Lโevento record di copertura nevosa dellโemisfero settentrionale misurato nel novembre 2022 segna una forza estrema di eventuali rigiditร del clima di questโinverno. Il riscaldamento globale non รจ svanito, questi che vediamo sono fenomeni che fanno parte delle fluttuazioni climatiche, e che si sono avuti anche nel passato. La copertura nevosa viene indicata come record da quando vengono registrata in maniera puntuale lโestensione della neve nel nostro emisfero, ovvero dal 1967.
Purtroppo, cโรจ chi manipola questa informazione sostenendo che il riscaldamento globale non esiste. Ma niente di ciรฒ รจ vero. Ed รจ proprio il riscaldamento globale a innescare eventi meteo emisferi ci estremi, al pari di quelli che si sono visti negli ultimi inverni nellโemisfero australe, dove importanti ondate di gelo e neve si sono susseguite. Ricordiamo le nevicate in Australia, il Sudafrica, nel sud America. Eppure, il clima รจ cambiato che da loro.
Il dato record della copertura nevosa, per la precisione รจ riferito ai rilevamenti sino alla metร di novembre.
Un grafico piรน aggiornato pubblicato dall’Organizzazione meteorologica mondiale (WMO) per la settimana terminata il 28 novembre, ha mostrato una novitร , con la copertura nevosa che รจ nuovamente scesa al di sotto del record. Anzi, il valore della copertura nevosa sembrerebbe essere sotto la media per tale data.
Ora nella prima decade di dicembre, in ampie aree del nostro emisfero stiamo osservando un cambiamento abbastanza importante, che vede unโamplissima copertura nevosa in Asia, ma anche in Europa, mentre nel Nord America sembrerebbe mantenersi in linea con la norma. Tuttavia, per avere dati spendibili in considerazioni utili, sarร necessario avere informazioni piรน aggiornate che perรฒ saranno pubblicate probabilmente per Natale.
Tuttavia, la copertura nevosa record che stata registrata al 15 novembre costituisce un precedente di cui tener conto, e che se associato alla notevole serie di blocchi di masse dโaria che si sono formati in Groenlandia e sino ai monti Urali, potrebbero essere responsabili di acute ondate di gelo in Europa e del Nord America.




