
Un nuovo più deciso cedimento dell’anticiclone sembra poter caratterizzare il meteo dei primi giorni del nuovo mese, proprio in coincidenza del Ponte del 2 Giugno che rischia così di essere parzialmente rovinato da acquazzoni, che colpiranno a macchia di leopardo e non sull’intero Paese. La causa di questo peggioramento sarà da attribuire ad un abbassamento di latitudine del flusso atlantico sull’Europa Occidentale, che convoglierà infiltrazioni d’aria più fresca ed umida in quota anche sull’Italia, specie sulle regioni settentrionali. I primi temporali prenderanno vita già nella serata di Domenica 31 maggio sulle Alpi, in parziale propagazione alle pianure settentrionali della fascia lombardo-veneta.
Tutto questo sarà il preludio all’instabilità vigorosa che condizionerà il Ponte del 2 Giugno. Nel dettaglio, la giornata di Lunedì 1 si presenterà più favorevole alla formazione di temporali non più solo sulle montagne alpine, ma anche in pianura dalle ore centrali diurne e poi fino a sera. Questi fenomeni potranno assumere carattere di forte intensità, accompagnati da grandine e raffiche di vento vento. Lo scenario si mostrerà relativamente più tranquillo al Centro-Sud, a parte qualche temporale circoscritto alle dorsale appenninica.
L’apertura del nuovo mese si preannuncia quindi turbolenta, con instabilità attesa in decisa accentuazione per la giornata festiva di Martedì 2 Giugno, quando possiamo attenderci un certo calo delle temperature. Ad essere nel mirino di nuovi temporali sarà soprattutto il Nord, con precipitazioni in discesa dalle aree montuose alle pianure. In questo frangente registreremo temporali più diffusi nelle ore pomeridiane anche sulle regioni centrali, specie a ridosso dei rilievi appenninici. Il Sud dovrebbe rimanere più protetto dall’anticiclone. In linea generale, non è possibile localizzare in modo dettaglio i fenomeni, visto che mancano ancora diversi giorni.
Nessun timore, solo un parziale ritorno alla normalità climatica del periodo
Ormai sembra probabile che Giugno partirà un po’ zoppicante, quanto meno rispetto al potente anticiclone di questo fine maggio. Si può parlare di crisi dell’estate? Niente affatto a mio avviso, considerando che si tratterà di semplici infiltrazioni d’aria instabile e non di vere e proprie perturbazioni. L’anticiclone subtropicale retrocederà a latitudini più basse e verrà meno la grossa anomalia a livello europeo, ma l’Italia resterà comunque ancora sotto un prevalente influsso anticiclonico.
La canicola asfissiante allenterà un po’ la morsa, ma le temperature faticheranno a riportarsi totalmente nella norma e probabilmente resteranno di qualche grado ancora al di sopra delle medie per la prima settimana di giugno. Ci sarà modo di osservare una distribuzione delle temperature più tipica per il periodo con valori che si presenteranno un po’ più elevati al Sud e sulle Isole rispetto al Nord, a differenza di quanto sta accadendo ora.
La prima parte di giugno riporterà giusto un pizzico di normalità, se così possiamo dire. L’estate 2026, ormai ufficialmente partita, proseguirà a pieno regime, considerando che i fronti perturbati più organizzati transiteranno alle medie e alte latitudini europee, lasciando solo le briciole all’Italia. In generale, la prima parte di giugno dovrebbe ancora mostrare una certa dinamicità meteo e il passaggio delle perturbazioni, in attesa della piena affermazione dell’estate che quest’anno è partita troppo presto e che non mollerà facilmente la presa.
Questo articolo è stato realizzato consultando i più recenti aggiornamenti degli autorevoli modelli proposti da ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) ed il Global Forecast System (GFS) per le previsioni meteo.