Attualmente non ci sono indicazioni di un possibile Buran in Italia. Tuttavia, la presenza del fenomeno El Niño suggerisce che potrebbero verificarsi periodi di notevole instabilità del Vortice Polare stratosferico, con un abbassamento delle temperature in Siberia rispetto agli anni precedenti, nonché nella regione scandinava, situazione che si è già verificata, e che prosegue attualmente rinforzando la sua intensità ed estensione. Questi elementi potrebbero essere il preludio di possibili episodi di intenso freddo invernale, incluso l’arrivo del Buran. “Presupposti” qui significa che si tratta di un evento meteorologico che potrebbe realizzarsi, ma senza certezza.
La meteorologia italiana riconosce questi schemi climatici e molti italiani hanno contribuito a questo campo con libri, articoli e pubblicazioni scientifiche internazionali. Nei nostri articoli come questo non stiamo parlando delle previsioni del tempo per domani, e ve lo diciamo sempre.
Parliamo di questi eventi meteorologici perché si avvicina l’inverno e non è giusto limitarsi a parlare solo di caldo quando si commenta la stagione invernale. In Italia, siamo tra i primi a discutere di cambiamento climatico, nonostante gli attacchi continui da parte di chi contesta queste teorie scientifiche. E cambiamento climatico vuol dire che fa più caldo rispetto al passato, che le Alpi avranno sempre meno neve, che potrebbe nevicare sempre più occasionalmente nelle basse quote ed in pianura. Ma allo stato attuale, eventi meteo estremi di freddo possono ripetersi, come anche documentato da diversi studi pubblicati su NATURE etc.. Anzi, queste ricerche dimostrano che esisterebbe un maggior rischio, anche se con fenomeni più dilatati nel tempo rispetto a periodi passati.
Ma che cosa è il Buran
Il “Buran” è un termine meteorologico specifico che descrive un vento freddo e secco proveniente dalla Siberia. Questo fenomeno è caratterizzato da intense raffiche di vento e temperature molto basse, a volte accompagnate da neve. In Italia, quando il Buran raggiunge il territorio, si manifesta con un drastico calo delle temperature e condizioni meteorologiche estreme, come gelo intenso e, in alcune occasioni, nevicate significative. Questo vento è tipico dei periodi invernali e può influenzare in modo notevole le condizioni climatiche locali, portando a situazioni di disagio e a potenziali rischi per la sicurezza, soprattutto in termini di viabilità e salute pubblica. Il Buran non c’è in America.
Cosa è il Vortice Polare
Il Vortice Polare è una vasta area di bassa pressione e aria fredda situata nelle regioni polari dell’atmosfera terrestre, principalmente nella Stratosfera, una zona situata a circa 10-50 km di altezza sopra la superficie terrestre. Questo fenomeno è caratterizzato da venti intensi e circolari che ruotano intorno al polo, mantenendo l’aria fredda confinata nelle regioni polari.
Durante l’inverno, quando la regione polare riceve meno luce solare, il Vortice Polare si intensifica e può espandersi, portando a episodi di freddo estremo in latitudini più meridionali. Quando il Vortice Polare è particolarmente forte, mantiene l’aria fredda ben confinata vicino al polo. Tuttavia, se il vortice si indebolisce o si frammenta, può portare a significative ondate di freddo in Europa, Nord America e Asia, influenzando notevolmente le condizioni meteorologiche e climatiche in queste regioni.
Cosa è lo Stratwarming
Lo Stratwarming o Riscaldamento Stratosferico Improvviso (Sudden Stratospheric Warming, SSW), è un fenomeno atmosferico che si verifica nella stratosfera, una delle principali strati dell’atmosfera terrestre situata sopra la troposfera, a circa 10-50 km di altitudine. Questo evento è caratterizzato da un rapido e notevole aumento della temperatura nell’arco di pochi giorni, principalmente nella stratosfera polare.
Durante un episodio di Stratwarming, le temperature possono incrementarsi anche di 50°C in un breve periodo. Questo riscaldamento improvviso è solitamente causato da disturbi nell’atmosfera, come onde planetarie che si muovono verso l’alto dalla Troposfera alla Stratosfera, depositando energia e calore. Questo processo può perturbare, indebolire o addirittura invertire i normali modelli di circolazione atmosferica, come il Vortice Polare.
