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      Home » Ondate di calore tra 20 anni: Roma 41, Firenze 42, Val Padana sino 43 gradi
      A La notizia del giornoA Scelta dalla RedazioneCambiamento climaticoZoom

      Ondate di calore tra 20 anni: Roma 41, Firenze 42, Val Padana sino 43 gradi

      Abbiamo proiettato le massime di Domenica 28 su un clima più caldo di un grado e mezzo: la Pianura Padana sfiorerebbe i 43°C, mentre le coste resterebbero parecchio più indietro.

      Andrea Meloni
      Andrea Meloni
      Pubblicato: 29/06/2026
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      7 Min Lettura
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      Contents
        • Perché un grado e mezzo globale non vale ovunque
      • La Pianura Padana, epicentro del caldo
        • Coste e isole, il mare frena la corsa, ma non nelle zone interne
        • Il vero nemico arriva di notte

      39,8°C a Piacenza. Quasi 38,7°C a Firenze. Domenica 28 Giugno l’Italia ha sudato sul serio, con la Pianura Padana trasformata, ancora una volta, in una fornace, per altro anche attanagliata dall’afa, e quindi sensazione termica frequentemente sui 45°C. Numeri pesanti, certo, ma ormai nella norma per fine Giugno. E se invece provassimo a guardare avanti? Diciamo vent’anni, fino a quel 2046 in cui il Riscaldamento Globale, stando alle proiezioni dell’IPCC, avrà aggiunto un altro grado e mezzo alla media del pianeta.

       

      Perché un grado e mezzo globale non vale ovunque

      Un grado e mezzo in più sulla media del mondo non significa un grado e mezzo in più uniformemente, per dire, da Aosta a Lampedusa. La terraferma si scalda più in fretta dei mari, e il Mediterraneo – lo ripetono ormai tutti i grandi rapporti scientifici – corre intorno al 20% più veloce della media globale. Insomma, il calcolo, l’effetto di quel +1.5°C genererà complicazioni diffuse. Insomma, un aumento delle temperature differente a seconda della località. Ma attenzione, si possono solo fare stime, e per farlo abbiamo usato un dataset dell’IPCC e le temperature registate ieri, i valori medi massimi ancora valori nelle terza decade di giugno.

      In tutto questo discorso, poi, non sono le temperature medie a tenere in allerta i i climatologi, ma i picchi termici, le giornate da bollino rosso. Diversi studi sull’Europa occidentale e bacino mediterraneo mostrano che i massimi estivi salgono molto più in fretta della media stagionale, in certi casi due o tre volte tanto. Il motivo? Il suolo secco, bruciato dal sole. Quando manca l’umidità nel terreno l’energia del sole non evapora più acqua: scalda l’aria maggiormente di un terreno umido. Si genera un circolo vizioso che la Pianura Padana, terra di campi assetati a metà estate, diventa vittima assieme, però, c’è da dire, ad altri Paesi europei, come Francia, Germania per esempio.

       

      La Pianura Padana, epicentro del caldo

      Proviamo allora a tradurre tutto in cifre, con i piedi per terra. Per le pianure interne del Nord Italia, cuore pulsante del caldo italiano, una stima ragionevole è un rincaro intorno ai tre gradi e mezzo sui picchi. Vuol dire che la Piacenza dei 39,8°C di Domenica scivolerebbe verso i 43°C. Bologna e Verona, ieri appena oltre i 37°C, supererebbero quota 41°C. E Milano? Dai 36,9°C di Linate si arriverebbe comodamente a sfiorare i 40°C, soglia che oggi pare eccezionale e che diventerebbe, ondata di calore dopo ondata di calore, quasi ordinaria.

      Scendendo lungo lo stivale, il Centro Italia interno vedrebbe una condizione climatica simile, con margini un filo più contenuti, attorno ai 3°C. Firenze, salita ieri a 38,7°C, andrebbe a battere i 41-42°C.

      Foggia e Roma Ciampino, partite da poco sotto i 38°C, si ritroverebbero anch’esse oltre i 41°C.

      Perugia e Arezzo seguirebbero a ruota.

       

      Coste e isole, il mare frena la corsa, ma non nelle zone interne

      Diverso il discorso sul mare. In queste aree l’acqua fa da cuscinetto, smorza gli estremi, e l’aggiunta sui picchi si ferma più probabilmente sui due gradi, due e mezzo nelle coste. Napoli passerebbe dai 35,6°C di ieri a circa 38°C, Genova dai 31,3°C a poco più di 33°C. Le Isole Maggiori restano un capitolo a parte: Cagliari verso i 37°C, Alghero – già a 36,7°C – oltre la soglia dei 39°C, con la Sardegna interna che si conferma la più esposta di tutte assieme alla Sicilia, ma in genere, tutte le aree interne della Penisola italiana avrebbero sorte simile a quella del Nord Italia, per altro, la Penisola e Isole maggiori sono esposte non solo agli Heat Dome, ma anche alle ondate di calore africano.

       

      Il vero nemico arriva di notte

      E la montagna vede il termometro salire, ci mancherebbe, ma in modo più commisurato: il Monte Cimone, fermo a 19,1°C Domenica, salirebbe intorno ai 21-22°C. Hanno fatto scena le immagini del Monte Cervino fotografato con cascate d’acqua che scendono dalla cima verso il basso. Un passaggio drammatico del riscaldamento globale e dell’ondata di calore prolungata che stiamo vivendo.

      Il problema serio, però, non si misura di giorno, ma di notte. Con le minime che faranno sempre più fatica a scendere, con un incremento a dismisura delle notti tropicali – sopra i 20°C – diventando la regola in città. Una condizione in cui il corpo umano non trova mai il tempo di recuperare. Anziani, bambini, chi lavora all’aperto: sono loro a pagare il conto più salato. Ed ecco perché si sente parlare diffusamente di difesa dalle ondate di caldo, ma attenzione, spesso se ne discute durante l’evento meteo, poi tutto viene dimenticato dalla politica, da chi dovrebbe realizzare la prevenzione.

      Quello descritto non è un oroscopo. Non è un meteo a vent’anni, questo è uno scenario: prendiamo la fotografia di una giornata calda dei giorni d’oggi e la proiettiamo su un clima diverso, più caldo e più secco rispetto ad oggi. La realtà sarà fatta anche di anni più miti, ma punteggiata da estati capaci di far saltare ogni record. La direzione, quella, è scritta piuttosto chiara. E i 43°C di una Piacenza qualunque, in un Giugno qualunque del 2046, non sono fantascienza. Sono aritmetica. E attenzione, l’Italia è stata solo interessata marginalmente dall’Heat Dome, ovvero dall’ondata di calore, pensate a ciò che è avvenuto in Francia, ai picchi termici di 45°C, visti 20 anni fa come fantascienza.

       

      Credit

      • MedECC, primo Rapporto sul Mediterraneo: il bacino si riscalda circa il 20% più in fretta della media globale
      • Copernicus, Weather and Climate Dynamics: gli estremi di caldo estivi in Europa crescono molto più rapidamente della media stagionale
      • Nature Communications: l’accoppiamento suolo-temperatura può amplificare il caldo più estremo oltre le attese
      • Scientific Reports (Nature): l’identificazione degli hotspot climatici nel Mediterraneo
      • Commissione europea ed Agenzia europea dell’ambiente: gli estremi di calore aumentano più in fretta delle temperature medie
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