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Azzorre vs Africano: la differenza tra l’estate di una volta e il caldo record di oggi

Le differenze sono abissali, proviamo a spiegarle e proviamo a capire cosa ci riserva il futuro

Ivan Gaddari di Ivan Gaddari
28 Mag 2026 - 13:00
in A La notizia del giorno, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Le estati di una volta, caratterizzate dall’anticiclone delle Azzorre, erano più dolci, con sole e caldo moderato. Ma dalle prime decadi del 2000, a causa del riscaldamento globale o altri fattori climatici, l’anticiclone africano ha preso il sopravvento, portando caldo molto intenso

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Quest’anno si prevede che l’anticiclone africano porti di nuovo alte temperature, in realtà lo sta già facendo, ma parliamo di valori che potrebbero spingersi facilmente oltre i 40 °C. Questo potrebbe iniziare già a giugno e nonostante possibili interruzioni con temporali, ci potrebbero essere picchi di caldo eccezionali.

 

Le ondate di calore, periodi di caldo estremo e umidità, possono avere impatti sulla salute umana, specialmente sui più vulnerabili come anziani, bambini e persone con condizioni di salute preesistenti. Possono provocare disidratazione e colpi di calore, rischiosi per chi lavora sotto il sole o indossa abiti che trattengono il caldo.

 

Con i cambiamenti climatici, lo dicono gli studiosi del clima, si prevede tali ondate diventeranno più frequenti e intense. Gli enti meteorologici e di difesa hanno quindi diffuso avvisi per l’estate imminente, mettendo in guardia sul rischio di caldo estremo. Andiamo all’approfondimento.

 

L’estate è sicuramente una delle stagioni più amate da tutti… Magari non quella delle condizioni meteo climatiche degli ultimi decenni, piuttosto quella che un tempo veniva definita la tipica “estate mediterranea”.

 

Sapete qual’era lo scenario prevalente di quel tipo di estate? Probabilmente i più giovani, salvo che si siano documentati per conto proprio, non sanno di cosa stiamo parlando… Stiamo parlando dell’anticiclone delle Azzorre, un tempo il vero protagonista dell’estate mediterranea.

 

Solitamente arrivava nel mese di giugno e se ne andava nel mese di agosto, in quel periodo portava tantissimo sole, bellissima giornate, un caldo assolutamente normale, insomma quella che da tutti era una delle estati più invidiate al mondo. Altro aspetto fondamentale, l’umidità: difficilmente si registravano picchi di umidità relativa tali da rendere l’aria irrespirabile.

 

Poi qualcosa in questo meccanismo si è rotto, vuoi per colpa del riscaldamento globale e quindi dei cambiamenti climatici, vuoi per una ciclicità climatica che molto probabilmente ha scombinato le carte in tavola. Da quel punto in poi, diciamo dagli anni 2000, l’anticiclone delle Azzorre è stato sostituito dall’anticiclone africano e quindi del caldo atroce.

 

Quindi è stato sostituito da un anticiclone capace di portare spesso e volentieri picchi di temperatura massima superiore ai 40 °C o comunque lì vicino. Ecco, succederà anche quest’anno ne siamo sempre più convinti. Anzi, siamo sempre più convinti che il caldo sarà veramente atroce e potrebbe raggiungere picchi eccezionali pur non durando troppo.

 

Quando accadrà tutto ciò? Già nel mese di giugno, siamo totalmente convinti di quanto stiamo affermando. Magari non sarà un mese follemente africano, anzi molto probabilmente ci saranno delle parentesi temporalesche da ricordare, però dal punto di vista del caldo i picchi che si potrebbero raggiungere saranno molto probabilmente eccezionali.

 

Sarà, per capirci, quello che in tanti definiscono il meteo peggiore dell’estate. Quel meteo che per tanti rappresenta un vero e proprio incubo, a meno che non si abbia la possibilità di rinfrescarsi in qualsiasi modo. Climatizzatori, un bagno al mare, il fresco della montagna. (METEOGIORNALE.IT)

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Ivan Gaddari

La laurea in discipline ambientali conseguita nel 2003 col massimo dei voti mi ha consentito di approfondire la materia meteorologica e i concetti più rilevanti di fisica dell'atmosfera. Dal 2004 collaboratore del Meteo Giornale, collaborazione che mi ha consentito di approfondire ulteriormente la materia meteorologica e agrometeorologica. Tutt'oggi editore del Meteo Giornale.

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