MeteoGiornale Production

Agosto parte rovente, ma tra il 10 e il 12 cambia tutto

E' un'ipotesi, da vagliare con attenzione nel corso dei prossimi aggiornamenti modellistici

Parlare di svolta delle condizioni meteo-climatiche nel momento in cui tutti i modelli matematici concordano nel proporci un’ondata di calore intensa e duratura può sembrare un’utopia. Eppure le mappe a più lunga gittata evidenziano qualche chiaro segnale di cambiamento della circolazione atmosferica

In un recente articolo abbiamo evidenziato la presenza nei prossimi giorni di un’ampia struttura depressionaria sul Nord Europa, struttura che potrebbe segnare ufficialmente il progressivo declino della stagione estiva ad alte latitudini. Tuttavia sul Mediterraneo e su buona parte dell’Europa centro-occidentale il diktat imposto dall’anticiclone africano sarà evidente e difficilmente verrà scalzato prima di metà mese.

Alcuni centri di calcolo internazionali ci dicono tuttavia che il pressing imposto dalla depressione nordica potrebbe scardinare la resistenza anticiclonica prima di Ferragosto. In primis sull’Europa centrale, dove l’afflusso d’aria fresca potrebbe creare situazioni tumultuose: il contrasto termico tra l’aria decisamente fresca proveniente da nord e quella più calda associata all’anticiclone africano creerebbe infatti i presupposti per contrasti termici paurosi e quindi per temporali potenzialmente devastanti.

In questa sede stiamo cercando di capire se la circolazione d’aria fresca riuscirà effettivamente a creare delle crepe all’interno della struttura anticiclonica e in modo particolare stiamo valutando la possibilità che riesca a spingersi sul Nord Italia prima di Ferragosto e quindi durante la seconda decade mensile. In tal senso, su alcune mappe di previsione è possibile evincere una contrazione termica a partire dall’arco alpino tra il 10 e il 12 di agosto, contrazione che — se confermata — chiaramente potrebbe determinare una rapida escalation temporalesca.

È giusto sottolineare che stiamo ragionando nel campo delle ipotesi. Il range temporale che ci separa da Ferragosto è talmente ampio che le carte in tavola potrebbero cambiare tante volte. Quel che possiamo affermare con certezza è che la prima settimana di agosto avrà un’impronta marcatamente africana. Sul prosieguo mensile, quindi sull’andamento della seconda e della terza decade, dovremo chiaramente aggiornarci strada facendo.

Siamo però molto curiosi di capire se, come accadeva in passato, Ferragosto potrà rappresentare in qualche modo uno snodo cruciale per l’estate. Fino a qualche decennio fa, infatti, metà mese rappresentava il primo vero test di prova della tenuta estiva. In quel periodo arrivavano le prime perturbazioni atlantiche che portavano dei peggioramenti a partire dal Nord Italia e in successiva estensione alle restanti regioni. In quel momento si poteva parlare ufficialmente di lento declino della stagione estiva ed era del tutto normale.

È evidente che a partire dagli anni 2000 qualcosa è cambiato. Negli ultimi decenni, spesso e volentieri, siamo stati costretti a commentare pesanti ondate di caldo anche a settembre e persino durante il mese di ottobre. Non sappiamo se anche quest’anno andrà in quel modo, ma sappiamo che a Ferragosto qualcosa potrebbe effettivamente cambiare, almeno a livello di circolazione atmosferica europea. Se poi tale cambiamento avrà delle ripercussioni anche alle nostre latitudini, evidentemente lo scopriremo soltanto più in là.