(METEOGIORNALE.IT) Cari lettori, vi ricordate che fino a pochissimi giorni fa c’era una sorta di divergenza tra i principali modelli meteo per quanto riguarda la previsione dopo il 6 giugno? Ebbene, adesso c’è una novità importante. GFS ed ECMWF si sono pressoché allineati, concordando una nuova tendenza che oramai appare chiara.
Andiamo per gradi
Ma come mai c’era questa divergenza? Per farla in maniera tecnica, c’era la diversa interpretazione della struttura di un’isoipsa sulla Spagna. In particolare, la saccatura poteva evolvere in un modo o nell’altro. Andare a coinvolgere il nostro paese, oppure finire nettamente più a ovest. Nel primo caso avremmo avuto una forte ondata di maltempo, nel secondo caso una feroce ondata di caldo. E come sono andate a finire le cose? Una sorta di via di mezzo.
Le ultime novità
Le elaborazioni di entrambi i modelli del giorno primo giugno mostrano ancora qualche piccola differenza tra le varie simulazioni, ma il quadro meteo appare meno fosco rispetto ai giorni scorsi. La tendenza più probabile sembra orientarsi verso condizioni termiche superiori alla media climatica del periodo, senza toccare ondate di calore estreme.
Ergo: l’alta pressione è confermata, ma con isoterme un po’ più basse rispetto a quelle paventate dal modello americano GFS. Chiariamo subito il seguente concetto. Non è che avremo un clima fresco, perché comunque andremo un poco al di sopra delle medie del periodo. Ma un conto è superare i 30 di qualche tacca, un conto è superare i 35-37. C’è una bella differenza.

La sua durata
Se da un lato non è un’onda calda estrema, da quell’altro aumentano comunque alcune perplessità. Come mai? Il caldo accumulato col passare dei giorni, rimasto intrappolato nei bassi strati dal Dome di calore, rappresenta il combustibile ideale per la nascita di fenomeni meteo estremi.
Quando il meccanismo atmosferico cambia improvvisamente, tutta questa energia può essere liberata in tempi molto brevi attraverso temporali intensi, nubifragi, grandine grossa e forti raffiche di vento. Quante volte è già capitato in questo 2026? Le prime intense grandinate sono occorse addirittura a fine aprile, poi abbiamo avuto un Maggio ricco di fenomeni estremi. E adesso giugno potrebbe in parte proseguire su questa falsariga.

Che cosa ne consegue
È quindi del tutto auspicabile che non faccia troppo caldo dal 6 giugno in poi, in quanto il probabile cambio di circolazione che prima o poi ci sarà (perché sappiamo che l’aria fresca nordatlantica riesce comunque a raggiungere il nostro paese con una certa frequenza) non provochi danni, ma sarebbe poco realistico escludere a priori la possibilità di fenomeni localmente severi. Purtroppo le nostre estati sono diventate così. Mi spiace dirlo, ma è un trend meteorologico con cui dovremo convivere.

Le riflessioni finali
Se l’atmosfera non avesse la possibilità di accumulare quantità sempre maggiori di calore (questo vale per maggio ma anche per i primi giorni di giugno), non disporrebbe successivamente dell’energia necessaria per alimentare temporali così violenti.
Ecco perché, più di una volta in passato avevamo detto che, prima di considerare del tutto normali o gradevoli temperature massime di 33-36 gradi alla fine di maggio, è opportuno interrogarsi sulle conseguenze che un caldo così intenso potrebbe portare. Non è una vera e propria equazione, ma c’è un ottimo legame. Più fa caldo in queste fasi meteo di alta pressione e maggiori sono le reali possibilità di avere un’ondata di maltempo con fenomenologia particolarmente violenta.
Credit
L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE (METEOGIORNALE.IT)

