(METEOGIORNALE.IT) Siamo ormai alle porte di Giugno e il prestigioso centro meteo europeo ECMWF delinea tendenze costanti per le prossime settimane. Andiamo per gradi. Dopo un’ondata di calore di proporzioni epocali per il mese di Maggio, l’anticiclone africano ha iniziato a risultare un po’ meno invadente e aggressivo rispetto a quanto visto nei giorni scorsi.
La prima decade
Ne consegue che, a dispetto di quanto possa sembrare, nonostante faccia ancora piuttosto caldo, l’atmosfera non sarà mai del tutto stabile. La prima decade potrebbe risultare molto ricca di temporali, soprattutto se confrontata con le medie tipiche di riferimento. Ma attenzione: non sarà così ovunque, perché sarà esclusivamente il settentrione a registrare precipitazioni frequenti e piogge tutto sommato abbondanti, mentre le regioni centro-meridionali non verranno adeguatamente interessate.
Cosa indicano le simulazioni
Se osserviamo la mappa prodotta dal modello meteo, notiamo che balza immediatamente all’occhio un’area decisamente vasta colorata di rosso. Questo implica che vivremo, con ogni probabilità, un periodo ben più caldo della media climatica.
Le simulazioni indicano valori termici superiori alle medie di riferimento praticamente su tutte le nostre regioni, con anomalie che potrebbero raggiungere anche i +2 o +3°C rispetto ai valori tipici del periodo. Ricordiamo ai lettori che non si tratta affatto di una cosa da poco: avere un mese due o tre gradi più caldo significa essere molto più inclini a ondate di calore anche di una certa intensità.
La seconda parte del mese
Come accennato, dopo le prime giornate piuttosto fresche e capricciose al settentrione, potrebbe tornare in auge l’anticiclone africano. Le giornate potrebbero essere caratterizzate da cieli prevalentemente sereni, scarsa ventilazione e temperature massime che, soprattutto nelle grandi città e nelle pianure interne, potrebbero facilmente superare i 30°C. Anche le temperature minime notturne potrebbero diventare un problema, con le famose notti tropicali – quelle in cui il termometro non scende sotto i 20°C nemmeno nel cuore delle ore più fresche.

Ma non è detto che sia sempre stabile
Abbiamo già trattato l’argomento in numerosi approfondimenti. Avere un mese caldo e con le piogge mal distribuite non vuol dire che non piova mai. Questa anomalia nasconde qualcosa di insidioso: il caldo anomalo potrebbe rappresentare il carburante ideale per lo sviluppo di eventi meteo molto intensi, se non addirittura estremi. Basterebbe l’arrivo di infiltrazioni di aria più fresca e instabile in quota, spesso provenienti dal nord Europa o dall’Atlantico, per innescare una serie di violenti temporali sulla Valpadana e su alcune aree del centro.

Come mai succedono questi fenomeni?
Quando l’aria fredda entra in contatto con quella molto calda accumulata nei bassi strati, si attivano i cosiddetti moti convettivi. Per farla semplice, l’aria calda tende a salire rapidamente verso l’alto, favorendo la nascita di imponenti celle temporalesche. Più è elevato il contrasto termico tra le quote alte e gli strati superficiali, maggiore è il rischio di eventi meteo violenti.
Come avrete notato un po’ tutti, si tratta di dinamiche sempre più frequenti negli ultimi anni, soprattutto durante la stagione estiva, che ormai è ben poco mediterranea e sempre più africana. Quello che un tempo era un evento eccezionale – come una violenta grandinata o un downburst severo – oggi diventa molto più ricorrente.
È una tendenza ormai consolidata
Purtroppo non si torna indietro. Gli esperti sottolineano che queste anomalie termiche siano coerenti con uno scenario orientato al netto Riscaldamento Globale che gli scienziati descrivono da anni. Le estati stanno diventando progressivamente più lunghe, calde e caratterizzate da frequenti ondate di calore. Giugno, che un tempo rappresentava ancora un mese relativamente mite e instabile, oggi tende sempre più spesso ad assumere caratteristiche tipicamente estive già dalle sue prime settimane. Ecco perché non cambia nulla se i primi giorni saranno ricchi di pioggia, perché poi il computo del mese si fa alla fine.
Periodo tipico degli ultimi anni
Alla luce di quanto detto in questo articolo, il prossimo mese sembra destinato a essere tipico della nuova normalità: magari qualche giorno fresco e ricco di temporali, ma poi il caldo presenterà inesorabilmente il suo conto. L’estremizzazione meteorologica sta diventando un vero problema, sia perché il caldo eccessivo manda in tilt le persone, l’agricoltura, gli ospedali e quant’altro, sia perché ormai il prezzo da pagare per avere un po’ di frescura è quello di temporali di inaudita violenza, che fanno più danni che benefici.
Credit: (METEOGIORNALE.IT)
