Meteo, Neve in PIANURA ad Aprile? Sì, potrebbe succedere davvero su 3 Regioni
Si tratta di una dinamica particolarmente anomala per il periodo, che trova però riscontro in una crescente convergenza tra i principali modelli numerici, come quello europeo (ECMWF) e quello statunitense (GFS) , entrambi orientati nel prefigurare una struttura barica favorevole all’irruzione di masse d’aria gelida sul continente europeo .
Secondo le proiezioni attuali, tra la fine di marzo e la prima parte di aprile si dovrebbe instaurare una configurazione sinottica in grado di richiamare aria molto fredda per la stagione dal comparto russo-scandinavo verso l’Europa centrale e il bacino del Mediterraneo.
Questa situazione barica sarebbe favorita dalla presenza di un anticiclone di blocco posizionato sull’area scandinava , che, stazionando in sede nord-orientale, favorirebbe il movimento retrogrado delle correnti gelide, in discesa da nord-est verso le medie latitudini europee, Italia compresa.
L’impatto iniziale di questa configurazione sarà percepibile già tra la fine di marzo e i primissimi giorni di aprile, con un peggioramento delle condizioni meteorologiche principalmente lungo il versante adriatico e sul Sud Italia , dove si attendono venti forti e un primo moderato calo termico, associato a fenomeni sparsi e condizioni instabili.
Tuttavia, è nella fase successiva che i modelli convergono su un possibile evento a carattere eccezionale , non solo per la sua intensità ma anche per la sua collocazione temporale, in pieno aprile.
Tra il 2 e il 3 aprile è atteso un primo impulso freddo , che dovrebbe interessare prevalentemente le regioni settentrionali dell’Italia, accompagnato da un netto abbassamento delle temperature e da condizioni di instabilità atmosferica .
In questa fase la neve è attesa prevalentemente a quote collinari, senza particolari segnali di coinvolgimento delle pianure. Tuttavia, i segnali più rilevanti emergono nelle proiezioni per il 7 aprile, quando un nuovo nucleo di aria artica potrebbe dar vita a un vortice depressionario centrato sul Nord Italia .
Questo secondo impulso, più intenso e carico di energia, potrebbe generare condizioni favorevoli a fenomeni nevosi fin sulle aree di pianura , grazie all’elevata instabilità atmosferica e al brusco crollo delle temperature.
Le elaborazioni modellistiche mostrano valori termici eccezionalmente bassi per la stagione: sulla verticale della Val Padana si stimano temperature inferiori a -5°C alla quota di 850 hPa (circa 1500 metri), condizioni che, associate a precipitazioni convettive, potrebbero determinare lo sviluppo di temporali nevosi anche intensi.
Si tratterebbe di un evento straordinario , in grado di portare la neve a quote insolitamente basse anche in presenza di temperature prossime allo zero o leggermente positive al suolo, grazie all’intensità delle precipitazioni e alla dinamica convettiva tipica delle situazioni primaverili più estreme.
Le aree maggiormente esposte a questo possibile scenario includono il basso Piemonte, la Lombardia sud-occidentale , parte dell’arco alpino centro-occidentale e, in modo potenzialmente clamoroso, anche la Liguria, con possibilità che i fiocchi raggiungano le aree costiere , evento raro ma non inedito nel contesto di irruzioni fredde retrograde.
Sebbene manchi ancora una settimana alla data individuata come potenzialmente critica, la coerenza tra i modelli e la persistenza dello scenario barico suggeriscono di prestare la massima attenzione all’evoluzione meteo nei prossimi giorni.
