Sta finendo luglio ed il meteo ripropone la morsa dell’anticiclone africano, con la quarta ondata di calore. Il caldo africano finora ha dominato la scena estiva in lungo ed in largo, colpendo prima molto pesantemente gran parte dell’Europa Centro-Occidentale ed il Nord Italia. A seguire anche il nostro Meridione ne ha subito le conseguenze in occasione della precedente ondata di calore. L’anticiclone africano quest’anno riesce ad espandersi con una facilità disarmante verso nord e tale trend andrà avanti anche nel primo scorcio d’agosto.
Un fiume d’aria rovente, di matrice subtropicale, ha messo di nuovo nel mirino l’Europa Centro-Occidentale, ma risparmiando il Regno Unito. L’Italia risulta presa in pieno ed il problema sarà legato alla persistenza, non solo all’intensità Se fossero confermate le attuali proiezioni, ci si troverebbe davanti alla tenace durata del promontorio subtropicale, pronto a stabilirsi molto a lungo sul Mediterraneo.. Non ci sarebbero novità sostanziali sin verso il 7-8 agosto.
I dati pongono in evidenza che di questo passo si rischia di avvicinare i livelli dell’estate 2003, l’annata di caldo eccezionale record in molte parti d’Europa, che sembrava impossibile da battere. Osservando le previsioni di questi giorni, spuntano riflessioni non da poco. Non possiamo fare a meno di notare come il quadro meteorologico stia assumendo contorni sempre più eccessivi. Il caldo che sta prendendo piede raggiungerà il clou ad inizio agosto come era successo ventitré anni fa. In occasione dell’estate 2003 l’ondata di caldo durò però in modo spropositato, con una fase intensissima a ridosso di Ferragosto.
Dopo tutto questo caldo così persistente, si temono i primi assalti d’aria fresca
Non possiamo al momento sbilanciarci su quella che sarà l’evoluzione del prossimo mese, anche se la certezza è che il caldo forte ci terrà compagnia per tutta la prima settimana del mese. Tutto questo caldo, in aggiunta a quello già avuto, rischia solo di gettare benzina sul fuoco. Il Mar Mediterraneo si sta surriscaldando verso limiti davvero eccessivi e si crea un circolo vizioso sempre più allarmante. Ci sono tutti gli ingredienti per un caldo pronto a persistere ancora per settimane, con la rottura stagionale che rischia di arrivare molto in avanti. C’era ben poco da immaginare un’Estate diversa, nel senso che le proiezioni dei modelli stagionali indicavano un trend eloquente.
La preoccupazione è anche su quello che ci aspetta per la fase finale della stagione con uno sguardo anche all’inizio dell’autunno. Prima o poi da occidente giungeranno nuove masse d’aria più fresche ed instabili pronte a contrastare ed innescare fenomeni temporaleschi di carattere locale, ma potenzialmente devastanti. Se non sarà ad agosto sarà a settembre, con conseguenze persino peggiori. Le cronache recenti ci hanno già mostrato il volto più crudele di questa instabilità: nubifragi improvvisi nelle zone montane, smottamenti di terreno e allagamenti causati dallo straripamento di torrenti fino a poco prima in secca. La siccità estiva sta infatti mordendo su varie parti del Nord Italia, con livelli molto bassi di fiumi e laghi.
Se queste temperature così elevato continuassero per settimane, a fine estate il calore e l’umidità a disposizione potrebbero essere molto superiori, con tutte le conseguenze del caso. L’energia a disposizione sarebbe enorme, per quella che si annuncia come un’autentica polveriera. Studi pubblicati su riviste scientifiche mostrano chiaramente come l’aggressività delle precipitazioni nel Mediterraneo centrale sia in costante aumento negli ultimi decenni. Questi eventi meteo estremi sempre più frequenti rappresentano ormai una realtà con cui dover fare i conti.
Questo articolo è stato realizzato consultando i più recenti aggiornamenti degli autorevoli modelli proposti da ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) ed il Global Forecast System (GFS) per le previsioni meteo.