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Anticipo d’Estate, non è più solo una congettura. Maggio si scatena

Primavera turbolenta e dinamica, ma il caldo africano rischia di prendere subito il sopravvento. Aprile pronto a sorprendere, ma gli occhi sono puntati su Maggio.

Elisabetta Ranieri di Elisabetta Ranieri
19 Apr 2026 - 20:00
in A Scelta dalla Redazione, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) La primavera procede a grandi falcate ed ormai cominciano ad intravedersi le prime vere “fiammate” africane, quantomeno nei territori d’appartenenza. Il riferimento è chiaramente al deserto del Sahara, che da qualche settimana mostra anomalie di caldo degne di nota, segno di un anticiclone africano in grande spolvero, in anticipo rispetto alla tabella di marcia. Per ora il caldo non è quasi per niente arrivato in Italia, ma i primi veri anticipi d’estate potrebbero non tardare ad arrivare.

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Il caldo è in agguato, arriva l’anticipo d’Estate?

Le premesse sicuramente non fanno pensare ad un arrivo precoce del caldo estivo: tra marzo e la prima metà di aprile hanno prevalso le brutte giornate, quelle uggiose, grigie, umide, piovose e fredde. Addirittura l’Italia ha fatto i conti già con ben due ondate di freddo arrivate dopo l’inizio della primavera. Ma questo, in fin dei conti, è normale: semplicemente non eravamo più abituati.

Questo perché la primavera è una stagione di passaggio tra inverno ed estate, e proprio per questo motivo l’atmosfera resta estremamente dinamica. Il vortice polare, seppur indebolito, continua a inviare impulsi freddi verso le medie latitudini, mentre al tempo stesso le masse d’aria calda subtropicale cominciano a rafforzarsi. È proprio questa “lotta” tra caldo e freddo a generare improvvisi ritorni di freddo anche ad aprile, con veri e propri colpi di coda invernali. Non è affatto raro assistere a irruzioni fredde tardive capaci di riportare neve in montagna e temperature sotto media, proprio perché l’equilibrio atmosferico non è ancora stabilizzato verso il regime estivo.

Perché percepiamo queste anomalie?

  • ci siamo abituati a primavere sempre più calde
  • il contrasto tra caldo e freddo risulta più evidente

Negli ultimi anni, però, ci siamo progressivamente abituati a primavere più calde e anticipate, con frequenti episodi di caldo precoce già tra marzo e aprile. Questo è legato al riscaldamento globale, che ha aumentato le temperature medie e favorito una maggiore espansione dell’anticiclone africano verso il Mediterraneo. Di conseguenza, quando arrivano periodi più freddi o instabili come quello attuale, la percezione è quella di qualcosa di anomalo, mentre in realtà si tratta di dinamiche perfettamente coerenti con la climatologia primaverile del passato.

Il serbatoio di caldo sul Sahara

Ricapitolando quanto avvenuto nell’ultimo mese, possiamo facilmente piazzare l’Italia in una sorta di limbo dominato dalle perturbazioni e da qualche piccola e fugace apparizione dei tepori sub-tropicali. Contemporaneamente il caldo si sta accumulando velocemente sull’Africa settentrionale, specie sul Sahara centro-occidentale.

Questo accumulo di caldo sul nord Africa avviene grazie all’aumento dell’irraggiamento solare tipico della primavera. Le giornate si allungano, i raggi del sole diventano sempre meno inclinati e colpiscono il suolo desertico con maggiore intensità. Il Sahara, privo di vegetazione e con terreni sabbiosi e rocciosi capaci di assorbire rapidamente il calore, si riscalda molto più velocemente rispetto alle superfici marine o alle zone temperate europee. In poche settimane si crea così una vasta area di aria molto calda e stabile alle medio-alte quote, che rappresenta il cuore dell’anticiclone subtropicale africano. È proprio questo “serbatoio” di calore che, quando le condizioni lo permettono, può espandersi verso il Mediterraneo e l’Italia dando origine alle prime ondate di caldo della stagione.

