Caldo, le condizioni meteo in Italia sono influenzate da un’onda di calore eccezionale con picchi di temperatura di rilevanza storica. Abbiamo visto come quotidianamente sempre più località raggiungono temperature tra i 38°C e gli oltre 40°C. Valori compatibili con località desertiche, anche perché ad eccezione delle località marine, si registra un basso tasso di umidità, compatibile con la presenza di un forte anticiclone africano.
L’Italia è interessata da una forte siccità, soprattutto nel settore centro settentrionale. Ma sono quelle del Nord a patire i peggiori effetti della siccità, dove si aggiungono gli effetti del caldo interminabile, con temperature sopra la media.
Passano i giorni, le settimane, avevamo annunciato l’avvento di un periodo molto caldo, e c’è piombato addosso. Per altro, non è ancora intenso al Sud Italia e la Sicilia, dove è ormai imminente un aumento della temperatura. E in questo contesto, l’attesa spasmodica è per la pioggia. Serve la pioggia per ridurre gli effetti della nefasta siccità, soprattutto nell’area alpina e prealpina, dove in questo periodo dell’anno dovrebbe piovere più che altrove.
Con l’ausilio delle ultime informazioni del Centro Meteo Europeo (ECMWF) e di quello americano del NCEP proveremo a tracciare quando potrebbe piovere, ma anche quando inizieranno a scendere le temperature, perché se molto elevate, riducono l’efficacia della pioggia.
Ma dapprima abbiamo voluto consultare un elemento chiamato indice di comportamento del clima, che ha un ruolo molto marcato sull’andamento delle piogge e della siccità, ma anche della temperatura: La Niña.
Il NOAA, sezione National Weather Service nella sua periodica analisi indica che La Niña ha presentato delle oscillazioni che parevano proporla verso il declino, ma invece la più recente media del IRI/CPC per l’indice Niño-3.4 SST, prevede che La Niña persisterà nell’Inverno dell’Emisfero settentrionale 2022-23.
La Niña continuerà durante la parte rimanente del 2022 con delle probabilità al 60% o superiore fino all’inizio dell’inverno. Le quote più basse di probabilità di La Niña si verificano nei prossimi mesi con una probabilità del 39% di avere una neutralità ENSO nel periodo luglio-settembre 2022. Successivamente, le probabilità di avere La Niña aumentano durante l’autunno e l’inizio dell’inverno.
In sintesi, La Niña potrebbe continuare fino a tutto il 2022 con una diminuzione di forza nell’Emisfero settentrionale verso la fine dell’estate (60% di possibilità a luglio-settembre 2022) prima di aumentare durante l’autunno e all’inizio dell’inverno.
La Niña di solito porta inverni più freddi in Europa, ma può causare condizioni meteorologiche estreme in molte aree, e in alcuni anni invertiti a seconda della sua posizione e oscillazione. Quindi, in questi anni, La Niña ha dato solo eventi climatici opposti a quello che dovrebbe causare qui in Europa. Il suo antagonista, El Niño a volte può portare inverni più caldi in Europa, ma anche opposti con probabilità più limitate.
La siccità che interessa l’Europa assieme al caldo, nonostante la La Niña sono dovuti ad un’altra anomalia, quella della posizione determinante dell’Anticiclone delle Azzorre, che sta producendo, come dimostrato da ampi studi spagnoli (e non solo), una diminuzione della piovosità nell’Europa occidentale ed in Spagna, e favorendo d’Estate l’espandersi di masse d’aria dal Sahara nel Mediterraneo, che occasionalmente raggiungono anche la Scandinavia. Si vedano i record storici di temperatura in Svezia, Danimarca, Germania del Mare del Nord.
Per comprenderci, abbiamo un indice climatico denominato La Niña favorevole alla pioggia, e d’Inverno al freddo, ma non abbiamo avuto niente di ciò. C’è l’Anticiclone delle Azzorre che devia la Corrente a Getto che si tuffa da nord in Russia europea verso il Mar Nero, la Turchia, Georgia, Armenia e Azerbaigian, e che influenza a tratti anche il nord dell’Iraq e dell’Iran. In questi Paesi, influenzati da un Jet Stream (Corrente a Getto) umido ci sono temperature sotto la media e piovosità eccezionale. Innumerevoli nubifragi e alluvioni stanno interessando da mesi il nord della Turchia, nubifragi anche il nord dell’Iran.
Fintanto che la Corrente a Getto, ovvero il Jet Stream sarà deviato dall’Anticiclone delle Azzorre, in Europa non si ristabilirà un regime pluviometrico normale.
Le previsioni climatiche sino a 46 giorni di validità del Centro Meteo Europeo (ECMWF) e di quelle americane del NCEP propongono un abbassamento del flusso perturbato oceanico, tuttavia sottotono rispetto alla media, quindi con piovosità deficitaria in gran parte dell’Europa centrale e la Francia, e poi nel Nord Italia. Ma nel Nord Italia, già dai prossimi giorni, nonostante il gran caldo, inizierà a piovere con temporali sparsi.
E in Agosto, le piogge sulla regione alpina, prealpina e le pianure a nord del Po riprenderanno a cadere, via via sempre più copiose. Ma non è previsto da alcun modello matematico un regime pluviometrico nella media se non nelle Alpi orientali e tratti delle regioni adriatiche.
Mappe delle anomalie di piovosità sino a 46 giorni del Centro Meteo Europeo (ECMWF). Segue la previsione climatica di Settembre, Ottobre e Dicembre.





Giungono ancora conferme di un Settembre con deficit pluviometrici sulla terraferma, con qualche isola felice per temporali marittimi. Questi, come già descritto precedentemente, si attiveranno nel Mediterraneo centrale e occidentale.
A Ottobre, le proiezioni stagionali prospettano piogge oltre la media per le regioni tirreniche, nella media in Sardegna e nel Nord Ovest italiano.
A Novembre viene proposto un incremento delle piogge, fin sopra media in quasi tutta l’Italia. In Dicembre calo di piovosità al Nord Italia, ma un surplus nella Penisola, la Sardegna e la Sicilia.
In conclusione, il ritorno delle piogge ci sarà in Agosto al Nord Italia, e presumibilmente, soprattutto per effetto di forti contrasti termici, queste potrebbero risultare localmente intense. Ma un periodo ideale per dare un importante attenuazione della siccità dovrebbe essere ottobre, novembre e dicembre.
Ovviamente, trattandosi di linee di tendenza meteo climatiche, quindi stagionali, dovrete considerare queste come tracce di probabilità del clima che avremo, e mai come previsioni meteo puntuali.


