Sì, perché nell’ultimo mese e mezzo ne abbiamo visto davvero di tutti i colori. Siamo passati da piogge di intensità e frequenza assurda ai temporali spesso e volentieri capaci di provocare alluvioni lampo. Poi c’è stato il caldo esagerato della fase finale di giugno e durata fino a qualche ora fa, adesso invece stiamo affrontando una rinfrescata ed anche questa associata a fenomeni localmente violenti.
Cosa ci aspetta poi nel corso delle prossime settimane? Beh, molto probabilmente nulla di buono… Si esatto, probabilmente dovremo fare i conti sempre e comunque con il temibile anticiclone africano, destinato a portare violente ondate di caldo.
Non stiamo parlando di un caldo qualsiasi, stiamo parlando di un caldo veramente esagerato, di un caldo che molto probabilmente ci farà sudare le cosiddette sette camice. Diciamo che già ora ne abbiamo abbastanza, superfluo dirci quando vanno a realizzarsi certe temperature augurarsi un rapido refrigerio è cosa assolutamente normale.
Ora non vogliamo stare qui a chiederci ripetutamente il perché stiamo succedendo certe cose, la risposta più semplice e banale probabilmente sarebbe dirvi che è colpa dei cambiamenti climatici, a loro volta scatenati dal riscaldamento globale. Al di là però di queste considerazioni quello che possiamo dirvi è che anche per noi viene difficile capire certe condizioni meteo, non perché non si conoscano le cause ma piuttosto perché più si va avanti e più certi scenari diverranno all’ordine del giorno.
Insomma, stare qui a lamentarsi sempre e comunque di quello che succede non è il massimo, piuttosto sarebbe opportuno accettare il fatto che il quadro meteorologico continuerà a mostrarci cambiamenti eccezionali.
Se poi ci mettiamo un Mediterraneo a dir poco rovente, capace ogni anno di raggiungere temperature mai viste, ecco che i rischi del meteo estremo sono sempre in agguato. Anzi, possiamo affermare che sta diventando una certezza e che per certi versi prevedere dove e quando si abbatteranno certi fenomeni non è affatto difficile come un tempo.
Comunque la si guardi non c’è nulla di buono in tutto questo mare “africano” e ciò che più preoccupa è che l’Estate 2026 è appena iniziata…
