(METEOGIORNALE.IT) Importanti aggiornamenti meteo secondo il modello americano GFS. Ormai sono tre giorni che i run modellistici vedono la concreta possibilità che l’anticiclone africano torni a dominare il Mediterraneo centrale. In questo articolo cerchiamo di capire perché stanno aumentando le probabilità E che cosa comporterebbe sul nostro paese.
L’elemento chiave
Può sembrare strano ma una configurazione meteo di questo tipo è dettata dal mancato avanzamento di una saccatura atlantica verso l’Italia. Se in principio alcuni modelli vedevano che ci avrebbe preso in pieno, con conseguenti temporali anche di severa intensità, nelle ultime uscite modellistiche si è visto un radicale cambiamento. Global Forecast System (la sigla di GFS) vede che tale saccatura sprofonda molto più a Occidente rispetto alla nostra penisola.
Dato che tale figura barica non riuscirà a sfondare verso est, finirà inesorabilmente per indebolirsi sul continente europeo, lasciando campo libero a una nuova poderosa rimonta anticiclonica. E attenzione. Potrebbero non essere valori così tanto contenuti, anzi.

Diamo qualche dato termico
Si tratta di una manovra molto nota in campo meteo, che però porta a delle conseguenze decisamente importanti per l’Italia. Le correnti in quota da sud ovest, provenienti dritte dal Sahara, trasporteranno verso l’Italia aria particolarmente calda proveniente dalle regioni subtropicali.
Le temperature previste a circa 1500 metri di quota (in meteorologia si scrive 850hPa) raggiungeranno valori compresi tra +20 e +22 gradi, valori che sarebbero già un po’ sopra la media del cuore di luglio, figuriamoci nei primissimi giorni di giugno.

Le conseguenze al suolo
Se tutto andasse come paventato dal modello americano, le temperature massime potranno facilmente superare i 30 gran su praticamente tutte le nostre regioni, attestandosi inizialmente tra 31 e 32 °C. Con il progressivo rafforzamento dell’anticiclone, come spesso accade, i valori termici potrebbero aumentare, a cominciare dal giorno 8 giugno
Potendo presumibilmente raggiungere diffusamente i 34-36 gradi nelle pianure del Nord e nelle zone interne del Centro Italia, senza contare valori ancora superiori nelle due Isole maggiori, ovviamente nelle zone lontane dal mare che ancora relativamente fresco.
Qualche nota instabile
Nonostante il predominio dell’alta pressione possa aumentare per quanto riguarda la statistica, dato che il bordo occidentale non sarà troppo a ovest, sarà possibile qualche fenomeno di instabilità. Tra sabato 6 e domenica 7 potremmo aspettarci temporali isolati sulle Alpi occidentali, in particolare sui settori di confine, dove infiltrazioni di aria leggermente più fresca associate alla saccatura francese potrebbero favorire lo sviluppo di rovesci e locali temporali.
Saranno fenomeni anche di una certa intensità, ma che non cambieranno minimamente il quadro. Di fatti, sul resto del Paese il tempo sarà pressoché del tutto soleggiato. Tranne alcune eccezioni, tipiche delle campane anticicloniche africane: Qualche debole velatura o un cielo lattiginoso, per la presenza di pulviscolo sahariano in sospensione, trasportato dalle correnti meridionali.
Potrebbe non essere una cosa rapida
È vero che andando nelle tendenze meteo a lunghissimo termine aumentano le divergenze, ma cercando di guardare oltre il primo weekend di giugno, gli scenari propendono Comunque verso un periodo più caldo della media. La progressiva dissoluzione della saccatura presente sulla Francia avrebbe un doppio gioco. Il primo, come appena descritto, che ci farebbe piombare addosso aria calda africana.
Il secondo è che, una volta dissolta, avremmo una fase di caldo duratura. Solo verso la metà della seconda settimana di giugno emergono alcuni segnali che lasciano intravedere una possibile attenuazione delle temperature. Si tratta comunque di segnali deboli e vi mostriamo una mappa, a cura del modello europeo ECMWF, che ci indica chiaramente che la pressione in quota risulterà sopra le medie tipiche di riferimento e quindi potrebbe risultare difficile avere frescura duratura.

Una piccola menzione
Alla luce di quanto detto in questo articolo, vogliamo concludere facendo un paragone con ECMWF. Anch’esso vede la possibilità di un periodo di caldo sopra la media, ma meno estremo rispetto alle uscite modellistiche americane. Sembra proprio che, dopo i 3 giorni (2-4 giugno) di fresco e maltempo, ci dovremmo preparare a una lunga fase di caldo. Ma siccome ci sono ancora alcune piccole divergenze, consigliamo ai nostri lettori di seguire gli aggiornamenti meteo quotidiani.

