Lunga e severa ondata di caldo: stimiamo la sua fine, cosa emerge dai modelli
Le mappe meteo non lasciano scampo: l'anticiclone africano resta saldamente ancorato sul Mediterraneo e il primo vero cambiamento potrebbe arrivare tra parecchio tempo, anche se qualcosina si muove...
Brutte notizie per quanto riguarda le tendenze meteo. L’ondata di caldo che da alcuni giorni sta interessando l’Italia continua a non mostrare segnali concreti di cedimento. Sia gli appassionati sia, soprattutto, gli addetti ai lavori consultano senza sosta modelli previsionali e carte atmosferiche nella speranza di individuare una svolta, ma non emergono segnali incoraggianti in tal senso. Ogni timido spiraglio di cambiamento viene sempre indicato a molte ore di distanza, ad esempio 7-8 giorni, un intervallo che indica comunque segnali non particolarmente forti.
Che cosa sta succedendo
La particolarità di questa fase non risiede tanto nella presenza di un classico anticiclone subtropicale, quanto nel fatto che l’Italia ormai è bersaglio di queste strutture da mesi. Come raccontano anche i nostri approfondimenti dedicati alle proiezioni di agosto, si tratta di una configurazione atmosferica davvero ostinata, che rende difficile l’ingresso di masse d’aria più fresche.
Ciò vuole dire una cosa importante: per un vero e proprio ribaltone meteo (il colpo finale del KO al caldo) è necessario che la fascia tropicale arretri verso sud, consentendo alle correnti atlantiche di riconquistare spazio sul Mediterraneo e di riportare aria meno calda. Questo tipo di pattern non sarà praticamente possibile prima di metà settembre: ormai la statistica racconta questo. Prima di allora potremmo avere sicuramente delle rinfrescate, ma la calura estiva continuerà a coinvolgere a tratti il nostro Paese.
Che cosa emerge dai modelli
Secondo gli scenari GFS ed ECMWF, solitamente i più affidabili, fino al 5-6 agosto non sono attese variazioni di alcun tipo, come conferma anche il nostro approfondimento sulla durata del caldo africano. L’Italia continuerà quindi a fare i conti con temperature estremamente elevate, spesso superiori ai 40°C, soprattutto nelle aree interne del Centro-Sud e nelle principali pianure. In una prima fase la calura sarà anche estremamente afosa, con una forte sensazione di disagio e minime elevatissime. In una seconda fase, all’incirca da lunedì 3 agosto, le temperature, paradossalmente, saliranno ancora anche se il tasso di umidità scenderà: arriverà infatti, come già segnalato in questo approfondimento dedicato alla nuova bolla di calore, una massa d’aria leggermente meno afosa ma, al tempo stesso, rovente.
Non a caso, le proiezioni per martedì 4 confermano un quadro piuttosto allarmante. Nelle ore più calde della giornata, gran parte della Penisola sarà ancora interessata da temperature molto elevate, con punte oltre la soglia dei 40°C. Stiamo parlando di una persistenza eccezionale del caldo e, stavolta, non ci sarà una regione più coinvolta delle altre, perché tutta l’Italia risulterà nella morsa.
Tanti altri problemi
Tanto per cambiare, l’assenza di precipitazioni continua ad alimentare la siccità. I terreni diventano sempre più aridi, le risorse idriche si riducono e aumentano le difficoltà per il settore agricolo, già messo a dura prova da settimane di caldo intenso. Anche il rischio incendi resta elevato. È un vero paradosso se pensiamo che fino a marzo l’Italia era ricca di risorse idriche, dopo un inverno particolarmente turbolento: ma la primavera siccitosa e l’estate rovente hanno letteralmente ribaltato la situazione.
Tornando alle previsioni di pioggia, le uniche modestissime eccezioni saranno rappresentate dai temporali di calore che, a tratti, potranno svilupparsi lungo l’arco alpino. A causa della quota di geopotenziale altissima, gli eventuali cumulonembi non riusciranno nemmeno a diffondersi in Valle Padana: al massimo qualcuno potrebbe scendere sulle alte pianure e portare qualche goccia qua e là, del tutto insufficiente per reidratare i terreni. Senza contare che anche un’eventuale frescura potrebbe durare giusto qualche ora, per poi lasciare tutto come prima.
Si vede una fine?
Guardando oltre la metà della prossima settimana, emerge qualche timido segnale di cambiamento, come spiegato anche in questo aggiornamento sulle proiezioni di agosto. Le elaborazioni del modello americano GFS per sabato 8 mostrano infatti la possibilità di un lieve abbassamento delle temperature in quota sul Nord Italia, favorito da correnti atlantiche leggermente più attive. Stesso discorso per il modello europeo ECMWF, che vede un temporaneo abbassamento del flusso perturbato. Non si tratterebbe di un vero e proprio calo termico, ma semplicemente di un rientro nella media, a suon di temporali: sarebbe comunque una vera e propria toccata e fuga, perché non si tratterebbe affatto di fronti organizzati.
Brutte notizie, invece, per il Centro e il Sud, dato che le prospettive rimangono decisamente più incerte, come conferma anche questo approfondimento sulla tendenza meteo di agosto. Le mappe attualmente disponibili non evidenziano un vero cambio di circolazione e lasciano presagire la prosecuzione del caldo intenso anche oltre la prima settimana di agosto. Al meridione, addirittura, potrebbe persino intensificarsi con questo flusso da sud. Insomma, non si vede alcun tipo di cambiamento radicale nel lungo periodo, e un’eventuale breve rinfrescata sarebbe appannaggio solo delle regioni settentrionali, con tutti gli effetti ancora da valutare per bene. Continuate a seguire i nostri aggiornamenti meteo!
Fonti: ECMWF – Copernicus Climate Change Service – NOAA – WMO
