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Estate 2026 alle battute finali: irromperà l'autunno dal 9/10 settembre

Dal weekend prossimo, però, ultimo sussulto subtropicale

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A governare la scena del tempo sul Mediterraneo centrale e sull’Italia, anche in questi primi giorni di settembre, continua a essere l’ostinato anticiclone subtropicale. La figura stabilizzante a cuore caldo sta portando belle giornate pienamente estive, con valori termici tra i 4 e i 6°C sopra la norma al Centro-Sud e 2-3°C oltre la media al Nord. Negli ultimi tre-quattro giorni, per di più, una buona strutturazione della struttura anticiclonica sta consentendo, insieme alla calura persistente, anche una prevalente stabilità, con azioni temporalesche praticamente assenti su gran parte dei settori, circoscritte semmai a qualche rilievo, soprattutto sulle Alpi nord-orientali, e davvero occasionali in Appennino e sul resto dell’arco alpino.

Una piccolissima novità ci sarebbe per i prossimi due giorni, nel corso dei quali una leggera contrazione anticiclonica, con massimi spostati più verso ovest, potrebbe consentire il transito di modeste correnti settentrionali più miti, in particolare sulle aree adriatiche e meridionali, con qualche effetto anche sul resto del Centro. Le temperature, dunque, per un paio di giornate, giovedì 3 e venerdì 4, potrebbero farsi un po’ meno calde su questi settori. Il sollievo termico si avvertirebbe maggiormente sulle aree adriatiche e su quelle appenniniche, ma anche su diversi settori interni e meridionali delle Isole Maggiori, poiché proprio qui si intensificherebbe una certa ventilazione settentrionale, con vento localmente in rinforzo sui bacini e su alcune coste tirreniche.

Instabilità pomeridiana confinata ai rilievi

In termini di instabilità accadrebbe poco, tuttavia potrebbero essere presenti, soprattutto nelle ore più calde pomeridiane, addensamenti con locali rovesci e temporali su Alpi e Prealpi centro-orientali, occasionalmente sull’Appennino nord-occidentale. Altri annuvolamenti, con temporanei rovesci e temporali qui magari anche più estesi, interesserebbero l’Appennino meridionale, tra i rilievi lucani e calabresi, occasionalmente quelli meridionali e occidentali della Campania, e qualche altro l’Appennino centrale, tra il Lazio meridionale, l’Abruzzo meridionale e il Molise.

Sul resto d’Italia, con clima temporaneamente più mite oggi e domani al Nord e domani anche sul medio e alto Tirreno, le temperature torneranno poi ad aumentare, con tempo sempre mediamente buono. Dal fine settimana 5-6 settembre e poi fino al 7-8, arrivano conferme per un nuovo potenziamento dell’alta pressione, quindi con più caldo ovunque e sole da Nord a Sud, anche con l’assenza pressoché generalizzata di sostanziali rovesci pomeridiani. Solo dal 7 e ancora di più dall’8 settembre potrebbero iniziare ad arrivare i primi addensamenti temporaleschi sui settori alpini, localmente verso qualche alta pianura del Nord; martedì 8, poi, si vedrebbe solo qualche annuvolamento sul resto delle regioni settentrionali e in Appennino, per le prime influenze di un’azione instabile nord-atlantica in progressivo avvicinamento al nostro Paese, come indicato anche dagli ultimi aggiornamenti sul finale dell’ondata di caldo.

La svolta stagionale attesa dal 9-10 settembre

La novità sostanziale di questo aggiornamento sarebbe proprio il cambio di passo in termini stagionali che arriverebbe, stando agli ultimissimi forecast modellistici, dal 9-10 settembre e poi verso metà mese. Per quella fase, dunque dalla metà della settimana prossima verso il fine settimana, le simulazioni nel lungo periodo, soprattutto del più performante modello di calcolo europeo ECMWF, prospetterebbero un sostanzioso cedimento pressorio in corrispondenza del Mediterraneo centrale e dell’Italia, sotto la spinta di un incisivo cavo depressionario nord-atlantico, che apporterebbe correnti settentrionali decisamente instabili e fresche un po’ su tutta la Penisola.

Come accennato sopra, già dal giorno 8 i primi flussi pre-frontali porterebbero un’instabilità temporalesca più estesa sui settori alpini e prealpini, localmente anche sulle alte pianure del Nord, soprattutto quelle centro-orientali; nubi in intensificazione pure sul resto delle regioni settentrionali e lungo l’Appennino, ma qui con fenomeni più occasionali o comunque più irregolari.

Il quadro tra il 9 e il 10 settembre e l’ipotesi di metà mese

Per mercoledì 9 settembre, la saccatura instabile, con un fulcro depressionario sui settori baltici e l’asse orientato verso Francia e Spagna settentrionale, inciderebbe già bene sulle regioni centro-settentrionali italiane, apportando rovesci e temporali diffusi al Nord, soprattutto sulle aree centro-orientali, dove risulterebbero anche più forti. Precipitazioni di una certa sostanza anche sul medio e alto Tirreno, più irregolari verso il resto del Centro; ancora in attesa il Sud, ma anche qui con nuvolosità in aumento. Primo sostanzioso calo termico per tutti già mercoledì 9, naturalmente più pronunciato sulle regioni settentrionali.

Da giovedì 10 settembre, le anse depressionarie conquisterebbero l’intera penisola, con rovesci e temporali pressoché ovunque sul Sud Italia, magari più deboli sulle aree ioniche, sul basso Adriatico, sulla Sicilia sud-occidentale e sulla Sardegna, mentre al Nord-ovest si andrebbe verso un alleggerimento. Questa azione depressionaria e decisamente fresca da nord, attesa verso metà settimana prossima, potrebbe segnare la disfatta definitiva dell’estate 2026, poiché aprirebbe una crisi sostanziosa nella circolazione euro-atlantica, con possibile strascico fresco e moderatamente instabile anche verso metà mese. Uno scenario che alcuni modelli spingono fino a piogge abbondanti al Nord e che, dopo un avvio di mese all’insegna di sole e caldo anomalo, segnerebbe finalmente un ritorno a condizioni più consone al periodo. Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF).

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