Quella del 1537 con la formazione dei Monti Palombaro e Monte Nero.

 

Il XVII secolo fu particolarmente attivo. Durante il 1607-1610, preceduto e accompagnato da forti e ripetuti terremoti, il vulcano emise ben 165 milioni di metri cubi di lava.

 

Lo stesso avvenne nel 1614-1624 quando eruttò 1.050 milioni di metri cubi di lava, la quantità massima accertata nel corso della sua storia e formò i Monti Deserti e Due Pizzi.

 

Nel 1651-1653 l’eruzione produsse 414 milioni di metri cubi di lava, mentre nel 1669 si ebbe, accanto alla emissione di 937,5 milioni di metri cubi di lava, la proiezione di 77,3 milioni di metri cubi di materiale piroclastico. Durante quest’ultima eruzione vennero fatti danni rilevanti agli abitati di Pedara, Trecastagni, Mascalucia e Gravina.

 

Durante il secolo successivo si possono ricordare le eruzioni del 1763 che portarono alla formazione dei Monte Nuovo e Monte Mezza Luna, del 1811-1812 e del 1865 che videro nascere rispettivamente il Monte Simone e il Monte Santorino, e quella del 1800 quando il vulcano eruttò 120 milioni di metri cubi di lava ed eresse i Monti Silvestri.

 

Nel corso del presente secolo eruzioni particolari si ebbero nel 1950-1951 con emissione, accompagnata da terremoti, di 157,5 milioni di metri cubi di lava e ben 632.000 metri cubi di tufi. Nel 1971-1974 altre eruzioni portarono alla formazione dei Monti Ponti e Monte Del Fiore.

 

Nel 1928 un’eruzione distrusse Mascali con una colata di lava il cui fronte era largo 3 km e alto 5 metri. Non produsse vittime, essendo stati gli abitanti tempestivamente evacuati.

 

Durante l’attività del vulcano, la lava scivola più o meno velocemente lungo i suoi fianchi con percorsi molto variabili. La colata che raggiunse nel 252-253 la zona di Catania aveva una lunghezza di circa 15 km verso SSE. In altri casi si verificarono colate lunghe 13,5 km ed estese verso 0 nel 1843, 10,5 km a ONO nel 1832, sui 10 km verso S, ONO e SE 1832, 1910, 1950-1951.

 

L’Etna può essere un vulcano pericoloso, e in epoca di un’ampia diffusione del traffico aereo, paralizzarlo in ampie aree del Mediterraneo, se avvenissero eruzioni come quelle accadute nel passato.

  (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: eruzione Etnaeruzioni vulcaniche italiaEtna
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Antonio Lombardi

Dopo aver conseguito la laurea in Geologia presso l’Università degli Studi di Milano nel 2000, ha proseguito il suo percorso accademico con una seconda laurea in Astronomia presso l’Università "La Sapienza" di Roma, ottenuta nel 2006. L'interesse per l'astronomia lo ha portato successivamente a intraprendere un Master di specializzazione in Astronomia presso l’University of Arizona (Tucson, USA), uno dei principali centri internazionali per la ricerca astrofisica. In ambito professionale, si occupa anche di insegnamento, sia in contesti scolastici che in corsi e laboratori rivolti al pubblico generale, con un forte focus sull’approccio interdisciplinare tra geologia, astronomia e scienze ambientali.

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