Diffusa "allerta meteo per oggi e domani 21" della Protezione Civile
Il bollettino nazionale numero 262 estende la criticità moderata per temporali a cinque regioni, con il quadro che venerdì scivola verso la Toscana e la Liguria.
- Allerta meteo arancione oggi e domani: le regioni a rischio temporali
- Le zone in arancione per rischio temporali
Allerta meteo arancione oggi e domani: le regioni a rischio temporali
Porta il numero 262 del 2026 e la data di giovedì 20 agosto. Il Centro Funzionale Centrale raccoglie le criticità comunicate dai Centri Funzionali Decentrati di tutte le Regioni e Province Autonome e le traduce in un unico documento. Il verdetto, stavolta, è allerta meteo-idro arancione. Per oggi e anche per domani, venerdì 21 agosto.
Due giornate consecutive di criticità moderata a fine agosto.
48 ore in allerta meteo
Il bollettino di criticità nazionale indica l’avviso di criticità emesso per cinque regioni: Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria e Toscana. Le regioni che ruotano attorno a Milano, Venezia, Trieste, Genova e Firenze, tanto per capirsi.
Le zone in arancione per rischio temporali
Nessuna allerta rossa: il livello massimo di questa tornata resta l’arancione, e riguarda in modo netto il rischio temporali. Per la giornata di oggi figurano in moderata criticità tutte e quattro le zone del Friuli Venezia Giulia, sette zone della Lombardia, quindici zone della Toscana e ben ventitré zone del Veneto, praticamente l’intero territorio regionale. Un elenco che, letto di seguito, restituisce l’immagine di una fascia continua distesa dalle Prealpi al medio Tirreno.
Sempre in arancione, ma per rischio idrogeologico, tre zone lombarde. Nessuna criticità moderata, invece, sul fronte idraulico.
Allerta meteo gialla diffusa
Attorno al nucleo arancione si distende una fascia gialla piuttosto estesa. Per i temporali compaiono quattro zone dell’Emilia Romagna, tutte e cinque quelle della Liguria, nove settori della Lombardia, quattro del Piemonte, entrambe le zone del Trentino Alto Adige e due del Veneto.
Sul versante idrogeologico l’ordinaria criticità interessa Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Trentino Alto Adige e ancora il Veneto al completo. Quattro zone lombarde risultano in giallo anche per il rischio idraulico, l’unico comparto in cui oggi il colore compare.
Venerdì il baricentro scivola verso il Tirreno
Domani l’arancione per temporali abbandona Lombardia e Veneto e si concentra su ventuno zone della Toscana, sostanzialmente l’intera regione, su tre settori della Liguria e sulle quattro zone del Friuli Venezia Giulia, che restano in criticità moderata per il secondo giorno di fila.
Il rischio idrogeologico arancione tocca una zona ligure e conferma le tre lombarde. E il giallo si sfila verso sud: Abruzzo, Emilia Romagna, Lazio, Marche, Molise, Piemonte, Toscana, Trentino Alto Adige, Umbria, Veneto. Il Centro peninsulare entra in gioco quando il Nord comincia ad uscirne. Un peggioramento generalizzato coerente con la svolta annunciata da giorni per fine mese.
Perché un fronte d’agosto pesa più di un fronte d’aprile
La domanda arriva puntuale ogni estate: come mai una perturbazione che in primavera passerebbe quasi inosservata, ad agosto finisce per meritare l’arancione?
La risposta sta nell’energia immagazzinata. Dopo settimane di caldo, i bassi strati atmosferici accumulano calore e umidità in quantità notevoli, e il mare fa la sua parte alimentando l’aria che scorre verso la costa. Quando una massa d’aria più fresca in quota si infila sopra questo cuscino, il contrasto genera instabilità violenta: le correnti ascensionali si irrobustiscono, i cumulonembi crescono in fretta, la grandine trova il tempo di formarsi e di raggiungere dimensioni ragguardevoli. Ne abbiamo scritto analizzando gli indici convettivi caricati dal mare, e il meccanismo è sempre quello.
C’è poi la variabile che preoccupa di più i previsori: l’autorigenerazione. Celle temporalesche che si formano ripetutamente sullo stesso punto e transitano una dopo l’altra lungo la medesima traiettoria, scaricando pioggia per ore su un fazzoletto di territorio. Un nubifragio isolato drena. Sei nubifragi in fila sullo stesso bacino, no.
Il nodo dei terreni e del reticolo minore
Ecco perché il rischio idrogeologico compare accanto a quello temporalesco. I suoli reduci da una lunga fase calda perdono capacità di assorbimento e si comportano quasi come superfici impermeabili: l’acqua scivola via invece di penetrare, si concentra nei fossi e nei corsi d’acqua minori, gonfia il reticolo secondario in tempi rapidissimi.
I torrenti prealpini e appenninici reagiscono in poche decine di minuti. Non c’è margine. È la ragione per cui le zone lombarde in arancione per criticità idrogeologica coincidono con quelle poste ai piedi dei rilievi, e non con la bassa pianura. La memoria degli ultimi anni, del resto, è piena di episodi analoghi, dal cedimento dell’alta pressione dopo Ferragosto alle fasi temporalesche violente già viste in avvio di mese.
Come si leggono le zone di allerta
Due note accompagnano il documento, e vale la pena leggerle. Per oggi, la Toscana rimanda al proprio bollettino regionale per quanto riguarda la validità temporale delle criticità. Per domani, lo stesso vale per Liguria e Toscana. Tradotto: il colore c’è, ma gli orari precisi li fissa la Regione.
Una raccomandazione, in chiusura, che non è retorica da bollettino. Le previsioni di criticità sono strumenti probabilistici, servono ad attivare per tempo il sistema di protezione civile ai diversi livelli territoriali. Non descrivono ciò che accadrà con certezza in ogni singolo comune. Chi vive nelle zone segnalate farebbe bene a seguire gli aggiornamenti, evitare sottopassi e attraversamenti durante i rovesci più forti e tenere d’occhio l’evoluzione dei temporali attesi al Nord ora per ora.
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