
(METEOGIORNALE.IT) Confusione. E’ ciò che emerge dall’analisi, nuda e cruda, dei modelli previsionali. Ma per quale motivo? Beh, in primis dobbiamo ricordarci che le mappe cercano di interpretare tutta una serie di variabili atmosferiche che mescolate tra loro possono dar luogo a scenari meteo climatici diametralmente opposti.
L’atmosfera, lo si è scritto tante volte, è un sistema dinamico e in quanto tale va letta nel complesso. Non ci si può limitare alla mera osservazione modellistica, soprattutto in un periodo come questo nel quale gli accadimenti atmosferici determinano incertezze comprensibili. Comprensibili, questo è ovvio, per chi ha l’esperienza necessaria per cogliere appieno i segnali lanciati da tutta una serie di pattern.
Non vogliamo farla troppo complicata, sono già complicati i modelli figuriamoci se vogliamo aggiungere incertezza. Diciamo che quanto sta accadendo al Vortice Polare porta inesorabilmente a varie soluzioni. E’ un Vortice Polare debole, che ha subito il pressing delle cosiddette onde troposferiche e in particolare dell’onda di pressione pacifico-asiatica.
Qualche modello prova a individuare un possibile rinforzo del Vortice Polare, che potrebbe anche starci dopo la risoluzione dei disturbi citati, qualche altro prova a ipotizzare un riverbero della debolezza in troposfera. Chi avrà ragione? Difficile dirlo oggi. A nostro avviso il Vortice Polare non avrà possibilità di ripresa così come vorrebbero farci credere alcune mappe. Nel tentativo di rafforzarsi potrebbe generare nuove risposte troposferiche, quindi nuovi riscaldamenti diretti in stratosfera che a quel punto potrebbero smantellare totalmente il Vortice stesso.
Che significa? Semplice, che la strada verso il gelo potrebbe essere segnata. Ma non dobbiamo avere la pretesa di avere subito la risposta modellistica, quella potrebbe arrivare tra non molto. Magari qualche giorno, magari qualche settimana. Staremo a vedere, fatto sta che tutto lascia presagire un’accelerazione invernale importante. Sarà così? (METEOGIORNALE.IT)
