L’anticiclone resta la figura dominante dello scenario meteo, ma lascia una porticina aperta a lievi spifferi d’aria più fresca in quota, o per meglio dire meno calda, provenienti dai Balcani. Questo comporta forti contrasti termici con il riscaldamento dei bassi strati e pertanto il facile innesco di temporali ad evoluzione diurna su aree interne a ridosso dei rilievi montuosi sia alpini che appenninici. I focolai temporaleschi, sebbene circoscritti, sono capaci di coinvolgere zone limitrofe pianeggianti ed occasionalmente costiere, sospinti dalle deboli correnti in quota disposte dai quadranti settentrionali. Sulle zone interessate dai temporali la calura si smorza solo per poco.
Il perdurare dell’anticiclone, con il ristagnare dell’aria e l’aumento dell’umidità nei bassi strati, sono tutti fattori predisponenti, assieme al caldo intenso diurno, per la convezione temporalesca. L’Italia si trova d’altronde lungo il fianco orientale del cupolone anticiclonico e per questo risente di qualche sbuffo d’aria più fresca. I massimi di pressione risiedono sulla Francia Occidentale dove la stabilità è maggiormente garantita. In gran parte della Francia, ma anche sulle altre nazioni dell’Ovest Europa, l’ondata di calore da giorni sta assumendo proporzioni eccezionali. Non mancano risvolti anche drammatici in termini di malori fatali causati dalla canicola.
Tutta la configurazione che si è insediata tra il Mediterraneo e l’Europa Centro-Occidentale è quella di un tipico blocco solido anticiclonico, definito ad omega, che tende a durare nel tempo. Il cuore dell’anticiclone subtropicale si trova posizionato tra la Penisola Iberica e la Francia, dove è direttamente alimentato dalle correnti calde di matrice subtropicale incentivate a risalire dalle basse latitudini per una depressione posizionata al largo del Portogallo. Quest’evento di caldo appare straordinario non solo per l’intensità, ma anche per persistenza ed estensione geografica. Il fulcro più anomalo colpisce duro sulla Francia viste le temperature senza precedenti specie sulla costa atlantica.
Ultimi giorni di giugno con il caldo ai massimi sull’Italia e picchi superiori ai 40 gradi
Cosa accadrà da qui al resto di giugno? Ci saranno, a dire il vero, solo minimi cambiamenti. Negli ultimi giorni della settimana l’asse del promontorio anticiclonico tenderà a piegare più ad est, con la bolla di calore in graduale spostamento verso il Centro Europa. Un coinvolgimento maggiore della bolla calda è atteso, di conseguenza, anche per l’Italia. L’instabilità atmosferica pomeridiana continuerà a manifestarsi in prossimità dei rilievi alpini, zone appenniniche e limitrofe specie del Sud. I fenomeni colpiranno in modo meno diffuso rispetto a questi giorni.
Il caldo tornerà a pigiare sull’acceleratore, con le temperature in risalita di qualche grado a partire dal Nord, dalla Sardegna e dalle regioni interne tirreniche. Il rialzo termico si manifesterà da Venerdì 26, con la calura destinata a raggiungere l’apice a cavallo fra la fine del weekend e l’inizio della prossima settimana. In questi giorni sono attesi picchi fino a 40 gradi in Val Padana, localmente anche su valli interne toscane, umbre, laziali e della Sardegna. Firenze, Terni e Bologna sono alcune tra le maggiori città dove il superamento dei 40 gradi appare molto probabile. Il grande caldo potrebbe poi allentare la morsa parzialmente da inizio luglio, ma è una tendenza meteo ancora tutta da verificare.
Questo articolo è stato realizzato consultando i più recenti aggiornamenti degli autorevoli modelli proposti da ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) ed il Global Forecast System (GFS) per le previsioni meteo.