(METEOGIORNALE.IT) La rivisita scientifica internazionale NATURE pubblica una ricerca, tra le ormai diverse, che individuano le cause del forte riscaldamento dell’Artico, per intenderci, del Polo Nord.
La ricerca sostiene, sommariamente, che le temperature artiche stanno aumentando a più del doppio del tasso globale, e che il riscaldamento medio è di ben sei volte maggiore a quello della Terra intera.
Ciò è in parte attribuito alla retroazione dell’albedo superficiale per effetto dello scioglimento di neve che espone il ghiaccio storico ai raggi solari. Quindi, tale superficie è più scura della neve, anche se impercettibilmente dall’occhio umano, e assorbe più luce solare che amplifica il riscaldamento. Sono in gioco anche cambiamenti nella struttura della temperatura atmosferica e dell’umidità dell’aria, forse per un maggiore trasporto di calore verso nord nell’Oceano Artico, sebbene il meccanismo oceanico non sia ben compreso.

Ebbene, direte, ma la Corrente del Golfo non si stava attenuando? Ciò è vero, constatato, ma è irrilevante, in quanto le regioni artiche ricevono varie correnti, e quella nota come del Golfo del Messico non tocca l’Artico, e comunque ne ha un’influenza marginale e minore rispetto ad altre.
Emma Beer presso la Scripps Institution of Oceanography, University of California di San Diego, USA e colleghi utilizzano un modello climatico idealizzato per studiare l’amplificazione artica guidata dall’Oceano. Cosa hanno scoperto, che l’Oceano Artico si riscalda in profondità, e ciò non ha una diretta correlazione con la situazione del pack artico, in quanto le acque vicino alla superficie rimangono vicine al congelamento e gelano.
Gli autori scoprono che questi cambiamenti della struttura delle acque dell’Oceano Artico, che è quello dove c’è la banchisa polare, per intenderci, il Polo Nord, causano un gradiente di temperatura verticale più ampio rispetto al passato, erodendo il ghiaccio sottostante, che quindi si assottiglia.
Per intenderci, l’Artico è attaccato dal calore del sole e da quello delle acque sottostanti, ciò per l’influenza di correnti marine profonde causate dai cambiamenti del clima.
Questo meccanismo evolve stagionalmente. (METEOGIORNALE.IT)
