(METEOGIORNALE.IT)
I cambiamenti climatici dovuti alle attività umane sono una condizione reale e provata dalla scienza, tale fenomeno è chiamato Global Warming. Il clima è sempre cambiato, ma vi sono prove certe che gli attuali cambiamenti del clima si sommano a quelle che sono le fluttuazioni del clima.
Virgilio, ovvero Publio Virgilio Marone poeta nato il 70 avanti Cristo nella Gallia Cisalpina nei suoi scritti, parla del clima che cambiava, delle stagioni di un tempo che non c’erano più.
Anche Giacomo Leopardi parla di clima che cambia. Da quanto si percepisce dalla sua biografia era un attento lettore di scienze naturali, astronomia, e dell’influenza del clima sui comportamenti umani. L’attento Leopardi in un suo scritto (I pensieri) lascia queste frasi:
“Io credo che ognuno si ricordi di avere udito da’ suoi vecchi più volte, come mi ricordo io da’ miei, che le annate sono divenute più fredde che non erano, e gl’inverni più lunghi; e che, al tempo loro, già verso il dì di pasqua si solevano lasciare i panni dell’inverno, e pigliare quelli della state; la quale mutazione oggi, secondo essi, appena nel mese di maggio, e talvolta di giugno, si può patire…..”
Il clima cambiava anche allora. Lui visse dal 1798 e sino al 1837 in piena Piccola Era Glaciale. Una delle tante fluttuazioni del clima.
Ebbene, la scienza ufficializza i cambiamenti del clima con prove certe, eppure questo viene deriso nei social network da taluni. Così anche il concetto di previsione meteo, dove in Italia, nonostante la diffusione di siti meteo, l’utilizzo di app, c’è chi deride soprattutto chi parla di clima del futuro, offende la scienza. Succede anche noi di essere offesi nel riportare dati e informazioni da fonti scientifiche.
La scienza ha origini lontane, è ben differente rispetto a quella di 50 o 10 anni fa, in quanto ogni giorno fa progressi in ogni campo.
Fu scienza quella di creare il fuoco, come le prime cure agli ammalati. Queste novità hanno gradualmente aumentato la durata della vita umana, generato benessere.
Nel Tardo Paleolitico, l’aspettativa di vita era di circa 18 anni, ma se si raggiungevano i 15 anni di età, questa saliva a 25-37 anni.
Nel Neolitico, superati i 15 anni si potevano raggiungere i 50-60. Nell’ Età del Bronzo e in quella del Ferro l’aspettativa di vita fino a 15 anni era tra i 28 e i 36 anni. Superati i 15 anni, la speranza di vita era mediamente di 50-60 anni.
La mortalità era soprattutto infantile perché non vi erano i vaccini, e ogni malanno procurato dai virus diveniva causa di un’alta percentuale di morte nei bambini. Superata l’età media di 15 anni, lo sviluppo degli anticorpi, quelli che oggi vengono inoculati dai vaccini, poteva vivere anche sino ai 60 anni, età paragonabile ai tempi d’oggi agli oltre 90, ma afflitto da acciacchi e spesso senza denti.
Tuttavia, l’uomo abusa della scienza, del benessere ottenuto con la modernità. Abbiamo una migliore igiene, farmaci, ma allo stesso tempo ci cibiamo male e gli alimenti contengono sovente sostanze dannose. Gli uomini dell’antichità erano snelli e mediamente robusti senza recarsi in palestra. Non soffrivano di malattie oggigiorno croniche come quelle malattie cardiovascolari, diabete, obesità, lo stress. I tumori pare fossero meno diffusi.
Eppure, nei nostri giorni la longevità è aumentata a dismisura. Nei Paesi occidentali, la mortalità infantile si è quasi azzerata.
La scienza ci offre opportunità di vivere meglio ed in salute sino a tarda età. Eppure, la scienza viene denigrata, in specie negli ultimi tempi. Siamo figli dell’Aspirina, una scoperta colossale, come gli antibiotici e i vaccini. E chissà che presto non si possano risolvere nel bene tante malattie.
La scienza viene derisa più che in passato quanto parla di cambiamenti climatici. Questa però è solo ignoranza, la non conoscenza delle cose. (METEOGIORNALE.IT)
