Medio e Basso Adriatico, caldo e siccità infiniti: ecco quando la svolta
Circolazione più mite settentrionale e più piogge
- Dove manca l’acqua: il quadro del versante adriatico
- Perché i temporali hanno premiato i versanti tirrenici
- Ancora caldo intenso fino ai primi di settembre
- La possibile svolta tra il 2 e il 6 settembre
- Le aree più esposte a rovesci e temporali
Tante aree italiane hanno vissuto un agosto molto caldo, ma questa è stata una caratteristica comune pressoché sull’intero territorio; in più, su diverse zone, è stato anche un mese molto siccitoso. Tra le aree dove la pioggia sta latitando maggiormente c’è senz’altro il macro settore del Medio e Basso Adriatico: per l’intero arco del mese quest’area praticamente non ha visto passaggi perturbati degni di nota, se non qualche timida comparsa di instabilità il 18 sulla Puglia meridionale e, intorno all’8 del mese, qualche rovescio o temporale in locale sconfinamento verso le coste del medio Adriatico. In questa sede vogliamo evidenziare il deficit pluviometrico su questo settore e vagliare una possibile svolta del tempo sul medesimo macro settore, stando alle ultimissime proiezioni dei modelli matematici nel medio-lungo termine.
Dove manca l’acqua: il quadro del versante adriatico
Intanto localizziamo l’area a cui ci riferiamo, ossia il tratto di territorio italiano che va dall’Abruzzo centro orientale alla Puglia tutta, compreso il rispettivo versante appenninico. Va rilevato che agosto, benché molto caldo sull’intera Italia, ha presentato diverse fasi temporalesche su alcune aree anche centro meridionali, addirittura con apporti pluviometrici localmente abbondanti e sopra media. Tuttavia, l’instabilità ha sempre prediletto i settori interni appenninici e, tra questi, i versanti tirrenici più che quelli adriatici; naturalmente ci sono state diverse estensioni di temporali anche alle coste tirreniche, tuttavia non su tutte e in forma più irregolare, tant’è che pure su questo settore ci sono aree che hanno conosciuto un’evidente siccità in questo mese.
Perché i temporali hanno premiato i versanti tirrenici
La ragione di una predominanza di instabilità a ovest, anziché a est, sta nella componente termica combinata con l’orografia: nelle ore pomeridiane, quelle più propense allo sviluppo di temporali, in presenza di una circolazione spesso settentrionale o nord-occidentale indotta dalla collocazione della cupola anticiclonica, i versanti appenninici che si riscaldano di più, per una maggiore esposizione al sole, sono appunto quelli tirrenici. Dunque, su questi la convezione è maggiore ed è maggiore anche il rischio di temporali, in combinazione con gli apporti umidi dal Mar Tirreno.
Ancora caldo intenso fino ai primi di settembre
Il Medio e Basso Adriatico è stato sistematicamente, o quasi, saltato dall’instabilità convettiva diurna, con un deficit di pioggia localmente anche importante oltre che con un surplus termico di diversi gradi, e questo praticamente per tutto agosto. Mancano in realtà ancora sei o sette giorni al termine del mese, ma l’evoluzione nel breve e medio termine non evidenzia cambiamenti degni di nota; anzi, come del resto su tutto il Centro Sud, le prospettive per i prossimi sei/sette giorni sono all’insegna di una escalation anticiclonica. Tanto caldo nel prosieguo di questa settimana, anzi probabile picco rovente tra domani e ancora più venerdì 28, forse la fase più torrida dell’intera estate, con alcune regioni esposte ai valori estremi, e poi prosecuzione dell’onda calda leggermente più attenuata fino ai primi di settembre.
La possibile svolta tra il 2 e il 6 settembre
Ma a quando una possibile svolta per quest’area geografica, oltre che in termini termici, anche in termini di possibili apporti di acqua? Un cambiamento più apprezzabile si vede in prospettiva, ma un po’ più in là nel tempo: la svolta potrebbe arrivare dal 3 al 5/6 settembre sul medio e basso Adriatico, dal 2 al Nordest. Per quella fase, come rappresentato anche nell’immagine barica media, l’alta pressione si sposterebbe con i massimi più decisamente verso ovest, in prossimità della Penisola Iberica, lasciando il Mediterraneo centrale e l’Italia esposti per un po’ di giorni a un flusso più mite e anche più instabile di matrice settentrionale.
Allo stato attuale dei dati non ci sarebbe un calo termico clamoroso, tuttavia apprezzabile, con un rientro dei valori più o meno verso quelli tipici del periodo, essenzialmente per le aree del Medio Basso Adriatico e di Nordest, magari ancora leggermente sopra media altrove. Il dato più significativo, però, riguarderebbe l’apporto instabile, con occasioni per più rovesci e temporali per qualche giorno su questi settori e, quindi, con la possibilità di un recupero del deficit di pioggia. Prospettive che si inseriscono in un quadro di inizio settembre ricco di incognite.
Le aree più esposte a rovesci e temporali
Nella mappa interna abbiamo evidenziato le aree più esposte a possibili rovesci e temporali per la fase dal 2 al 5 settembre. Essi sarebbero maggiormente probabili, appunto, sui settori centro orientali del Nord, specie il 2; poi, dal 3, rovesci e temporali irregolari lungo tutta la fascia adriatica, anche al Sud e sulla Sicilia, di più sul medio Adriatico, tra l’Abruzzo orientale e il Gargano, ma un po’ su tutto il settore adriatico, dalla Romagna e dal Polesine al centro nord della Puglia, anche sull’estremo sud pugliese, sulle aree appenniniche meridionali tra la Lucania e la Calabria, localmente sulla Sicilia nordorientale e poi su Alpi e Prealpi di Nordest. Ulteriori dettagli sull’evoluzione del tempo, anche a scala più generale sull’Italia per il medio-lungo termine, nei nostri quotidiani aggiornamenti. Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF).
Prima pagina