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La Pandemia spagnola che uccise 50 milioni di persone. Contagi incontrollabili

Viviamo una pandemia, qualcosa che appare fantascienza, ma non lo è.

Antonio Lombardi di Antonio Lombardi
21 Ott 2020 - 18:58
in Cronaca Meteo
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(METEOGIORNALE.IT) Le pandemie sono difficilmente controllabili. Autorevoli virologi, come la dottoressa Capua, evidenziarono anni fa come la nostra società fosse dormiente su un problema che prima o poi si sarebbe potuto presentare. Ed ecco che è giunto nelle nostre vie, ha colpito amici, parenti, conoscenti. I mass media ci bombardano con i bollettini di guerra giornalieri. 

 

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Senza un vaccino l’arma vincente è attuare misure di protezione individuale, e seguire alla lettera le indicazioni dei medici, senza fare allarmismo, ma prendere coscienza che la pandemia è una grave situazione con cui dobbiamo convivere.

 

Circa un secolo fa, quando ci fu un’altra pandemia, la spagnola, e fu n grave flagello colpì l’umanità che allora aveva una popolazione di 1,5 miliardi di persone, e ben 500 milioni furono contagiati (secondo stime, mica si facevano i tamponi e altri esami diagnostici), ovvero 1/3 della popolazione mondiale.

 

Pandemia spagnola, ha similitudini con il Covid-19.
Pandemia spagnola, ha similitudini con il Covid-19.

Ormai da 9 mesi circa, sentiamo parlare di Coronavirus, ovvero Covid-19. Abbiamo visto le sue fulminee conseguenze, e dalla Cina, dove sono stati riscontrati i primi focolai, si è estesa a tutto il Pianeta.

 

Nella storia dell’uomo anche recente, ci sono state altre pandemie in vari periodi storici dove, però la scienza non aveva gli strumenti che ha oggi per salvare vite umane.

 

Le azioni intraprese dai vari Governi per limitare i contagi hanno come effetto solo la riduzione della velocità di contagio per consentire di garantire le necessarie cure a tutti, ma nessuno è in grado senza un vaccino di fermare una pandemia.

 

Era il 1918, la pandemia (virus H1N1) nota come influenza spagnola fu causata da un virus denominato scientificamente H1N1, i cui geni erano di origine aviaria.

 

La pandemia si diffuse in tutto il Mondo durante il 1918-1919. Negli Stati Uniti fu stato identificato per la prima volta nel personale militare nella primavera del 1918.

 

Secondo stime autorevoli, circa 500 milioni di persone, pari ad un terzo della popolazione mondiale allora presente, pare che furono infettate da questo virus (anche allora c’erano gli asintomatici). Il numero di decessi fu stimato in almeno 50 milioni in tutto il Mondo, con una letalità stimata nel 10% di chi si infettava, ma all’epoca non c’erano le attuali conoscenze scientifiche e mediche, oltre che di contenimento.

 

Alcune popolazioni risultarono più vulnerabili di altre. Gli aborigeni del Pacifico, ma non solo, anche alcune comunità della Nuova Zelanda, ebbero percentuali anche del 20/30% di letalità. In alcuni piccole isole perì il 50% della popolazione locale.

 

La mortalità fu molto elevata nei bambini sotto i 5 anni, nella fascia di età di 20-40 anni e negli ultra 65enni.

 

L’elevata mortalità di persone sane nella fascia di età 20-40 anni fu una caratteristica di questa pandemia.

 

Sebbene il virus H1N1 del 1918 sia stato sintetizzato e determinato, le proprietà che lo hanno reso così devastante non sono ad oggi definite. Anche la sua origine aviaria è stata posta più volte in discussione.

 

Fu un virus devastante che si presentò in ben tre ondate. La pandemia ebbe termine nell’estate del 1919.

 

Come descritto, ci furono 3 diverse ondate di malattia durante la pandemia che iniziò nel marzo 1918 e si placò entro l’estate del 1919. La pandemia raggiunse il picco negli Stati Uniti durante la seconda ondata, nell’autunno del 1918. Questa fu altamente fatale e responsabile della maggior parte delle vittime statunitensi attribuite alla pandemia, con una percentuale di mortalità per altro più elevata rispetto alle altre due ondate.

 

La pandemia fu vissuta senza mai che fosse predisposto un vaccino, senza antibiotici per il trattamento delle infezioni batteriche. Ci furono iniziative secondo il buon senso di allora, che stiamo attuando oggi.

 

Furono utilizzate le mascherine, in vari Paesi del Mondo c’era l’obbligo di utilizzarle. Fu impartito il coprifuoco. Introdotto l’isolamento degli ammalati, la quarantena, la buona igiene personale, l’uso di disinfettanti e limitazioni di incontri pubblici, non applicati in modo uniforme, però. La spagnola ci ha dato un’esperienza che stiamo rivivendo ai giorni d’oggi, ma con molte più risorse che allora.

 

Una curiosità, in California fu vietato l’utilizzo della mascherina in esterno, pena il carcere. Una decisione davvero bizzarra perché in altri Paesi del Mondo, e negli stessi Stati Uniti, al contrario, se non si fosse indossata la mascherina sarebbe persino previsto l’arresto. (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: contagi coronaviruscoronavirusCOVID-19distanziamento socialedurata pandemiapandemiapandemia spagnolascienzavaccinovirus
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Antonio Lombardi

Antonio Lombardi

Dopo aver conseguito la laurea in Geologia presso l’Università degli Studi di Milano nel 2000, ha proseguito il suo percorso accademico con una seconda laurea in Astronomia presso l’Università "La Sapienza" di Roma, ottenuta nel 2006. L'interesse per l'astronomia lo ha portato successivamente a intraprendere un Master di specializzazione in Astronomia presso l’University of Arizona (Tucson, USA), uno dei principali centri internazionali per la ricerca astrofisica. In ambito professionale, si occupa anche di insegnamento, sia in contesti scolastici che in corsi e laboratori rivolti al pubblico generale, con un forte focus sull’approccio interdisciplinare tra geologia, astronomia e scienze ambientali.

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