Non giriamoci attorno, la situazione รจ un rompicapo. Lo ripetiamo da giorni, quasi fosse un mantra per esorcizzare la complessitร di mappe che cambiano ogni sei ore. Ma, al di lร dei modelli matematici, basta guardare fuori dalla finestra o scorrere le cronache locali: lโinverno, quello vero, ha deciso di bussare alla porta. E lo ha fatto con una certa prepotenza.
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La cronaca di un freddo ritrovato
Lโaria gelida ha fatto il suo ingresso e ha portato la neve dove, onestamente, non la vedevamo da un poโ. I fiocchi hanno imbiancato le coste della Romagna, si sono spinti fin sulle spiagge delle Marche e hanno coperto le zone interne della Toscana e dellโUmbria. Scendendo verso il sud Italia, la quota neve si รจ alzata, certo, ma il segnale รจ chiaro. In realtร , diciamolo, a noi รจ andata quasi di lusso. Il nucleo piรน crudo dellโirruzione fredda ci ha solo sfiorato, scaricando la sua furia sullโEuropa centrale. Lรฌ sรฌ che la situazione รจ diversa: le perturbazioni oceaniche sono scivolate sopra il cuscino di aria gelida, creando un mix esplosivo che ha regalato nevicate dโaltri tempi.
Era ora? Forse. Sono quasi tredici anni che in Italia, e in buona parte del Vecchio Continente, fatichiamo a vedere inverni degni di questo nome. Certo, ricordiamo il 2017, il 2018, qualche episodio nel 2019 a nord delle Alpi, ma la tendenza รจ stata inequivocabile: stagioni scialbe, precipitazioni sporadiche, spesso tardive. Insomma, una noia meteo che ha messo in ginocchio le stazioni sciistiche.
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Alpi: arriva la svolta
A proposito di sci, cโรจ una buona notizia. O almeno, una speranza concreta. Attualmente cโรจ poca neve sulle nostre montagne, รจ vero, ma le proiezioni indicano un cambio di passo dopo metร mese. Un flusso oceanico, piรน mite ma carico di umiditร , dovrebbe investire le Alpi. Significa metri di neve in arrivo. Una manna dal cielo per il turismo e, guardando piรน in lร , per lโappuntamento olimpico di Milano-Cortina. Faremo una bella figura, dai. Siamo, a quanto pare, nellโanno buono per i fenomeni rilevanti.
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Non siamo pronti alla neve
Torniamo al freddo attuale. Non รจ arrivato per colpa dello Stratwarming (quel riscaldamento improvviso della stratosfera di cui si parla tanto), ma per una โbanaleโ dinamica atmosferica che ha incanalato le correnti giuste. E mentre in Toscana si battevano i denti, in Val Padana occidentale, domenica scorsa, si รจ assistito a quella magia un poโ spettrale della โneve da nebbiaโ o galaverna, con temperature crollate fino a sfiorare i -10ยฐC. Freddo, quindi. Non da record storico, per caritร , ma un freddo serio.
E come da copione, alla prima vera difficoltร , il sistema va in tilt.
In Toscana abbiamo visto autostrade chiuse e disagi pesanti. La neve รจ caduta abbondante, รจ innegabile, ma cโรจ anche il fattore umano: quanti automobilisti si sono messi in viaggio senza gomme termiche o catene? Troppi. Ci siamo abituati a inverni miti, quasi primaverili, e abbiamo perso lโabitudine (e la disciplina) di prepararci al gelo. Non siamo soli, mal comune mezzo gaudio: a Parigi, lunedรฌ scorso, il traffico รจ impazzito, anche se lรฌ lโallerta dei servizi meteorologici aveva convinto molti a lasciare lโauto in garage.

Uno sguardo al futuro: tra Atlantico e Burian
Ora la partita si fa interessante. E complicata. Nel breve termine, lโaria fredda potrebbe arretrare leggermente per poi rifarsi viva nel weekend. Ma la vera battaglia si giocherร la settimana prossima. Da ovest arriveranno perturbazioni atlantiche intense: potrebbero spazzare via il โcuscinettoโ freddo che si sta formando sulla Pianura Padana (regalandoci forse qualche nevicata da cuscinetto al Nord Ovest) oppure, se il freddo al suolo resisterร , la neve potrebbe durare piรน del previsto.
Ma attenzione alla fine del mese. I modelli fiutano qualcosa di grosso. Lโanticiclone russo-siberiano sembra volersi espandere verso la Scandinavia. A Mosca si prevedono -30ยฐC. Stiamo parlando del Burian.
Questa massa dโaria gelida, nata nelle steppe innevate e non necessariamente legata allo Stratwarming, potrebbe mettersi in moto verso ovest. Arriverร in Italia? ร presto per dirlo. Ma le basse pressioni sul Mediterraneo agiscono spesso come โsanguisugheโ, attirando lโaria fredda verso di noi. Se accadesse, lโimpatto sarebbe notevole.
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Clima impazzito o nuova normalitร ?
Chiudiamo con una riflessione doverosa. Questo freddo, percepito come intenso perchรฉ avevamo perso lโabitudine, non cancella il Riscaldamento Globale. Anzi. Quello che stiamo vivendo รจ figlio dellโAmplificazione Artica: il Polo si scalda, il Jet Stream rallenta e le ondate di gelo (o di caldo) diventano piรน stazionarie ed estreme. ร un paradosso solo apparente. Mentre noi controlliamo i termosifoni, in Australia, in piena estate, la Tasmania ha visto la neve a 700 metri, per poi passare in pochi giorni a 40ยฐC e incendi devastanti. Questo รจ il meteo estremo. Che arrivi il gelo siberiano o il flusso atlantico, una cosa รจ certa: la noia meteorologica รจ finita.
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Credit
- WMO (World Meteorological Organization) State of the Global Climate 2024 and Arctic Amplification effects
- NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) Understanding the Polar Vortex and Stratospheric Warming events
- ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) Long-range forecasts and seasonal outlooks for Europe
- NASA Global Climate Change The link between global warming and extreme weather patterns
- Nature โ Scientific Reports Study on the frequency of blocking events and cold spells in the Northern Hemisphere