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Caldo galoppante innescato dal Polo Sud. Scoperta meteo climatica

L'ozono nell'atmosfera ha indebolito uno dei principali meccanismi di raffreddamento della Terra.

Federico De Michelis di Federico De Michelis
27 Apr 2022 - 09:28
in Cronaca Meteo
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(METEOGIORNALE.IT) Secondo una nuova ricerca pubblicata di recente su Nature Climate Change, l’ozono potrebbe indebolire uno dei meccanismi che influenzano il raffreddamento del Pianeta, contrastando il naturale gas serra. L’effetto serra è da sempre presente nel nostro Pianeta, ed equilibra la temperatura. Quando la combinazione di gas cambia (inquinamento), ulteriori elementi si sommano a ciò, e la temperatura terrestre subisce rapidi cambiamenti.

 

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Ebbene, i cambiamenti nei livelli di ozono nell’atmosfera superiore e inferiore sono responsabili di quasi un terzo del riscaldamento osservato nelle acque oceaniche al confine con l’Antartide a partire da metà dello scorso secolo.

 

Il riscaldamento profondo e rapido dell’Oceano Antartico (il mare che circonda il Polo Sud) ha un impatto primario nell’assorbire il calore in eccesso. Questo regolatore, quindi, per effetto delle variazioni di livello di ozono, ha incrementato il cambiamento climatico.

 

La maggior parte di questo riscaldamento è il risultato dell’aumento dell’ozono nella bassa atmosfera. L’ozono, una tra i componenti dello smog. È un pericoloso inquinante, ma la ricerca mostra che potrebbe anche svolgere un ruolo significativo nel cambiamento climatico dei prossimi anni.

 

La dott.ssa Michaela Hegglin, professore associato di chimica dell’atmosfera e uno degli autori dello studio, afferma: l’ozono vicino alla superficie terrestre è dannoso per le persone e l’ambiente, ma questo studio rivela che ha anche un grande impatto sulla capacità dell’Oceano di assorbire calore in eccesso dall’atmosfera.

Questi risultati confermano l’importanza di regolare l’inquinamento atmosferico per prevenire un aumento dei livelli di ozono e un ulteriore aumento delle temperature globali.

 

La nuova ricerca di un team internazionale di scienziati è stata guidata dall’Università della California, Riverside, ed è stata resa pubblica su Nature Climate Change, rivista internazionale di riferimento.

 

Il team ha utilizzato modelli matematici per simulare i cambiamenti nei livelli di ozono nell’atmosfera superiore e inferiore tra il 1955 e il 2000, per individuare l’impatto sull’assorbimento di calore dell’Oceano Antartico.

 

Queste simulazioni hanno dimostrato che una diminuzione dell’ozono nell’alta atmosfera e un aumento nell’atmosfera inferiore, hanno entrambi contribuito al riscaldamento osservato nei 2 km superiori delle acque oceaniche, dimostrando l’alta responsabilità dei gas serra in tale cambiamento.

 

L’ozono viene generato nell’alta atmosfera dall’interazione tra le molecole di ossigeno e la radiazione ultravioletta del Dole. Nella bassa atmosfera, si forma a causa di reazioni chimiche tra inquinanti come i gas di scarico dei veicoli e altre emissioni, lo smog, per intenderci.

 

I cambiamenti nelle concentrazioni di ozono nell’atmosfera influenzano i venti occidentali nell’emisfero australe, oltre a causare livelli contrastanti di sale e temperatura vicino alla superficie nell’Oceano Antartico. Entrambi influenzano le correnti oceaniche in modi distinti, influenzando così l’assorbimento del calore oceanico.

 

Tali fattori accentuano poi l’influenza sull’intero Pianeta. Però vi chiederete, come mai una variazione così distante, per altro nell’Emisfero sud che meno rispetto a quello nord, si è riscaldato, genera un aumento di temperatura diffuso?

Ebbene, perché tutto nel nostro Globo è interconnesso, ovviamente a velocità e quindi tempi differenti.

 

 

 

  (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: antartideaumento temperaturabuco ozonogas serra
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Federico De Michelis

Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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