Occhio a marzo: possibile riscatto invernale per il Mediterraneo e l'Italia. Le ultimissime
Questa stagione invernale 2025-2026 si approssima alle battute finali. A grandi linee emisferiche è stato un inverno, sino a ora, molto dinamico
Questa stagione invernale 2025-2026 si approssima alle battute finali. A grandi linee emisferiche è stato un inverno, sino a ora, molto dinamico con fasi fredde importanti su molti comparti, freddo storico come non si vedeva da decenni sugli States centro orientali, ma freddo decisamente importante anche su molti settori euro-asiatici e, sul nostro continente, in particolare dai Paesi Bassi, Germania, verso Polonia, Ungheria, Ucraina e ancora più su tutti i settori baltici e scandinavi.
A fasi alterne, freddo anche su Francia e Spagna. L’area europea dove il freddo non è riuscito ad arrivare o solo con qualche fugace comparsa, è stata quella mediterranea centro orientale, quindi poco freddo su Italia, sui settori balcanici e su quelli del Sud Est Europa in genere, qui accetto alcuni settori della Turchia orientale.
Il motivo principale che, in via di massima, non ha consentito al freddo di compiere sortite meridiane, quindi anche verso questi settori meridionali europei, è stato, con buona probabilità, l’eccessivo travaso di aria fredda dagli States orientali verso l’Oceano Atlantico medio-alto.
Si è trattato di un travaso freddo particolarmente persistente e anche consistente in uscita da Terranova, con continuo contrasto termico importante tra le tiepide temperature delle acque superficiali atlantiche e l’aria artica continentale canadese, contrasto che ha determinato una incessante attività depressionaria appunto sull’Atlantico settentrionale.
Questa attività depressionaria, sempre alimentata da aria fredda e quindi pressoché continua, specie da metà gennaio e sostanzialmente per gran parte di questo febbraio, ha impedito sollevamenti meridiani dell’onda dinamica sub-tropicale, la quale, anzi, è stata costretta a “coricarsi” lungo i paralleli in una configurazione circolatoria di tipo zonale dichiarato.
Una configurazione decisamente impropria, tenendo presente che, tra gennaio e febbraio, i regimi circolatori sullo scacchiere euro-atlantico sono stati caratterizzati da un indice AO persistentemente negativo e anche abbondantemente negativo per diverse fasi (espressione di un Vortice Polare molto debole), da un indice NAO moderatamente negativo e da un indice PNA persistentemente positivo.
Questi sono regimi favorevoli a blocchi atlantici, quindi con incentivo ad azioni meridiane e potenzialmente fredde anche per il Sud Europa e decisamente meno predisponenti un flusso zonale, per di più sparato. Ma, in meteo, si sa, se non si incastrano bene tutti i tasselli, a scala più circoscritta, come può essere il nostro bacino, anche una circolazione prospettata come più probabile può essere disattesa.
Resta, però, un dato di fatto e questo ancora presente: il Vortice Polare rimane molto disturbato e debole e, anzi, visto in ulteriore crisi prossimamente, anche se non nell’immediato. Le proiezioni del modello europeo ECMWF, infatti, in riferimento all’indice AO (indice monitorante la forza del Vortice Polare), sono per sua nuova apprezzabile negatività per il corso della prima settimana di marzo, anzi già da fine febbraio, dopo un temporaneo rialzo verso positivo proprio in questi giorni e per qualche altro prossimo.
Vortice polare troposferico, dunque, nuovamente in crisi apprezzabile in marzo. Nel contempo, l’indice NAO da positivo o anche abbondantemente positivo nei prossimi giorni (positività che giustifica l’alta pressione stabilizzante in atto e prossima), tenderà a neutralizzarsi, sempre nel corso della prima settimana di marzo e di più verso fine prima decade;
infine, proiezione indice PNA da attualmente negativo verso anch’esso neutro sul finire della prima decade di marzo. Atmosfera, sulla base di questi forecasts del modello europeo, tendente a mantenere una posizione di blocco, ma verosimilmente più spostato a Ovest e non incidente proprio sui meridiani centrali europei e, dunque, anche sull’Italia.
Ma oltre che dalle proiezioni troposferiche, emergono novità importanti dai forecast soprattutto in alta atmosfera, nella sezione stratosferica. Anche a questi piani, il Vortice è stato disturbato in continuazione per tutto l’Inverno, ad opera dell’intrusione di onde planetarie più o meno incidenti, tuttavia intrusione mai in grado, sino a ora, di dare luogo a una sua destrutturazione significativa soprattutto alle quote sensibili della Strato, mediamente sui 10 hpa, 30.000 m circa.
Ebbene, e questo è un dato assolutamente nuovo, mai riscontrato prima in questa stagione, il modello europeo ECMWF evidenzia una inversione netta dei venti zonali alla quota fatidica di 10 hpa intorno ai primi di marzo, come mostra il grafico sopra.
Se questo disturbo dovesse avere conferma nei prossimi aggiornamenti, alla già evidente crisi del Vortice Polare in Troposfera, si aggiungerebbe un vero collasso del Vortice nella sezione Stratosferica dove potrebbe concretizzarsi anche un Split, ossia una divisione del Vortice in due lobi: questa evenienza, se effettivamente accadesse, creerebbe i presupposti per un finale di inverno davvero intrigante in termini di freddo potenziale nuovamente su buona parte d’Europa.
Ma per il Mediterraneo e l’Italia? Certo, per questo angolo più meridionale del continente e senz’altro il più difficile in termini di conquista da parte del freddo, le incertezze rimangono, poichè anche un Vortice Polare allo “sfacelo” potrebbe non essere garanzia di azione fredda.
Tuttavia, stando sempre ai forecasts, per così come sarebbe data la collocazione dei lobi, i favori per freddo anche sull’Italia crescerebbero in maniere interessante, come visibile dall’immagina di copertina (nella Stratosfera più bassa). Essa, riferita alla fase intorno alla festa della donna, 8 marzo, rappresenta un’onda dinamica di blocco in bassa Stratosferica, capace di dividere il Vortice in due, con lobo Canadese-groenlandese a sinistra, in assetto giusto per alimentare l’onda di blocco, e il lobo artico-russo-siberiano con asse ben predisposto per influenze fredde continentali anche verso l’Italia.
Seguiremo passo passo questa interessante evoluzione in prospettiva, evoluzione chiaramente indicante una crescente potenzialità di freddo anche verso l’Italia, azione fredda che potrebbe compiersi, tenendo presente le dinamiche di propagazione, dall’8/10 marzo in avanti e poi per la seconda parte del mese, dunque proprio nelle battute finali dell’inverno. Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF).
