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Tendenza meteo per Giugno di ECMWF: subito forti temporali, poi caldo intenso

Analizziamo gli scenari del modello ECMWF per capire come potrebbe essere il prossimo mese

Davide Santini di Davide Santini
30 Mag 2026 - 09:00
in A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Siamo ormai alle porte di Giugno e il prestigioso centro meteo europeo ECMWF delinea tendenze costanti per le prossime settimane. Andiamo per gradi. Dopo un’ondata di calore di proporzioni epocali per il mese di Maggio, l’anticiclone africano ha iniziato a risultare un po’ meno invadente e aggressivo rispetto a quanto visto nei giorni scorsi.

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La prima decade

Ne consegue che, a dispetto di quanto possa sembrare, nonostante faccia ancora piuttosto caldo, l’atmosfera non sarà mai del tutto stabile. La prima decade potrebbe risultare molto ricca di temporali, soprattutto se confrontata con le medie tipiche di riferimento. Ma attenzione: non sarà così ovunque, perché sarà esclusivamente il settentrione a registrare precipitazioni frequenti e piogge tutto sommato abbondanti, mentre le regioni centro-meridionali non verranno adeguatamente interessate.

 

Cosa indicano le simulazioni

Se osserviamo la mappa prodotta dal modello meteo, notiamo che balza immediatamente all’occhio un’area decisamente vasta colorata di rosso. Questo implica che vivremo, con ogni probabilità, un periodo ben più caldo della media climatica.

 

Le simulazioni indicano valori termici superiori alle medie di riferimento praticamente su tutte le nostre regioni, con anomalie che potrebbero raggiungere anche i +2 o +3°C rispetto ai valori tipici del periodo. Ricordiamo ai lettori che non si tratta affatto di una cosa da poco: avere un mese due o tre gradi più caldo significa essere molto più inclini a ondate di calore anche di una certa intensità.

 

La seconda parte del mese

Come accennato, dopo le prime giornate piuttosto fresche e capricciose al settentrione, potrebbe tornare in auge l’anticiclone africano. Le giornate potrebbero essere caratterizzate da cieli prevalentemente sereni, scarsa ventilazione e temperature massime che, soprattutto nelle grandi città e nelle pianure interne, potrebbero facilmente superare i 30°C. Anche le temperature minime notturne potrebbero diventare un problema, con le famose notti tropicali – quelle in cui il termometro non scende sotto i 20°C nemmeno nel cuore delle ore più fresche.

 

Come si può notare da questa immagine a cura del modello europeo ECMWF, la tendenza per la seconda e la terza decade del mese non lascia spazio molti dubbi. L’Italia potrebbe essere preda di un severo anticiclone africano che potrebbe durare parecchio tempo.

 

Ma non è detto che sia sempre stabile

Abbiamo già trattato l’argomento in numerosi approfondimenti. Avere un mese caldo e con le piogge mal distribuite non vuol dire che non piova mai. Questa anomalia nasconde qualcosa di insidioso: il caldo anomalo potrebbe rappresentare il carburante ideale per lo sviluppo di eventi meteo molto intensi, se non addirittura estremi. Basterebbe l’arrivo di infiltrazioni di aria più fresca e instabile in quota, spesso provenienti dal nord Europa o dall’Atlantico, per innescare una serie di violenti temporali sulla Valpadana e su alcune aree del centro.

 

Nello specifico, la seconda decade del mese di giugno potrebbe essere la più bollente del mese, proprio perché le simulazioni fiutano una pressione quota nettamente superiori alle medie, con epicentro il Nord e le aree alpine.

 

Come mai succedono questi fenomeni?

Quando l’aria fredda entra in contatto con quella molto calda accumulata nei bassi strati, si attivano i cosiddetti moti convettivi. Per farla semplice, l’aria calda tende a salire rapidamente verso l’alto, favorendo la nascita di imponenti celle temporalesche. Più è elevato il contrasto termico tra le quote alte e gli strati superficiali, maggiore è il rischio di eventi meteo violenti.

 

Come avrete notato un po’ tutti, si tratta di dinamiche sempre più frequenti negli ultimi anni, soprattutto durante la stagione estiva, che ormai è ben poco mediterranea e sempre più africana. Quello che un tempo era un evento eccezionale – come una violenta grandinata o un downburst severo – oggi diventa molto più ricorrente.

 

È una tendenza ormai consolidata

Purtroppo non si torna indietro. Gli esperti sottolineano che queste anomalie termiche siano coerenti con uno scenario orientato al netto Riscaldamento Globale che gli scienziati descrivono da anni. Le estati stanno diventando progressivamente più lunghe, calde e caratterizzate da frequenti ondate di calore. Giugno, che un tempo rappresentava ancora un mese relativamente mite e instabile, oggi tende sempre più spesso ad assumere caratteristiche tipicamente estive già dalle sue prime settimane. Ecco perché non cambia nulla se i primi giorni saranno ricchi di pioggia, perché poi il computo del mese si fa alla fine.

 

Periodo tipico degli ultimi anni

Alla luce di quanto detto in questo articolo, il prossimo mese sembra destinato a essere tipico della nuova normalità: magari qualche giorno fresco e ricco di temporali, ma poi il caldo presenterà inesorabilmente il suo conto. L’estremizzazione meteorologica sta diventando un vero problema, sia perché il caldo eccessivo manda in tilt le persone, l’agricoltura, gli ospedali e quant’altro, sia perché ormai il prezzo da pagare per avere un po’ di frescura è quello di temporali di inaudita violenza, che fanno più danni che benefici.


Credit: (METEOGIORNALE.IT)

  • ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
  • NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
  • Copernicus Climate Change Service
  • WMO – World Meteorological Organization
  • NASA Global Climate Change
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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione statistica tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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