Gli effetti di uno Stratwarming possono influenzare significativamente le condizioni meteorologiche nella troposfera. Ad esempio, un indebolimento del Vortice Polare può portare a un flusso d’aria più fredda verso le latitudini medie, provocando ondate di freddo in Europa, Asia e Nord America. Questi eventi hanno quindi un impatto diretto sulle condizioni climatiche, potendo alterare i normali modelli meteorologici e contribuire a fenomeni estremi di tempo freddo nelle regioni temperate.
Le mappe che presentiamo mostrano l’arrivo di una prima ondata di freddo in Europa. Attualmente, sembra che questo fenomeno sfiorerà l’Italia, portando comunque un significativo calo delle temperature rispetto ai valori precedenti. Questa ondata di freddo dovrebbe durare poco, ma essendo ancora lontani dal suo effettivo avvento, avremo modo di approfondire l’argomento.
Il fenomeno è indicativo di quanto nel 2023 e all’inizio del 2024 si stia assistendo a un’instabilità del vortice polare. Questa instabilità provoca ondate di freddo invernale che si manifestano improvvisamente e si espandono verso il sud in maniera disordinata. È importante notare che, mentre alcune aree sono colpite da queste ondate, altre subiscono risalite di aria calda. In inverno, spesso si osservano condizioni di blocco atmosferico che fanno sì che questi fenomeni persistano a lungo. Per questo motivo (situazioni di blocco), durante la stagione invernale, l’Italia e l’Europa sperimentano spesso periodi di siccità e temperature superiori alla media, mentre in estate si verificano costantemente ondate di calore, particolarmente intense nella regione mediterranea, in Spagna e in Francia.
Questi eventi sono parte dei cambiamenti climatici in corso, ma potrebbero anche essere attribuiti a fluttuazioni naturali del clima, dato che la scienza non ha ancora chiarito perché l’Europa, più di altre aree, stia registrando un aumento della temperatura media.
Cosa è una condizione di blocco
Una situazione di blocco atmosferico, nota anche come “blocco meteorologico” o “blocco ad alta pressione”, è una condizione atmosferica in cui i normali schemi di circolazione dell’aria si arrestano o rallentano significativamente. In questi scenari, i sistemi di alta pressione (anticicloni) diventano molto stabili e persistenti, rimanendo fermi per un periodo prolungato, spesso settimane.
Questi blocchi possono causare una varietà di condizioni meteorologiche estreme. Ad esempio: ondate di Caldo e Siccità: Se un blocco atmosferico si instaura durante i mesi estivi, può intrappolare aria calda in una regione, portando a ondate di calore e periodi prolungati di siccità. Questo avviene perché il sistema di alta pressione impedisce alle masse d’aria fresca e umida di entrare nell’area.
Condizioni di Freddo Estremo e Precipitazioni Intense: Analogamente, durante l’inverno, un blocco può intrappolare aria fredda, provocando periodi prolungati di freddo intenso. Inoltre, può portare a precipitazioni intense o prolungate, poiché i sistemi meteorologici come le depressioni vengono deviati attorno all’area di blocco.
I blocchi atmosferici sono particolarmente significativi poiché possono portare a condizioni meteorologiche gravi e persistenti, influenzando notevolmente l’agricoltura, la gestione delle risorse idriche, la salute umana e l’economia. Sono oggetto di intensi studi nella meteorologia e nella climatologia, soprattutto per comprendere meglio la loro formazione, durata e gli impatti associati al cambiamento climatico.
Al momomento, sembrerebbe avviarsi una fase di blocco, con l’Alta Pressione in Oceano Atlantico, gelo, neve e basse pressioni dalla Scandinavia verso la Russia europea. Il lato orientale dell’Alta Pressione, quest’anno sembra debole, così che le irruzioni di aria molto fredda si riverseranno, per ora nel Centro Europa e la Penisola italiana, mentre il Nord Italia sarà in una condizione di ombra pluviometrica, riparato dall’arco delle Alpi. Da qui l’avvio di una fase siccitosa, clima asciutto, temperature massime altalentanti per il foehn ricorrente. Allo stesso tempo, però, con la calma di vento vedremo un crollo della temperatura minima con le prime gelate notturne. La neve, invece cadrà in Appennino, via via a quote sempre più basse.


