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Fusione nucleare, forse ci siamo, dal MIT grandi passi avanti col reattore SPARC

Luca Martini di Luca Martini
30 Set 2020 - 16:25
in Magazine
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(METEOGIORNALE.IT) Se ne parla da decenni, nelle varianti calda e fredda, ma tutti gli studi e i progetti finora non hanno portato alcunché di concreto. Ora, però, dal MIT arriva un annuncio che fa presagire che il tempo in cui produrremo energia con la fusione nucleare possa essere ormai prossimo.

fusione nucleare

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Secondo i ricercatori del MIT  e di altre istituzioni, il reattore nucleare compatto SPARC, almeno in teoria dovrebbe funzionare.

 

Si tratta di un reattore a fusione nucleare a plasma ardente che fonde gli isotopi dell’idrogeno per formare l’elio, senza bisogno di altri input di energia.

 

Grazie ai progressi nel campo dei magneti superconduttori, il team spera di ottenere le stesse prestazioni di reattori molto più grandi, come il gigantesco reattore ITER (International Thermonuclear Experimental Reactor), che ha iniziato l’assemblaggio a luglio.

 

I magneti vengono utilizzati per contenere le reazioni estremamente calde e a pressione estremamente elevata in corso all’interno del reattore. La gestione controllata di queste reazioni rimane, a tutt’oggi, una delle maggiori sfide della fusione nucleare.

 

Il reattore SPARC, secondo i calcoli di ricercatori, sarebbe in grado di produrre dalla fusione il doppio di energia di quanto necessario per attivare la reazione. Finora, nessuno è mai riuscito nemmeno a portare il bilancio in pareggio! Teoricamente, sarebbe addirittura possibile generare in uscita dieci volte tanto l’energia in ingresso.

 

Il team spera di completare la costruzione del reattore entro i prossimi 3 o 4 anni, con l’obiettivo di generare elettricità a partire dal 2035. (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: fusione nucleareMITreattore SPARC
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Luca Martini

Meteorologo e geoscientist con background in Scienze Naturali, specializzazione in meteorologia e geologia applicata. Mi occupo di modellistica atmosferica, analisi di dati meteo-climatici, nowcasting per eventi estremi e valutazioni geotecniche/geomorfologiche a supporto di infrastrutture e protezione civile. Esperienza in contesti internazionali (UK, Germania). Orientato a risultati, chiarezza dei prodotti previsionali e trasferimento alle decisioni operative. Modellistica numerica; assimilazione dati, downscaling, validazione modelli Python per data analysis (xarray, pandas) GIS (QGIS/ArcGIS Pro) Gestione progetti e divulgazione tecnica

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