Da Venerdì 13 cambia il pattern meteo europeo: cosa succede in Italia

Davide Santini
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Svolta o non svolta? Il pattern meteo continua a essere orientato verso intensi flussi occidentali. Questo vuol dire che, dall’Oceano Atlantico, arrivano continui impulsi instabili, uno in fila all’altra, praticamente senza soluzione di continuità.

 

Cambierà qualcosa?

Sì e no. Come mai rispondiamo così? Semplice, perché in primo luogo lo scenario meteo rimarrà sostanzialmente invariato. L’Italia continuerà a trovarsi in una posizione di debolezza dal punto di vista barico, priva di una struttura di alta pressione solida e persistente in grado di offrire una solida e prolungata protezione contro le perturbazioni in arrivo dall’Atlantico.

 

Questo vuol dire che i fronti perturbati saranno una costante da ovest verso est. Aspettiamoci quindi in un’altra settimana caratterizzata da frequenti precipitazioni, con la pioggia che continuerà a rappresentare l’elemento dominante del quadro generale. Non ci dobbiamo attendere quindi grandi cambiamenti per quanto riguarda le piogge, solo che c’è un dettaglio da tenere in conto.

 

La curvatura delle correnti

Se fino ad ora hanno vinto quasi sempre quelle occidentali e sud-occidentali, nei prossimi giorni dovrebbero avere maggior forza quelle nord-occidentali. Può sembrare un gioco di parole, ma in realtà è un cambiamento importante per le regioni settentrionali.

 

Non a caso, il Nord risulterà spesso protetto e quindi smetterà di piovere con questa enorme frequenza. Ciò non vuol dire che ci sarà sempre sole, ma per lo meno, nonostante le perturbazioni, caleranno le possibilità di avere grandi piovute e, parallelamente, tante nevicate.

 

Centro Sud colpito in pieno

Chi mastica un po’ di meteorologia capisce che anche la variazione di poche decine di gradi (di angolatura non di temperatura!) fa cambiare radicalmente la distribuzione delle piogge. Di conseguenza, emerge come le regioni del Centro e del Sud Italia saranno quelle maggiormente coinvolte.

 

Qui i peggioramenti saranno più insistenti, con piogge diffuse che, in alcune circostanze, potranno assumere anche carattere temporalesco. I settori più esposti resteranno ancora una volta quelli affacciati sul versante tirrenico, dove l’orografia e l’esposizione ai flussi umidi favoriranno precipitazioni più frequenti e localmente intense. Lazio, Campania e Calabria si confermano, ancora una volta, tra le aree a più alto rischio di accumuli pluviometrici rilevanti.

 

Attenzione alla ventilazione

Oltre alle piogge, un ruolo di primo piano sarà svolto dal vento. Le correnti occidentali, talvolta sostenute e a tratti anche forti, contribuiranno a spingere i fronti perturbati verso le coste tirreniche, accentuando gli effetti del maltempo. Ciò potrebbe promuovere ancora condizioni marine avverse, possibilità di mareggiate e difficoltà negli spostamenti marittimi.

 

Ancora una volta forte maltempo per le regioni tirreniche del Centro-Sud. Stavolta, la leggera rotazione da nord-ovest delle Correnti lascerà un po’ sottovento il Settentrione, con poche precipitazioni in Val Padana.

 

Cosa ne deduciamo?

Il pattern meteo europeo non cambia. Flussi Da ovest verso est incessanti. Solo che cambia l’inclinazione delle correnti e quindi si modificano anche le rispettive mappe di pioggia. Come già detto, ne è un esempio il Nord. Avrà comunque fasi nuvolose, ma non più con quell’accanimento pluviometrico che c’è stato nelle ultime tre settimane. Ma, alla fine di tutto, il quadro europeo rimane grossomodo invariato. Almeno fino al 15 febbraio.

 

Si vede abbastanza bene la curvatura delle correnti in quota, che permetteranno un leggero calo delle precipitazioni al Nord, mentre regioni come Campania e Calabria verranno continuamente subissate da pioggia.

 

Credits

L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICONAROMEARPEGE

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Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione statistica tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.