Fine del caldo: crollo termico in quota dal 20 Luglio: effetti a catena
Il calo termico in arrivo è confermato dai modelli, ma la mappa a 850 hPa non dice tutto: ecco perché, tra Stau e föhn, gli effetti al suolo potranno essere molto diversi da zona a zona
Cari lettori, avrete sicuramente sentito parlare del corposo peggioramento in arrivo. Ci sarà la tanto agognata fine del caldo e l’arrivo di condizioni meteo-climatiche nettamente più sopportabili. Da nord a sud, le temperature si porteranno attorno alle medie del periodo, o addirittura un poco al di sotto. Attenzione però: in questo articolo non vogliamo proporvi una previsione meteo dettagliata e puntuale, ma soffermarci su un aspetto spesso trascurato, ovvero il fatto che gli effetti al suolo possano risultare molto diversi rispetto a quelli osservati in quota.
Perché si scelgono le mappe a 850 hPa
In campo meteorologico gli esperti utilizzano spesso le carte a 850 hPa, una superficie isobarica che corrisponde a circa 1.500 metri di altitudine. L’analisi di questo livello atmosferico è particolarmente utile perché permette di individuare le caratteristiche della massa d’aria in arrivo senza le interferenze che il suolo esercita sulle temperature. È proprio da queste informazioni che deriva gran parte della previsione termica, che poi va tradotta in soldoni in ciò che potremo percepire al suolo.
La cartina che vi mostriamo è relativa alla notte tra domenica e lunedì. Da un lato troviamo l’aria calda di origine subtropicale che, nel suo percorso sul Mediterraneo, ha acquisito anche un elevato contenuto di umidità, rendendo il caldo particolarmente afoso. Dall’altro lato è invece in arrivo una massa d’aria decisamente più fresca e secca, proveniente dalle alte latitudini artiche. Nel corso della prossima settimana il flusso settentrionale raggiungerà gradualmente la nostra Penisola, facendo finalmente concludere la lunga e feroce ondata di caldo che ci ha attanagliato per giorni.
Un excursus geografico: il ruolo delle Alpi
Al di là dell’aspetto puramente previsionale, questa situazione offre l’occasione per soffermarsi su una caratteristica tipica della dinamica atmosferica italiana: il ruolo fondamentale delle Alpi. La catena alpina rappresenta infatti una vera e propria barriera naturale che ostacola la discesa dell’aria fredda proveniente dal Nord Europa. Questo vale in tutte le stagioni: è più frequente in inverno, ma anche in estate può produrre i suoi effetti.
Cerchiamo di capire meglio il meccanismo. Sul versante settentrionale delle Alpi è possibile la formazione dello Stau, ovvero un ammasso di nubi che genera forti temporali e piogge abbondanti, mentre al di sotto della catena si origina il föhn, il vento caldo e secco dovuto alla discesa dell’aria lungo il pendio. Contemporaneamente, il flusso freddo riesce a raggiungere il Mediterraneo sia scavalcando le Alpi, sia entrando dalla porta della Bora.
Quanto sarà il calo termico
In quota il calo sarà molto forte, dell’ordine di 8-10°C, con punte locali anche superiori. Tradurre questo dato in temperature al suolo, però, non è così immediato: non è affatto detto che un gradiente termico simile si traduca in modo identico nei bassi strati. Entrano in gioco diversi fattori.
Se il passaggio dell’aria fredda viene accompagnato da rovesci e temporali, il raffreddamento nei bassi strati potrà risultare molto più rapido. Le precipitazioni, infatti, favoriscono la discesa verso il suolo dell’aria più fredda presente in quota, accelerando il ricambio della massa d’aria: quante volte è capitato che, subito dopo un temporale, si percepisca un’aria molto più fresca? Se invece alcune zone saranno interessate dal vento di favonio, le temperature potrebbero persino aumentare leggermente, per poi calare nottetempo.
Ecco quindi che, quando l’aria diventa più secca e il cielo risulta del tutto sereno con venti deboli, entra in gioco il raffreddamento notturno. In queste condizioni il calore accumulato durante il giorno viene disperso più efficacemente e le temperature minime potranno davvero crollare, portandosi ben al di sotto dei 20°C e scendendo, in alcune zone, anche sotto i 15°C.
Resta sempre affascinante osservare come questi peggioramenti meteo possano dare origine a condizioni locali così diverse tra loro. Prepariamoci dunque a una settimana con condizioni meteo-climatiche finalmente più sopportabili.
Fonti e approfondimenti
