(METEOGIORNALE.IT) Siamo giunti al termine di Maggio ed ora che abbiamo i dati a disposizione si può ragionare concretamente sull’andamento meteo climatico mensile. Possiamo stilare quello che ormai è da considerarsi un bilancio definitivo. E’ pur vero che i temporali attesi nelle prossime ore potrebbero cambiare qualcosina in termini pluviometrici, ma diciamo che dovrebbe trattarsi di piccole variazioni localizzate
Partiamo dalle temperature. E’ incredibile come l’attuale ondata di calore sia stata capace di ribaltare quello che sino a 10 giorni fa era un trend termico ben diverso. Se non avessimo avuto l’impennata termica subtropicale avremmo potuto ragionare in altri termici – ovvero nei termini della normalità – ed invece con ogni probabilità Maggio chiuderà i battenti con un surplus termico importante.
L’ultima decade mensile, soprattutto l’ultima settimana, ha confermato il consolidamento di una struttura anticiclonica subtropicale particolarmente incisiva. Basti pensare che al Centro Nord sono state raggiunte temperature massime di 35-36°C, in Sardegna addirittura punte di 37°C. Al Sud leggermente meno, ma ha fatto comunque caldo.
Stiamo parlando di temperature tipiche del mese di Luglio, allorquando le ondate di calore di matrice subtropicale diventano più pressanti. Ma sapete qual è il vero problema? Che il gran caldo è sempre più precoce. I dati storici analizzati dai vari consorzi regionali evidenziano un costante e preoccupante anticipo delle soglie critiche. Rispetto al passato – riferimento 1961/1990 – la soglia dei 30°C arriva alcune settimane prima.
In quel periodo generalmente i 30°C non si superavano prima di Giugno inoltrato, ora invece si superano – di molto – già a Maggio. Quest’anno nell’ultima decade e possiamo ritenerci persino fortunati. Mesi di Maggio del recente passato, ad esempio, avevano visto tale soglia sgretolata nella prima metà mensile.
Siamo stati “fortunati” – si fa per dire – anche per un altro motivo: la distribuzione del caldo. A ovest dell’Italia le temperature hanno raggiunto valori record: parliamo di Penisola Iberica, Francia, Gran Bretagna. E l’Estate, se ci pensate, non è ancora iniziata…
Ma vediamo cos’è accaduto dal punto di vista pluviometrico, perché qui la situazione è ben più interessante. Al Nord ha piovuto più del normale, soprattutto nella prima metà di Maggio. La seconda metà ha visto una rapida contrazione delle precipitazioni, incentrate principalmente nei consueti temporali pomeridiani. Temporali che come al solito, è cronaca delle ultime ore, si stanno rivelando devastanti.
Al Centro Italia e in Sardegna stesso discorso: la prima metà mensile ha rispettato la media pluviometrica di riferimento, mentre la seconda metà ha fatto registrare un crollo delle precipitazioni. Si dovrebbe concludere con un bilancio tutto sommato positivo, anche perché i temporali delle prossime ore potrebbero incrementare ulteriormente il “bottino”.
Al Sud e Sicilia, al contrario, Maggio è stato un mese particolarmente secco. Si registra un deficit pluviometrico diffuso ed anche considerando i temporali pomeridiani degli ultimi giorni difficilmente si riuscirà a rimettere le cose a posto. Temporali che, è bene ricordarlo, sono fenomeni irregolari e imprevedibili. Fenomeni estremamente localizzati, talvolta difficili da prevedere e che tra l’altro – se troppo violenti – non aiutano certamente a migliorare la situazione.
Ed ecco quindi che Maggio, concludendo l’analisi, è stato un mese dai due volti. Un mese certamente dinamico, ma anche un mese dai connotati fortemente estivi. E chissà che anche Giugno non possa confermare ciò che si ipotizza da tempo, ovvero una prima metà all’insegna della variabilità atmosferica e una seconda parte caratterizzata da potenti ondate di calore. (METEOGIORNALE.IT)