Questa immensa massa d’aria calda continentale, provvista di temperature di 20-22°C a 1500 metri (classiche temperature pienamente estive per l’Italia), non sta riuscendo ad espandersi verso nord, verso l’Europa, pertanto al momento possiamo affermare che il caldo è sotto controllo, ma attenzione: potrebbe risvegliarsi dal letargo all’improvviso, tra qualche settimana!

 

Quando può arrivare il primo vero caldo

Non è raro che tra fine aprile e inizio maggio, proprio tra la festa della Liberazione e la festa dei lavoratori, il caldo tipicamente estivo riesca a raggiungere l’Italia. Negli ultimi decenni, complice il cambiamento climatico, le ondate di caldo diventano sempre più forti e sempre più precoci, ma nella storia climatica italiana comunque non sono mancate intense ondate di caldo in piena primavera, capaci di far riversare migliaia di italiani in riva al mare.

Le possibili tappe dell’evoluzione

  • fine aprile più fresco con correnti orientali
  • prima decade di maggio con possibile svolta calda

Questa volta il caldo precoce potrebbe arrivare puntuale nella prima decade di maggio, dopo un finale d’aprile più fresco del solito. In effetti nell’ultima settimana del mese, subito dopo la festa della Liberazione, le fredde correnti orientali, provenienti dall’est Europa, rischiano di raggiungere di nuovo l’Italia, favorendo un generale calo termico e anche la comparsa di qualche forte temporale.

 

Con l’avvento di maggio, invece, l’anticiclone africano potrebbe minacciosamente puntare l’Italia, con l’intenzione di restare per parecchi giorni consecutivi. Potrebbe essere la prima volta del 2026 per le famigerate isoterme di +20°C a 1500 metri, la soglia ideale che identifica una vera ondata di caldo capace di trascinare la colonnina di mercurio, in pianura, oltre i 30°C.

Con queste premesse è chiaro che potremmo vivere un inizio di maggio d’estate, fatto di belle giornate di sole, poco vento (di brezza) e temperature estive, tra i 25 e 32°C su gran parte d’Italia. Ma non dobbiamo dimenticare che il mare è ancora freddo e impiegherà ancora un bel po’ per raggiungere le temperature idonee per il bagno.

 

Mare ancora freddo!

Il mare si riscalda molto più lentamente rispetto all’aria a causa della sua elevata capacità termica: l’acqua ha bisogno di molta più energia per aumentare la propria temperatura rispetto al suolo. Inoltre il rimescolamento continuo delle masse d’acqua, favorito da correnti e venti, distribuisce il calore su uno spessore più ampio, impedendo un rapido riscaldamento superficiale. Dopo l’inverno il Mediterraneo conserva ancora gran parte del freddo accumulato nei mesi precedenti, ragion per cui anche con temperature dell’aria già estive a maggio, l’acqua resta ancora piuttosto fredda. Solo con il passare delle settimane e con un’irradiazione solare costante il mare riuscirà gradualmente a scaldarsi, raggiungendo valori più gradevoli verso la fine della primavera e soprattutto in estate.

Maggio, terzo e ultimo mese della primavera meteorologica, ormai incombe. L’estate comincia a riscaldare i motori e rischia sul serio di palesarsi in largo anticipo, ma chiaramente dobbiamo precisare che si tratterebbe di una parentesi. Sarà pur sempre maggio, pertanto dopo il caldo precoce non possiamo escludere un improvviso ritorno dei temporali.

 

Fonti e credits

Per l’elaborazione di questo scenario ho analizzato i principali modelli meteorologici globali, tra cui GFS (https://www.ncei.noaa.gov/products/weather-climate-models/global-forecast), ECMWF (https://www.ecmwf.int) e i dataset della NOAA (https://www.noaa.gov), fondamentali per comprendere le possibili evoluzioni verso un anticipo d’estate.

  (METEOGIORNALE.IT)

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Elisabetta Ranieri

Docente di fisica e matematica nella scuola superiore, con una forte passione per la meteorologia. La mia tesi universitaria fu dedicata ai processi fisici che portano alla formazione delle nubi. Ho scelto di allontanarmi dai social network privilegiando i rapporti diretti e personali.

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