Le condizioni meteo a livello europeo continueranno a essere particolarmente monotone. Il quadro generale resterà dominato da una vasta area di alta pressione che, praticamente da metà giugno, mantiene condizioni di caldo eccezionale su gran parte dell’Europa e del Mediterraneo, se si esclude una rapida rinfrescata di tre o quattro giorni, come raccontato in questo approfondimento sul ritorno dell’anticiclone africano.
Estensione impressionante
Per migliaia di chilometri prevalgono sole, temperature elevate e un’atmosfera stabile. Le uniche eccezioni sono rappresentate dai temporali di calore che, soprattutto nelle zone montuose e localmente sulle pianure limitrofe, riescono a interrompere temporaneamente il dominio assoluto del caldo. Ma, come sempre accade in questi casi, si tratta di fenomeni molto localizzati e spesso insufficienti a risolvere il crescente problema della siccità.
Se da un lato i temporali possono regalare un momentaneo sollievo termico ad alcune aree, dall’altro risultano incapaci di garantire precipitazioni diffuse e durature. Anzi, sortiscono spesso l’effetto opposto: in molti casi questi rovesci sono accompagnati da raffiche di vento, grandinate e precipitazioni estremamente intense concentrate in pochi minuti, con effetti più dannosi che benefici, una dinamica descritta anche in questo articolo sui temporali che non mollano la presa nonostante l’anticiclone.

Ci sarà una svolta?
Andiamo a vedere quello che emerge dal modello GFS. Nei prossimi dieci giorni proprio questi temporali rappresenteranno l’unica variazione all’interno di un quadro dominato da caldo intenso e sole praticamente ininterrotto. Il terreno, già messo a dura prova da settimane di temperature elevate e precipitazioni scarse, continuerà a perdere umidità, diventando sempre meno capace di sopportare una situazione atmosferica così estrema e persistente, un contesto simile a quello descritto in questo aggiornamento sul possibile nuovo exploit del caldo africano.
Si nota, per la verità, solo un piccolo spiraglio di cambiamento tra mercoledì 15 e giovedì 16. I run di tale modello vedono infatti la discesa di una veloce goccia fredda, non corrisposta da un rispettivo minimo al suolo, che potrebbe instabilizzare un po’ l’atmosfera soprattutto nelle regioni orientali. Si tratterebbe di qualche grado in meno e di numerosi temporali che si formerebbero nelle zone montuose e qualcuno anche fin verso le coste, come emerge anche dall’analisi dei modelli GFS ed ECMWF proposta in questo approfondimento sull’ipotesi di un caldo estremo dopo il 10 luglio.
Ma si tratta di qualcosa di effimero
O se vogliamo chiamarlo irrisorio. Nel senso che le temperature potrebbero calare di qualche grado, ma non c’è la benché minima possibilità di un vero e proprio cambio di pattern meteo a livello europeo. Come si può notare da quello che vi mostriamo a fine articolo, con il passare dei giorni le carte cambiano pochissimo, tanto che le previsioni continuano a riproporre lo stesso scenario, in linea con quanto già anticipato in questo articolo sul weekend dominato dall’anticiclone. Il blocco della circolazione atmosferica impedisce infatti l’ingresso di perturbazioni organizzate provenienti dall’Atlantico e mantiene il Mediterraneo sotto una vera e propria cupola di aria calda. Un’autentica monotonia e un pugno al cuore per gli amanti del fresco.
Oltretutto, giova ricordare alle persone che sostengono che “ha sempre fatto caldo” che queste configurazioni meteo ci sono sempre state, ma mai con questa intensità né tantomeno con tale durata. Stiamo vivendo appieno il nuovo clima, e questa estate 2026 ne è un esempio lampante.

CREDIT:
- ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
- NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
- Copernicus Climate Change Service (C3S)
- World Meteorological Organization (WMO)
- NASA Earth Observatory