(METEOGIORNALE.IT) A causa di un vigoroso aumento termico (cambiamenti climatici) si potrebbe determinare la crisi del turismo estivo di massa nelle regioni mediterranee. Lo dicono vari studi su clima e turismo del futuro.

Ciò che ho appena descritto appare come la solita allarmante previsione di chi sostiene che il clima del futuro sarà molto più caldo di quello attuale. Tale linea di pensiero scientifico trova forza con la realtà dei fatti, perché prosegue in molte regioni del Pianeta la sagra del caldo record.
Le misurazioni satellitari indicano che per il Gennaio 2014 la temperatura media è stata di 0,6°C superiore alla media.
Mi direte che nel Nord America tremano di brividi dal freddo, così anche in Siberia, ma su buona parte del Pianeta non è stato così, qualunque ne sia la causa.
Sono di pensiero moderato e trovo piacere a non sostenere più certa una o altra tesi sulle ragioni del Riscaldamento Globale. Potrebbero essere credibili, per certi tratti, alcune teorie che prospettano un periodo decisamente più freddo nei prossimi anni, ma la prova dei fatti è che il caldo la fa da padrone in ogni stagione.
Ma ritorno al tema di questo post, il Mar Mediterraneo, dove la prospettiva di un cambiamento climatico con temperature medie in aumento di almeno 2°C, potrebbe determinare una profonda crisi in tutto il settore turistico nel lungo termine.
Se tali prospettive fossero vere, si avrebbero lunghi periodi di caldo molto intenso, che si propagherebbero sempre più di frequente al Mare del Nord, dove le spiagge sarebbero prese d’assalto dal turismo di massa dei Paesi che gli si affacciano, e ciò toglierebbe stimoli al turismo mediterraneo.
Nei fatti, nell’ultimo decennio, si osserva un incremento del turismo nel mari del Nord Europa per l’effetto di estati molto calde.
Un aumento della temperatura media innalzerebbe ancor di più la quota media della neve sulle regioni alpine, con conseguenze nella stagione sciistica, anche se in questi ultimi anni abbiamo visto stagioni nevose alpine lunghissime.
Quanto sostenuto dallo studio climatico sta diventando realtà in Appennino, dove si registra una sensibile contrazione dell’innevamento medio. Ma anche nelle Alpi, rispetto a 30 anni fa la quota media della neve è salita di quota.
Il Clima è un complesso sistema di condizioni meteorologiche che ha avuto da sempre delle fluttuazioni, ed i cambiamenti climatici non sono un fatto nuovo del XX e XXI secolo. Perciò tutte le attività umane ed economiche che presentano vulnerabilità ai mutamenti climatici, dovrebbero adattarsi al clima che cambia come hanno fatto nei millenni i nostri avi. (METEOGIORNALE.IT)
