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Vortice polare sotto scacco: Febbraio potrebbe essere il mese della svolta?

Davide Santini di Davide Santini
02 Feb 2026 - 15:00
in A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Da diversi giorni l’attenzione degli esperti è rivolta verso le dinamiche del vortice polare. Secondo le più recenti simulazioni meteo, una possibile rottura potrebbe accadere tra il 9 e il 12 febbraio. Si tratta di un evento atmosferico di grossa importanza a livello europeo. Perché, se non altro, indica che l’atmosfera è vivace e non statica.

 

Andiamo per gradi

Prima di mostrarvi le cartine, vogliamo approfondire la questione. Si tratta di un passaggio fondamentale, perché solo con uno split completo del vortice aumenterebbero realmente le probabilità di un’ondata di gelo, per lo meno a livello europeo. Le proiezioni del modello GFS, riferite al livello dei 10 hPa (si noti la mappa sotto) indicano una reale possibilità di bilobazione. Questo però tra il 12 e il 14 febbraio. A rottura già avvenuta.

 

Caso abbastanza evidente di rottura del vortice polare. Si notano due grosse bilobazioni fredde e una centrale molto calda. Questa mappa è indicativa per il giorno 15 febbraio. Ma ovviamente serviranno numerose conferme, visto che mancano un paio di settimane.

 

Il delicato passaggio verso la troposfera

Abbiamo già scritto in un nostro approfondimento che la semplice crisi del vortice in stratosfera, però, non è sufficiente a determinare il passaggio di freddo al suolo. L’elemento decisivo è capire se questa anomalia riuscirà a propagarsi efficacemente verso la troposfera. Senza questo elemento il disturbo non viene propagato in troposfera e quindi il pattern meteo europeo non subisce grandissime variazioni.

 

Alcune emissioni modellistiche iniziano a mostrare segnali incoraggianti. Ma stiamo ancora parlando di scenari oltre dieci giorni. Prima di tutto serve effettivamente che la rottura ci sia, in secondo luogo che avvenga la propagazione in troposfera, e infine che masse d’aria fredde, tramite moto anti-zonale, riescano a penetrare sul bacino del Mediterraneo.

 

Possibilità di moto antizonale, ovvero da est verso ovest. Le probabilità stanno aumentando, a cominciare dal 10 febbraio, ma serviranno ovviamente conferme per capire la traiettoria del freddo.

 

Seconda decade di febbraio: la svolta?

Cominciamo col mostrarvi una cartina a fine capitolo. Lo scenario più interessante, seppur ancora decisamente ricco di incognite, prevede una sequenza ben precisa di eventi. In primis, lo split del vortice polare, poi passaggio completo di consegne con la troposfera e progressivo rinforzo del blocco atlantico.

 

Non sarebbe una cosa così remota, perché è già accaduto più volte. Intanto concludiamo evidenziando una mappa prevista dal modello europeo per il giorno 9 febbraio. È molto interessante come comincino a esserci dei segnali di freddo in arrivo, anche se per adesso sono piccoli incipit rispetto a quello che potrebbe fare. Continuate a seguire i nostri aggiornamenti meteo per capire che cosa potrebbe succedere da metà mese in poi. Le sorprese non mancheranno.

 

Mappa ipotetica rivolta al 11 febbraio. Prima ancora di un eventuale propagazione del freddo dovuto allo stratwarming, già l’atmosfera potrebbe proporre scenari invernali. Freddo dilagante dalle alte latitudini verso di noi. Seguiranno ulteriori conferme.

 

Credits

L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: bilobazione vortice polareblocco atlanticodinamiche atmosfericheECMWFfreddo invernalegelo europeogfsinverno europeometeo europeometeo mediterraneomodelli meteomoto antizonaleondata di geloprevisioni meteo febbraioriscaldamento stratosfericoSplit del Vortice PolarestratosferastratwarmingTroposferavortice polare
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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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